“La Sicilia al femminile e non solo…” per parlare di Scuola con la Prof.ssa Enza Interdonato, Dirigente scolastica dell’I.C. di Santa Teresa di Riva

Una rubrica pensata come un viaggio tra le varie voci della cultura della nostra terra “La Sicilia al femminile e non solo…” per questo nuovo incontro si apre anche al mondo della Scuola ospitando la Prof.ssa Enza Interdonato, Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva (Messina)

La scuola ha un ruolo determinante nell’educazione dei giovani e non è retorica ma è profondamente reale dire che  i giovani rappresentano il futuro, il domani e che mai come oggi proprio il mondo dell’istruzione assume una valenza prioritaria, un asset assolutamente non trascurabile per la ripartenza del Paese.

Nel comprensorio della riviera ionica della provincia di Messina l’Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva rappresenta una solida realtà ormai da anni contraddistinta dalla passione e dalla costanza che anima le molteplici attività didattiche promosse e coordinate dalla Dirigente scolastica, la Prof.ssa Enza Interdonato, gradita ospite per questo appuntamento della nostra rubrica, alla quale abbiamo posto qualche domanda:

La Prof.ssa Enza Interdonato, Dirigente scolastica dell'I.C. di Santa Teresa di Riva

D - Prof.ssa Interdonato, la vita è molto impegnativa quando si è preside di una scuola. Qual è il compito più difficile del suo lavoro? 

R - Sicuramente la professione di Dirigente Scolastica richiede tanto impegno ed abnegazione. I tempi sono sempre stretti e gli impegni tantissimi. La scuola ha il compito di interfacciarsi con tutti gli stakeholders e dare risposte concrete accogliendo e selezionando le variegate proposte al fine di procedere ad un ampliamento del percorso formativo in maniera adeguata alle reali esigenze dell'utenza. Contestualmente si necessita di apporti mirati e funzionali dalle diverse agenzie educative, formali e informali, presenti nella nostra società "fluida e complessa". L’aspetto più difficile è la riconduzione del sociale, con i molteplici input che propone, alle finalità proprie della Scuola. Ciò che si crea all'interno delle mura scolastiche non sempre viene riproposto dai contesti esterni. Spesso questi appaiono più appetibili ai ragazzi che sono personalità in via di costruzione e quindi fragili prede di falsi miti.

D - Da quanti anni dirige l’Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva e qual è l’episodio della sua carriera lavorativa, o una sua esperienza scolastica particolarmente significativa, che ricorda volentieri? 

R - Dirigo l’Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva dal 1 Settembre del 2013. Sono stati anni intensi, molto intensi, che mi hanno consentito, anche grazie all’apporto di docenti competenti e motivati di realizzare esperienze significative e traguardi eccellenti. Certamente non posso non ricordare qui un'esperienza condotta a favore dei ragazzi più fragili, diversamente abili, sfociata poi nella pubblicazione di un libro, “Integrazione fatta... di fatti”, alla cui stesura hanno partecipato anche esimi studiosi quali Antonella Gagliano e Giovanni Pioggia o esperti del settore dell'integrazione nel tessuto sociale quale Antonella Casablanca. Il libro, oltre all’apporto scientifico di studio e metodologie di approccio scientifico e didattico, è il risultato di un forte e ineludibile coinvolgimento personale e di esperienze d’integrazione effettuate nella nostra Scuola che sono valse la valutazione di "eccellenza" da parte del Nucleo Esterno di Valutazione del MIUR. Esperienze eccellenti e ricordi speciali sono legati anche all'Orchestra composta non solo dai nostri alunni del corso di strumento ma anche dagli ex allievi frequentanti gli Istituti Superiori, che tornavano nella nostra scuola per la Musica d'insieme. Il finanziamento del progetto "Musica per un Nobel" dedicato a Salvatore Quasimodo, che ci ha visti coinvolti anche a Stoccolma, e poi i concerti a Vienna, Malta e Melide o anche al Teatro Ariston di Sanremo...e tantissimi riconoscimenti e premi. Esperienze eccellenti!

D - In questo periodo di emergenza dettata dalla pandemia quali sono state le maggiori difficoltà che ha dovuto affrontare? Ci sono stati momenti di sconforto?

R - Nel periodo caratterizzato dalla pandemia, tutto è stato spazzato via. La Scuola non si riconosceva più. Faticoso il passaggio veloce ed estemporaneo alla Didattica digitale, alle piattaforme e le eccezionali esperienze alle quali eravamo abituati sono state bloccate. Il nostro lavoro è completamente cambiato e la gestione del Covid ha snaturato i percorsi educativo - didattici. L'emergenza sanitaria con assoluta priorità ha negato la possibilità di esperienze di crescita significative. Ma questo si doveva fare e l'abbiamo fatto nel migliore dei modi possibili. Abbiamo superato le difficoltà con forte senso di responsabilità consci che la priorità era comunque ed in ogni caso salvaguardare e tutelare la salute di ognuno.

D - In qualità di Dirigente Scolastico, con l’alta sensibilità che ha dimostrato in questi anni verso particolari e delicate tematiche, come pensa si possa migliorare l'inserimento nella scuola degli alunni in situazione di diversa abilità?

R - La qualità dell'integrazione degli alunni con disabilità nella scuola passa attraverso diversi, ma tutti importanti, elementi. E c'è molto da fare anche se ritengo che si siano fatti molti passi avanti. Per migliorare l’inserimento nella Scuola degli alunni diversamente abili necessita che siano presenti empatia, formazione, contesti adeguati. L'empatia è connaturata, difficile insegnare a "mettersi nei panni dell'altro", in questo ambito è essenzialmente frutto di sensibilità e inclinazione. Per tale motivo, ripiegare sulla professione di "insegnante di sostegno" esclusivamente per motivi occupazionali difficilmente si risolve in interventi significativi. La formazione è l’altro elemento fondamentale. Non ci si può inventare metodologie d'intervento senza conoscere a fondo le caratteristiche delle diverse tipologie di diversabilità. I contesti, infine, vanno adattati alle esigenze di ciascuno poiché sarebbe assurdo proporre altro. Bisogna facilitare l’inserimento creando situazioni educative su misura. Va evidenziato, infine, che il lavoro più pregnante deve essere fatto nei confronti del gruppo dei pari, il quale dovrà promuovere atteggiamenti di accoglienza e supporto attivo: Integrare vuol dire "fare insieme".

Fino a quando non saprai accettare l’altrui diversità sarai lontano dalla saggezza.

D - Ha un sogno nel cassetto, un progetto, che vorrebbe realizzare se avesse abbastanza fondi per farlo?

R - Non ho in particolare un sogno nel cassetto da realizzare, devo dire che davvero la Scuola "è magica", nel senso che si riesce a raggiungere obiettivi che sembrano a prima vista arditi, ma la collaborazione e la sinergia fanno veri e propri miracoli. Ritengo che il problema dell'edilizia scolastica sia di forte e chiara deprivazione per il percorso formativo dei nostri ragazzi. Fruire di contesti adeguati e attrezzati per stimolare la crescita creativa è un diritto di una minima percentuale. È questo un grosso problema, sottovalutato e irrisolto in tantissimi casi che merita di essere seriamente affrontato. Persiste, purtroppo, un'evidente povertà di spazi di apprendimento mirati.

D - C’è un aspetto della nostra Sicilia che, in qualche modo, sente abbia contraddistinto il suo operato e le sue scelte?

R - La nostra Sicilia è culla incredibilmente ricca di cultura e tradizioni che traboccano e affascinano e certamente il nostro Piano dell'offerta formativa ne è stato permeato con percorsi mirati a conoscere e approfondire rilevanti aspetti della Sicilianità. Lingua, arte e storia della Sicilia sono stati temi fondanti di attività laboratoriali rivolte ai nostri ragazzi. Esperienze significative sono stati, ad esempio, la conoscenza e lo studio di Ignazio Buttita con produzioni letterarie ed artistiche apprezzabilissime o anche laboratori di ceramica ove vengono riproposti i motivi, i colori e le storie del folclore e della tradizione, ove si intrecciano miti e realtà e si condensano i sapori di un mondo da scoprire e valorizzare facendolo conoscere alle giovani generazioni.

D - La scuola continua ad essere un forte punto di riferimento per la società e quindi deve educare, promuovere ed indirizzare i giovani. Cosa si augura per il mondo scolastico nel prossimo futuro?

R - La Scuola ha un ruolo indiscutibilmente centrale nella formazione delle giovani generazioni. Non ha il compito esclusivamente di istruzione, deve bensì "educare", e io direi "deve aver cura" dei ragazzi che le vengono affidati, per dovere professionale ed etico. In alcuni casi ciò avviene in maniera quasi naturale in altri casi la situazione è molto complessa. Mi riferisco, nello specifico, alla spinosa e grave problematica della "dispersione scolastica", che va esaminata ed interpretata come assenza fisica e/o psicologica.

L'Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva è Osservatorio per la dispersione scolastica per gli Istituti Scolastici della Riviera ionica e alcune Scuole di Messina Sud ed evasione e abbandono scolastico costituiscono un settore d’intervento alquanto difficile e complesso che trae origine da matrici diverse (socio-economica, culturale, presenza di bisogni educativi speciali e diversabilità) e che sempre si traduce in disaffezione allo studio e nella misconoscenza dei valori proposti dalla Scuola. Realtà dolorose e dure, spesso, si nascondono dietro un'evasione o un abbandono scolastico che divengono i presupposti per la futura emarginazione sociale, con conseguenze immaginabili. Il periodo della pandemia da Covid 19 ha ulteriormente peggiorato tale difficile aspetto che la Scuola si trova a fronteggiare, attivando complesse e articolate sinergie e procedure di complessa elaborazione. In virtù anche di questo, mi auguro che il mondo scolastico nel prossimo futuro sia caratterizzato da una celere e serena ripresa mirata a dare a ciascun alunno tutte le opportunità formative possibili per una crescita personale e culturale esaustiva e gratificante, fornendo così ricchi strumenti per operare scelte strategiche per il benessere personale e lo sviluppo sociale all'insegna di valori universalmente condivisi, quali la Solidarietà, la Fratellanza, la Pace, la Giustizia e che a ciascuno siano dati gli strumenti idonei per operare.

 

Ci complimentiamo con la Prof.ssa Interdonato per l’articolata e pregevole attività svolta e diamo appuntamento ai nostri lettori sempre su queste pagine per il prossimo incontro su  “La Sicilia al femminile e non solo…” ricordando che questo “spazio libero” vuole essere il nostro piccolo contributo al generale percorso di crescita dei valori positivi, quale momento di incontro con varie personalità del mondo femminile (e non solo…) della nostra Sicilia che, operando nei diversificati ambiti socio-culturali, esprimono le proprie potenzialità offrendo con le loro esperienze dei valevoli spunti di riflessione.

  (Nelle foto alcuni momenti delle molteplici attività didattiche)

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