Edicole Votive in Sicilia: esplorando il mondo dei “Santuari urbani”

Le edicole votive in Sicilia rappresentano un affascinante e antico patrimonio culturale, testimonianza della profonda devozione e spiritualità che permea la vita dell’Isola.

Edicola votiva Sant’Agata, via Dusmet

Questi piccoli altari, disseminati lungo le strade e nei borghi, sono espressione di una tradizione religiosa radicata e di un legame profondo tra la comunità e la fede. In questo articolo, esploreremo l’origine, la storia e il significato delle edicole votive in Sicilia. Le immagini inserite sono rappresentative della città di Catania, dove si trovano numerose edicole votive. Pertanto, focalizzeremo l’attenzione su alcune di esse situate nel cuore del centro cittadino.

Edicola votiva di Sant’Agata, Porta Garibaldi

Origini e Storia:

Il termine “edicola” trae origine dal latino “aedicula“, un diminutivo di “aedes“, che indicava un tempio in scala ridotta con la funzione di proteggere la divinità della casa. Queste strutture hanno una radice romana, associata ai Lari e ai Penati, essendo erette per ottenere il favore degli dei. In epoca cristiana, invece, venivano costruite per proteggere le abitazioni o per esprimere gratitudine a un santo o una santa per una grazia ricevuta.

Le edicole votive hanno una storia ricca e antica che affonda le radici nella tradizione della civiltà romana. Originariamente, durante l’epoca romana, si praticava l’affissione di immagini sacre dei Lares, divinità minori, sulle pareti delle Insulae e delle Domus. Questa pratica risale, esattamente, alle origini della civiltà greca e romana.

Durante l’epoca greca e successivamente in quella romana, le edicole votive erano già presenti come manifestazione di devozione e venerazione verso le divinità. Tuttavia, un importante cambiamento avvenne con l’editto di Teodosio I nel 397 dopo Cristo. Questo editto incoraggiò la costruzione delle edicole votive, ma con una significativa trasformazione: si sostituirono i temi di adorazione pagana con quelli cristiani.

Così, le edicole votive continuarono a svolgere il loro ruolo di luoghi sacri e simboli di devozione, ma con una nuova simbologia verso la fede cristiana. Questo adattamento rifletteva i cambiamenti culturali e religiosi dell’epoca, segnando una trasformazione nella pratica delle edicole votive da espressioni pagane a manifestazioni di fede cristiana.

Edicola votiva Porta Uzeda

Le radici delle edicole votive in Sicilia affondano nel passato, risalendo a secoli di storia. Queste piccole strutture sacre hanno avuto origine come segni di ringraziamento o supplica verso divinità e santi, spesso in risposta a grazie ricevute o in momenti di difficoltà. La pratica di erigere edicole votive divenne particolarmente diffusa durante periodi di pestilenze, carestie o guerre, quando la popolazione cercava conforto e protezione divina. Un’edicola votiva è spesso situata all’aperto, e viene eretta per scopi religiosi o devozionali. Queste costruzioni sono comuni in molte tradizioni religiose e possono variare notevolmente in termini di forma e stile a seconda della cultura e della regione. L’edicola votiva è solitamente dedicata a una divinità, a un santo o a un evento religioso specifico.

Architettura ed elementi simbolici:

Le edicole votive sono caratterizzate da una varietà di stili architettonici, ma spesso presentano una struttura semplice, composta da un pilastro o una nicchia contenente una statua o un’immagine sacra. Molte di esse sono decorate con piastrelle ceramiche dipinte a mano, raffiguranti scene bibliche, immagini sacre o simboli religiosi. Gli elementi ornamentali sono scelti con cura per riflettere la devozione e la gratitudine della comunità.

Devozione popolare:

Oggi, le edicole votive continuano a svolgere un ruolo significativo nella vita quotidiana della Sicilia. Le persone si rivolgono a esse per pregare, chiedere protezione o esprimere gratitudine per eventi positivi. Durante le festività religiose locali, molte edicole vengono decorate con fiori, lumini e offerte votive, creando un’atmosfera di devozione e festa, chiamata la “Cunzata della Cona“.

Edicola votiva piazza Federico di Svevia

La Cunzata da Cona è un’antica tradizione siciliana che ancora oggi viene preservata in alcune zone dell’Isola, in particolare durante il periodo natalizio. Questo rituale, descritto anche da Verga nei suoi Malavoglia, è legato all’edicola votiva, chiamata comunemente “cona” nel dialetto siciliano. Il detto “Si calau na cona” fa riferimento a questa pratica.

Per coloro che non sono familiari con il termine “cona”, è importante sapere che si tratta di piccole edicole votive presenti nelle città siciliane, rappresentando una tradizione radicata nella cultura cristiana dell’isola. Queste edicole variano in dimensioni e stile, alcune sono elaborate nei dettagli, mentre altre sono più semplici e talvolta abbandonate, tutte comunque legate al sentimento di devozione.

In passato, soprattutto a Catania, era diffusa l’usanza di decorare queste edicole con agrumi, dolci e persino ortaggi durante il periodo natalizio. Questa pratica contribuiva a rendere gli altarini parte integrante delle celebrazioni festive, aggiungendo un tocco di creatività e colori alla tradizione religiosa. Va notato che una tradizione simile si riscontra anche in altre località, seppur con variazioni leggere nei dettagli delle modalità di esecuzione.

Edicola votiva piazza San Placido

Dopo le festività, la frutta veniva rimossa dagli altari e consumata, ma talvolta accadeva che durante la notte, approfittando della mancanza di sorveglianza, qualcuno si cibasse dei doni collocati. Ancora oggi, in qualche luogo della Sicilia, gli altari vengono decorati con mandarini, arance e cedri, un gesto che mantiene viva la memoria dei tempi in cui questa consuetudine era più diffusa, un’epoca in cui si possedeva meno, ma si condivideva di più.

Un’antica tradizione natalizia catanese accompagna le novene e consiste nell’offrire cibo alle divinità, una pratica radicata in molte culture, compresa la nostra. Sebbene in Occidente questa forma di devozione non sia più così diffusa, persistono ancora esempi di questa usanza.

Edicola votiva San Berillo

Attualmente, questa tradizione non è più così diffusa come un tempo, ma fortunatamente non è completamente perduta. Recentemente, giovani delle scuole e cittadini comuni hanno ripreso a decorare i tabernacoli in alcuni quartieri popolari. Speriamo che questo interesse possa crescere, poiché rappresenta un modo rispettoso dell’ambiente per abbellire le città durante il Natale e ricordare il significato rituale elevato del cibo.

Eventi e Tradizioni Legate alle Edicole Votive:

Numerose città e paesi siciliani celebrano eventi legati alle edicole votive. Processioni religiose, eventi culturali e feste popolari spesso coinvolgono la partecipazione attiva della comunità, che si unisce per onorare le divinità e i santi venerati nelle edicole. Queste celebrazioni rappresentano un’occasione unica per immergersi nella ricca tradizione siciliana, dove la fede, la cultura e la comunità si fondono in un’unica esperienza.

Le edicole votive in Sicilia sono molto più di semplici costruzioni murarie; sono testimoni di una profonda connessione tra il sacro e il quotidiano, tra la storia e la spiritualità. Attraverso i secoli, queste piccole strutture sono diventate custodi della fede e della devozione popolare, rappresentando un patrimonio culturale da preservare e valorizzare. Esplorare le edicole votive in Sicilia significa immergersi in una dimensione unica, dove la storia e la spiritualità si intrecciano, dando vita a un affascinante mosaico di tradizioni millenarie.

Edicola votiva di Via Crociferi

Caratteristiche comuni delle edicole votive includono:

Statue o immagini sacre: molte edicole votive contengono statue o immagini sacre rappresentanti figure religiose, santi o divinità a cui la struttura è dedicata. Queste rappresentazioni visive fungono da focus per la preghiera e la devozione.

Decorazioni: le edicole sono spesso decorate con piastrelle dipinte a mano, mosaici o altri elementi artistici che raffigurano scene religiose o simboli significativi per la fede della comunità.

Lampioni e candele: molte persone lasciano candele accese o lampioni all’interno delle edicole votive come segno di devozione. La luce delle candele è simbolica e rappresenta la presenza spirituale e la preghiera della comunità.

Edicola votiva via Gisira

Offerte votive: le persone possono lasciare offerte votive come segno di ringraziamento per grazie ricevute o come richiesta di intercessione divina. Queste offerte possono includere oggetti simbolici o ex voto che rappresentano la situazione o il desiderio del devoto.

Iscrizioni e dediche: molte edicole votive portano iscrizioni o dediche che indicano a chi è dedicata la struttura, il motivo per cui è stata eretta o ringraziamenti specifici.

La posizione delle edicole è strettamente legata alla funzione loro attribuita al momento della costruzione. Sulle facciate degli edifici, è possibile notare:

Edicola votiva Sant’Agata via Plebiscito

– addossate alle abitazioni (come la Fonte Lanaria o l’edicola di via Ardizzone);

incluse nel muro (la maggior parte);

Agli angoli delle abitazioni (l’edicola di via Crociferi);

Presso incroci stradali (l’edicola di piazza Federico di Svevia, all’angolo tra via Angeli Custodi).

Le edicole si differenziano per diverse tipologie:

A nicchia; a mensola; ad altare; a tempio.

L’effige contenuta può presentarsi come:

Scultura a tutto tondo; bassorilievo; dipinto su tavola o affresco; stampa.

Edicola votiva Sant’Agata Ospedale Santo Bambino

Nel corso del tempo, molte di queste edicole sono scomparse, alcune travolte da nuove costruzioni che hanno cancellato ogni traccia della loro presenza. Altre, pur essendo state sostituite da luoghi sacri più imponenti, persistono nella memoria. Un esempio è rappresentato dall’antica edicola dedicata alla Madonna dell’Elemosina nei primi secoli del Cristianesimo. Dopo essere stata demolita, sulla sua area fu eretta la Collegiata, dove oggi è custodito un dipinto con la Madonna che riproduce l’icona dell’antica edicola, opera del pittore siciliano Ottocentesco Giuseppe Sciuti.

Nel giro della città, è possibile individuare edicole vuote, alcune integrate armoniosamente nelle facciate degli edifici, mentre altre sono dipinte con colori contrastanti, emergendo dal contesto. I simboli sacri originariamente custoditi al loro interno sono spesso andati perduti durante lavori di ristrutturazione della facciata, poiché i proprietari delle abitazioni hanno percepito il peso della tradizione come eccessivo e hanno preferito trasformare l’edicola da votiva a decorativa. Questa trasformazione ha comportato la perdita del significato originario, interrompendo il legame con il passato.

L’individuo contemporaneo, cittadino di un mondo globalizzato, ha smarrito il legame con il suo territorio e, soprattutto, con la propria identità culturale. Immerso nella modernità e sottoposto a un ritmo di vita frenetico, si trova ad abitare principalmente nel presente, avendo interrotto la continuità con la propria storia vissuta.

Edicola votiva via Porticello

La domanda sorge spontanea: è possibile preservare la “creatura globale” dall’effimero e dalla superficialità? La risposta potrebbe risiedere nella memoria, che, riscoprendo il passato, consente di riallacciare i fili con la propria terra d’origine. Inoltre, la riscoperta di un patrimonio comune crea un ponte significativo tra territorio, individuo e tradizione.

Edicola votiva via Teatro Greco
Edicola votiva zona Civita
a Cognita Design production
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