Catania-Virtus Francavilla: la “cima Coppi” da scalare, con quali armi?

Gli etnei chiamati a svegliarsi da un torpore che dura da più di un mese. A cosa appigliarsi per porre fine ad una crisi di proporzioni cosmiche ed inaspettate?

calciocatania.it

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Questo campionato di Lega Pro è simile ad un Giro d'Italia. Lungo, logorante, nonostante qualche vittoria di tappa, le probabilità di non arrivare al traguardo finale sono elevate. Ci vuole resistenza, sangue freddo, preparazione eccelsa e sfruttamento dei propri punti di forza. Il Catania, in questa "corsa rosa" traslata al calcio, sta vivendo una crisi di fame, di energie, è nel bel mezzo della scalata del Mortirolo e non sente più le gambe. La voglia di lasciarsi andare, di mollare, di tralasciare ogni qualsivoglia tipo di ambizione è tanta. Ma il Catania ha bisogno di resistere, di continuare a pedalare, in attesa che il momento peggiore passi, in attesa che la strada diventi via via meno ripida e che si intraveda all'orizzonte una dolce discesa, utile a recuperare ossigeno dopo settimane vissute in apnea. Il Catania deve ancora scalare questa calcistica "cima Coppi", di armi a disposizione ne ha ben poche, la psiche della squadra è inquinata da un periodo recente che definire disastroso è riduttivo. Cinque sconfitte di fila, il piatto piange. Adesso la Virtus Francavilla, giovane compagine che ha mietuto vittime di ogni qualsivoglia tipo di blasone, che sogna in grande, che occupa il quinto posto e che guarda gli etnei dall'alto in basso, chi lo avrebbe mai detto?

Giovanni Pulvirenti non avrebbe immaginato un inizio di avventura sulla panchina rossoazzurra in questo modo nemmeno nei suoi peggiori incubi. Quattro partite, quattro sconfitte e pochissimi segnali di risveglio, eccezion fatta per sporadici atti d'orgoglio, inutili ai fini dei risultati. Nonostante ciò, rimane saldo sulla sua panchina e rimarrà tale fino a fine stagione, a meno di cataclismi. Quest'ultimi, però, sembrano essere all'orizzonte, tra mercoledì e domenica il Catania avrà due partite fondamentali, uscire a bocca asciutta ancora una volta potrebbe portare quantomeno a riflettere. Non è escluso che l'ex tecnico della Berretti si affidi a qualche elemento proveniente proprio dalle giovanili, vivaio che conosce come il cortile di casa sua. L'impressione è che, nonostante il flop di Catanzaro, la maggior parte dello schieramento verrà confermato, con il tridente Mazzarani-Russotto-Pozzebon con l'obbligo di tornare a far male. Dopo la squalifica, dovrebbe tornare titolare Scoppa, presumibilmente al posto di un Fornito impalpabile in Calabria. Marchese darà ancora forfait, quindi si va verso la conferma dell'impianto difensivo domenicale, ma attenzione a Manneh, più di un'ipotesi.

La Virtus Francavilla ha il suo marchio di fabbrica, il 3-5-2 creato ad hoc per questa squadra da mister Calabro, allenatore che sta facendo, come si suol dire, "voltare un po' di teste" per l'efficacia e la saggezza mostrata per tutta la stagione dai suoi e da lui stesso, con scelte oculate. Il punto di forza dei biancazzurri è il terzetto centrale mediano, normalmente formato da Prezioso, Galdean e Pastore, con le variabili Turi e Tundo, spesso efficaci a partita in corso. In avanti, tutto è fondato sulla rapidità di pensiero ed esecuzione. Che giochi la punta di diamante Nzola, che vengano schierati Ayina, Abate o Alessandro il copione non cambia: la Virtus punta poco sulla manovra avvolgente, risultando devastante piuttosto nell'attacco degli spazi. Ecco perché un ruolo fondamentale è quello svolto dagli esterni di centrocampo che normalmente sono Albertini e Triarico, ma che possono vedere anche interpreti diversi.

Quali contromisure dovrà, di conseguenza, prendere il Catania? Innanzi tutto si dovrà dar vita ad un possesso palla intelligente, che non sia sterile e che risulti ficcante. Fondamentale, in questo senso, il lavoro della mediana, che dovrà porre fine ad un calo di prestazioni verticale e dovrà tornare a macinare gioco come fatto raramente in quest'annata. Il "resto", poi, dovrebbero farlo i tre davanti, con la loro qualità, magari condita da una sana voglia di riscatto. Il Catania è nel punto più complicato della cima "Coppi" stagionale. Bisogna svoltare, far girare il destino. La crisi non si interrompe da sola. E' necessario darsi una mossa.

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