Daniele Gonciaruk e il suo intenso “primo studio” di “Novecento” di Baricco

La speciale edizione di Daniele Gonciaruk del suo “Novecento” è andata in scena dal 23 al 25 giugno 2023 nella suggestiva location del cortile dell’Istituto Nautico “Caio Duilio” di Messina

Bella ed intensa la singolare prima nazionale nella versione adattata e diretta da Daniele Gonciaruk di “Novecento” di Baricco: una versione unica nel suo genere che lo stesso Gonciaruk, regista e autore dell’adattamento, definisce  “primo studio”.

Location più adatta non si poteva scegliere per questo singolare varo della nave Virginian che, proprio dal cortile dell’Istituto Nautico “Caio Duilio” di Messina, è partita per questo suo primo viaggio: dall’Europa all’America e ritorno.

Dominato da un imponente e bellissimo albero maestro, il cortile interno dell’Istituto scolastico (portavoce delle antichissime tradizioni marinare della città) ha rappresentato un perfetto luogo per “il varo” di questa speciale edizione di “Novecento” che la geniale visione di Goncialuk non ha potuto fare a meno di cogliere.

“Quando ho visto lo scenario di questo cortile – ci ha detto infatti il regista prima dello spettacolo – ho pensato che era perfetto per quello che volevo realizzare”.

E adesso, dopo aver visto, anche noi lo possiamo decisamente affermare che la sua intuizione è stata assolutamente giusta! Una visione corale incisiva, eccellente e allo stesso tempo delicata quella rappresentata da  Goncialuk.

Monologo teatrale scritto da Alessandro Baricco nel 1994 Novecento, definito dall’autore come una via di mezzo tra «una vera messa in scena e un racconto da leggere ad alta voce», nel luglio dello stesso anno debuttò come spettacolo teatrale (con la regia di Gabriele Vacis e l’interpretazione di Eugenio Allegri che da allora lo portò in scena come monologo) mentre è nel 1998 che il regista Giuseppe Tornatore ne ha tratto il bellissimo e pluripremiato film “La leggenda del pianista sull’oceano”.

Daniele Gonciaruk rende in scena il risultato di un percorso di studio, a cui si è dedicato per quasi due anni, che lo porta alla resa di una versione corale affidata ai suoi allievi/attori che danno perfettamente voce e corpo sulla scena a tutti coloro che si sono imbarcati e sono passati sul Virginian narrando insieme, coralmente e ognuno singolarmente, con voce propria, la storia di un grande pianista, allora il più grande di tutti: Danny Boodmann T.D. Lemon detto “Novecento”.

La trama narra di una storia un po’ magica, surreale e incredibile quella, appunto, di Danny Boodmann T.D. Lemon “Novecento”, un pianista vissuto sul Virginian nel periodo tra le due guerre, quando la nave faceva la spola tra l’America e l’Europa. Novecento è il più grande pianista mai esistito, nato sulla nave che non ha mai lasciato… nemmeno una volta.

La storia inizia il 1º gennaio 1900, quando Novecento fu abbandonato appena nato, in fasce, in una cassetta di limoni sul pianoforte del salone centrale della nave ed è sul Virginian, sui suoi ponti che è cresciuto, allevato dai marinai: ed è qui che Novecento impara a suonare il pianoforte. Ma è una musica diversa la sua: malinconica, dolce, allegra e affascinante insieme. Nessuno aveva mai ascoltato qualcosa di simile.

Ecco perché la sua fama in pochi anni diventa enorme: le persone si imbarcano sulla nave solo per ascoltarlo. Novecento invece non vuole lasciare la sicurezza della nave, non vuole scendere. Preferisce conoscere e vivere il mondo esterno attraverso gli occhi degli altri. Finché un giorno, dopo 32 anni, il pianista decide di scendere a terra: vuole guardare il mare dalla terraferma, ascoltarlo e fermarsi a sentire il suo richiamo. Così si accinge a scendere i gradini della nave ma davanti a se c’è una immensa e caotica New York che lo attende… c’è l’ignoto… e Novecento si ferma al terzo gradino e decide che non sarebbe andato oltre: sceglie di rimanere fino alla fine sulla nave, la sua Virginian che ben conosce, insieme alla sua musica che ben conosce…

A questo punto deve scegliere: ed è la scelta più difficile… quella decisiva, tra vivere pienamente la vita o fingere di viverla.

E se una chiave di lettura si può trarre da questa storia sicuramente possiamo dire che a ognuno di noi sarà successo, come a Novecento, in un momento particolare della propria vita, su quel terzo gradino di reagire in modo diverso, facendo una propria scelta…

Un’ora e venti circa di spettacolo in cui, nell’insieme armonico che ne è scaturito, ogni attore ha dato una bella prova di recitazione e, tutti insieme, sono riusciti a tessere una sentita partecipazione emotiva anche ben sottolineata da una interessante colonna sonora con brani d’epoca.

Con l’assistenza alla regia di Carla Anastasi, il nutrito cast degli attori ha visto la presenza di: Francesco Alligata, Alessandro Buono, Gaetano Citto, Andrea De Francesco, Sergio Foscarini, Antonella Francica, Mara Giannetto, Claudio Iannello, Marisa Lasco, Mariacarta Minasi, Rosalba Orlando, Mariangela Pizzo, Adriana Puglisi, Ivana Risitano.

Il calore del pubblico è stato espresso e sottolineato alla fine da lunghi ed intensissimi applausi.

Dopo questa prima edizione il maestro Gonciaruk tiene in serbo altre sorprese tra cui quella di rappresentare il “secondo studio” di Novecento il prossimo settembre, sempre nella nostra città, in un luogo con un’alta valenza d’impatto, magico e suggestivo, qual è l’anfiteatro della Marina del Nettuno, dove c’è la scalinata nei pressi della Batteria Masotto, con il meraviglioso scenario sullo sfondo dello Stretto di Messina che ben si presta ad accogliere ed accompagnare idealmente il racconto della particolare storia di Novecento.

Un bel programma che si tradurrà sicuramente in un ennesimo riconoscimento all’attività del regista messinese di cui ci piace menzionare, guardando al passato, quello per “Shakespeare Horror Story” che, dopo il successo dell’edizione 2019 tra gli eventi dell’Estate Romana nel Museo Canonica di Villa Borghese, è stato rappresentato a Messina nel 2021, presso il Forte San Salvatore, nell’ambito del “Festival Shakespeariano dello Stretto” come anche ricordiamo il successo di “Figli delle stelle”, uno spettacolo che è stato vincitore del bando di Roma Capitale 2023/2024 e che, nel contesto di una programmazione teatrale diretta ai giovani, ha già registrato migliaia di presenze.

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