La Gioconda, il dipinto di Leonardo avvolto nel mistero

L'opera made in Italy di fama mondiale e tra le più visitate al mondo. È esposta presso il celebre museo del Louvre di Parigi e attira migliaia di visitatori al giorno.

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Conosciuta anche con il nome di Monna Lisa, la Gioconda è un dipinto del famoso pittore e scienziato italiano Leonardo Da Vinci. Ha una dimensione di 77 centimetri di altezza per 53 di larghezza, ed è stata realizzata su tavola di pioppo con la tecnica ad olio. Nonostante sia un'opera d'arte italiana, essa viene conservata all'interno del museo del Louvre di Parigi. Fu dipinta intorno al 1503 e racchiude in sé alcuni misteri che riguardano l'identità del soggetto ritratto, tutt'oggi irrisolti. È stata anche oggetto di analisi (Sigmund Freud noto psicanalista, sostenne che la donna ritratta fosse la madre di Leonardo. Altri sostengono che rappresenti l'autoritratto dello stesso pittore, in versione femminile) e di critica, ma rimane comunque un dipinto molto apprezzato e visitato dai turisti di tutto il mondo.

La Monna Lisa (Monna è il diminutivo di Madonna, derivante dal latino), rappresenterebbe secondo la tradizione,  la nobildonna Lisa Gherardini, detta anche Lisa del Giocondo, moglie di Francesco Bartolomeo del Giocondo. Da lì, deriva il nome "Gioconda". Questa interpretazione, però, non convince alcuni studiosi. Il pittore Giorgio Vasari affermò con certezza che Francesco del Giocondo, incaricò Leonardo di ritrarre la moglie Lisa. Leonardo, lavorò su quest'opera per molti anni della sua vita, fino alla sua morte, ma non la portò mai a compimento.

Descrizione del dipinto

Ritrae il corpo di una donna, dai lunghi capelli castani sciolti e con una riga centrale. Indossa un abito scuro e un velo molto trasparente che le copre il capo e che arriva sulle spalle. Il busto è rivolto verso destra e le mani sono incrociate una sopra l'altra e adagiate sul ventre. Gli occhi del soggetto sono grandi e lo sguardo è rivolto alla destra, le labbra invece accennano un lieve sorriso. Sullo sfondo possiamo osservare un fiume e un ponte con delle arcate (lato destro) e sempre alle sue spalle una linea retta di una balaustra (lato sinistro), in cui si può osservare un paesaggio molto lontano.

Leonardo studiò tutto nel dettaglio, facendo in modo che il soggetto raffigurato e lo sfondo siano legati tra loro armoniosamente. La tecnica utilizzata è il contrapposto (utilizzata da tutti i pittori del 500) e lascia intendere che la figura sia stante e non immobile. La tecnica consiste nella rotazione del busto, della testa e delle gambe in direzioni opposte. Il volto della Gioconda non è tracciato con contorni retti e spigolosi, per non renderlo rigido.

L'opera può vantare di alcune imitazioni, infatti nel 1506 fu realizzato il ritratto di Maddalena Strozzi, dipinto da Raffaello Sanzio, che si ispira alla Gioconda. La posa della donna e la rotazione del busto è la stessa della Monna Lisa. Nel periodo rinascimentale, ciò non veniva considerato un plagio, ma un omaggio, nel caso in cui l'opera fosse stata dipinta da un artista più anziano.

Il motivo per il quale l'opera si trovi in Francia, è perché fu proprio Leonardo a portarla con sé, nel 1516. Essa fu acquistata dal re di Francia, Francesco I e in seguito trasferita al Louvre dal re Luigi XIV dopo la rivoluzione francese, ma Napoleone se ne impossessò e nel 1804 fu spostata nuovamente al Louvre. Nel 1870 e 1871, fu nascosta in un luogo segreto.

La Gioconda venne rubata per la prima volta nel 1911, mentre si trovava al Louvre e ad accorgersene fu il pittore francese Louis Béroud. Il sospettato, Guillaume Apollinaire, poeta francese fu arrestato per aver dichiarato di voler distruggere le opere di tutti i musei, ma in seguito venne scarcerato. I sospetti caddero poi sull'impero tedesco e si iniziò a pensare che il dipinto non si sarebbe più ritrovato. A prendere il posto della Gioconda, fu il ritratto di Baldassarre Castiglione, dipinto di Raffaello.

A rubare la Monna Lisa, fu Vincenzo Perruggia, perché convinto che essa appartenesse all'Italia. Rimase sotto la sua custodia per ventotto mesi, portandola poi al suo paese per riconsegnarla infine all'Italia. Perruggia si recò a Firenze nel 1913 per vendere l'opera e fissò un appuntamento con Alfredo Geri, il quale ricevette una lettera firmata da "Leonardo" con la proposta di restituzione e un'offerta in denaro. Geri venne accompagnato dal direttore del museo degli Uffizi Giovanni Poggi e si accorsero che l'opera era autentica e non un'imitazione. Perruggia fu arrestato ma ritenuto mentalmente instabile e scontò una pena di un anno e quindici giorni, che diminuirono perché la sua azione fu dovuta al suo patriottismo.

La Gioconda venne esibita in tutta Italia e mostrata prima agli Uffizi di Firenze, poi all'ambasciata di Francia di Palazzo Farnese a Roma e alla Galleria Borghese, prima di essere consegnata definitivamente al Louvre. Oggi, si trova protetta da un vetro anti-proiettile ad una temperatura adeguata. Sul retro vi sono dei numeri (316) e la lettera H, i cui significati rimangono un mistero.

Francia campione del mondo! La nazione, vincitrice dei mondiali di calcio 2018, ha deciso di "festeggiare" in modo un po' insolito. Il museo del Louvre, ha condiviso un tweet che ha inasprito la rivalità tra Italia e Francia: la Gioconda che indossa la maglia della nazionale francese e le seguenti parole: «Congratulazioni alla squadra francese per la vittoria della coppa del mondo 2018» e a seguire «Per informazione, la Gioconda è stata venduta da Leonardo da Vinci al re Francesco I».

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