La prima nazionale di “Scatola” (ossessioni da asporto) con Elio Crifò è andata in scena con successo per Taormina Arte 2022

Il 5 Settembre a Taormina, nell’ambito del cartellone estivo 2022 della Fondazione Taormina Arte Sicilia, è andata in scena al Palacongressi la prima nazionale dello spettacolo teatrale “Scatola” (ossessioni da asporto) di Valerio Vella, con protagonista Elio Crifò, liberamente ispirato al film "The Wall" di Alan Parker  

"Scatola" (ossessioni da asporto), spettacolo teatrale  inserito nel cartellone estivo 2022 della Fondazione Taormina Arte Sicilia, liberamente ispirato al celebre film “The Wall” di Alan Parker, è andato in scena in prima nazionale al Palacongressi di Taormina il 5 Settembre. Evento prodotto dalla Fondazione TaoArte il lavoro teatrale, di cui Valerio Vella ne è autore e regista, vede protagonista l’attore Elio Crifò in una performance composita di recitazione, danza e musica ben costruita grazie ai balletti di modern e contemporaneo eseguiti dalla compagnia di danza “Marvan Dance” (diretta da Mariangela Bonanno, che assieme ad Alice Rella e Giorgia Di Giovanni ne firma le coreografie) sulle note degli storici brani dei Pink Floyd per l’occasione riarrangiati e eseguiti dal vivo dalla “The Box Rock Band”.

L'uomo e la sua visione “apocalittica” del mondo, un’analisi disincantata e profondamente critica della realtà che ci circonda sono i temi principali di un monologo in cui il protagonista, Elio Crifò, “in un atteggiamento di contemplazione della realtà”, totalmente sopraffatto ed annientato dinnanzi ad un opprimente muro di scatole, ci rivela e mette a nudo la paura “del mondo e nel mondo”.

“Scatola” è il simbolo di un percorso che si traduce materialmente nella geometria della televisione (“pitagorica perfezione della forma quadrata” e della “ideale estensione spaziale, il cubo”), pronta a “soddisfare” i bisogni dell’uomo, ignaro di trovarsi di fronte al “balcone” di futuri tiranni.

Quello in cui ci conduce l’autore è un ideale percorso, come in un gioco di scatole cinesi, in cui l’uomo contemporaneo vive in un condominio/scatola, in una casa/scatola e guarda la TV/scatola capace di “dare risposte” ai propri bisogni mentre, davanti al continuo scorrere delle immagini, interroga se stesso non comprendendo più il senso di quelle immagini di cui, purtroppo, non riesce più a farne a meno.

“È uno spettacolo sulle ossessioni del mondo digitale che distruggono la psiche dell’uomo a cui quest’uomo cerca di ribellarsi ma, alla fine, anche lui ne è vittima ed è distrutto da questo mondo digitale” così ci aveva detto Elio Crifò in un’intervista qualche giorno prima del debutto ed infatti il protagonista cerca una via d’uscita ma non potendo capire quale sia la giusta direzione da seguire rimane fermo lì, davanti alla TV/scatola in silenziosa contemplazione. È fortissima la percezione di una profonda solitudine esistenziale, la paura del futuro e la consapevolezza delle conseguenze sociali del progresso che hanno portato alla regressione dei rapporti umani dove, con inganni e falsi sorrisi, i forti hanno la meglio su i deboli.

Il risultato è uno spettacolo di grande effetto, una performance composta da recitazione, danza e musica che vede l’intenso monologo del protagonista ben accompagnato dalle danzatrici del “Marvan Dance” (Domelita Abate, Nives Arena, Rebecca Pianese, Jo Prizzi, Alice Rella, Valentina Sicari) che “con fisicità” ne esprimono le inquietudini appropriatamente marcate anche dalle note dei brani storici dei Pink Floyd riarrangiati per l’occasione e ben eseguiti dal vivo dalla “The Box Rock Band” con Antonio Amante Reynolds (chitarra elettrica e voce), Alessandro Blanco (chitarra elettrica e classica), Massimo Pino (al basso), Tindaro Raffaele (tastiera e voce) Stefano Sgrò (alla batteria) e Simona Vita (tastiere).

Un bel lavoro nel solco della ricerca della verità e dell’impegno sociale che trova nel teatro il mezzo appropriato per poter scuotere le coscienze. Una bella prima nazionale che, meritatamente per tutti i protagonisti, è stata salutata dagli scroscianti applausi finali del pubblico.