Da Obama al Papa nel mondo cammina l’arte del ciabattino Stefanelli

Il maestro calzaturiero che ‘da solo’ crea modelli per clienti ‘d’eccezione’

NOVARA – Da Michelle e Barack Obama a Benedetto XVI, da George Bush al patriarca Alessio II a Mosca, fino ad arrivare a creare un modello per la Ferrari. Sono questi alcuni dei clienti d’eccezione di Adriano Stefanelli, maestro calzaturiero di Novara, da anni creatore di scarpe per persone ‘speciali’. “Il mio motto – dice a Labitalia – è ‘impara l’arte e mettila da parte’. Quello del calzolaio non era proprio il lavoro che volevo fare, ma mio padre me lo volle insegnare lo stesso, dicendomi appunto che comunque sarebbe stato utile imparare un mestiere artigianale. E così è stato. Con il tempo, mi sono appassionato a questa arte”.

Una passione che ha ‘contagiato’ persone di tutto il mondo che non hanno esitato a indossare le sue creazioni, frutto però di un lavoro realizzato interamente ‘da solo’. “Nella mia ‘bottega’ – fa notare – lavoro da solo, non ho dipendenti nè tantomeno allievi. Qualche ragazzo si era accostato a questo mestiere, più per curiosità che per imparare”.

Quello dell’artigiano – sottolinea – è un tipo di lavoro molto umile, modesto dove ci si sporca le mani e, al giorno d’oggi, i ragazzi hanno poca voglia di farlo. Preferiscono studiare anni e anni per qualcosa che però non porta a un’occupazione certa, piuttosto che dedicarsi ai mestieri”.

Non lavoro per lucro: le mie creazioni – rimarca Stefanelli – vengono donate. Non ho mai lavorato per denaro ma per passione. Mi piace l’idea di poter fare qualcosa di utile per le persone importanti del mondo. Questo è lo spirito che mi accompagna fin dall’inizio, da quando feci le scarpe a Giovanni Paolo II”.

Ma, oltre che ambasciatore nel mondo del made in Italy, Adriano Stefanelli è anche ambasciatore etico con la realizzazione, ricorda, delle “scarpe dell’unione tra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa: di mia iniziativa ho creato due paia di scarpe in nappa bordeaux con stemma pontificio ricamato sulla tomaia, che poi ho donato al Patriarca Alessio II a Mosca in segno di fratellanza”.

Il legame del maestro Stefanelli con il Vaticano continua. “Con le alluvioni dello scorso anno – dice – si era completamente allagata la cripta di Pio IX e le sue scarpe si erano rovinate. Quando l’ho saputo non ci ho pensato due volte e ho realizzato un paio di scarpe con lo stemma del suo casato che la Santa Sede ha provveduto a mettere sulla salma. Nello stesso tempo, ho ristrutturato quelle vecchie che sono conservate in un un museo”. Ma la sua creatività non si ferma qui. “Per Natale – riferisce- ho già preparato un nuovo paio di scarpe per Benedetto XVI“.(Fonte: Labitalia)

 

 

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