Catania: tante frecce in faretra. Bisogna saperle scoccare…

Con l'arrivo di Pozzebon, il reparto offensivo rossoazzurro è completo, oltre che potenzialmente letale. Come abbinare tutte queste "armi"?

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Oggettivamente, incalcolabile. Potrebbe cominciare così l'analisi del nuovo reparto offensivo rossoazzurro. O almeno, sulla carta. Ma prima che il campo possa esprime il suo saggio giudizio, sulla suddetta carta ci si deve basare. E questa afferma come il potenziale etneo sia uscito rinvigorito dal mercato di gennaio, abbia toccato picchi che, fino a qualche settimana fa, non potevano essere toccati, per un motivo o per un altro. Adesso il "cerchio" è completo. Difficile poter chiedere di più ad una dirigenza che ha aggiunto Mazzarani "in corsa", trattenuto Russotto nonostante i veementi corteggiamenti del Foggia e preso Tavares e Pozzebon, uno scafato per la Lega Pro e l'altro capace di segnare la metà dei gol realizzati dalla sua ex squadra. Un mix apparentemente perfetto, affidabile. Tante frecce nella faretra del Catania, nella faretra di Pino Rigoli. Tante, mai troppe. Per far sì che sia una combinazione letale, bisogna saperla usare. Con saggezza e parsimonia in certe partite, con "arroganza" e sfrontatezza in altre. Con la consapevolezza che, oggi più che mai, dal punto di vista offensivo, la squadra non ha molto da invidiare alle quattro battistrada che dettano il ritmo di questo campionato sin dallo scorso agosto.

Proprio una di quelle quattro "dominatrici" sarà la prima a tastare questo "nuovo" Catania. Il Matera non perde da 9 partite, è stato toccato dalle taumaturgiche capacità di mister Gaetano Auteri. La conquista della serie B non è utopia, anzi. Un sogno che, con la continuità che hanno in dote le grandi squadre, può presto diventare meravigliosa realtà. Ma il Catania, da adesso in poi, dà una sensazione particolare. Quella sensazione che etichetta gli etnei come la "variabile impazzita" di questo torneo, ancorata al settimo posto dalla plumbea penalizzazione, ma adesso pronta a spiccare il volo. Perché quella "variabile" ha colmato le proprie lacune. Vuole, desidera lanciare un messaggio a chiare lettere. Ma come sfruttare queste copiose bocche di fuoco? Come dare prolificità ad una batteria offensiva che, in Lega Pro, può dettare legge? Rigoli avrà già in mente le soluzioni più adatte. Ipotizzarle non è semplice, ma stuzzica l'immaginazione.

Mazzarani e Russotto dietro Pozzebon. O Mazzarani e Russotto dietro Tavares. Od uno tra Mazzarani e Russotto sulla trequarti con la coppia Tavares-Pozzebon in avanti. Abbastanza per ben sperare. La prima soluzione è, certamente, quella più auspicata dalla tifoseria. Un attacco tutto fantasia e concretezza, con il numero 9 che, per caratteristiche, spazierebbe per tutto il fronte offensivo, consentendo gli inserimenti dei due compagni, andando a creare un'armonia tutta lì da ammirare. Leggermente diversa sarebbe la seconda opzione. Tavares è il classico centravanti d'area di rigore, pronto a finalizzare ed a concretizzare il lavoro sporco creato dai due "dirimpettai" di cui sopra. Stuzzica meno la fantasia, ma potrebbe essere più che efficace. E poi ci sarebbe la terza opzione, quella del carico da undici. Pozzebon ed il portoghese insieme con un trequartista alle loro spalle. Fantasia al potere. In uno schieramento del genere ci vuole una mediana che garantisca equilibrio, centrocampisti che tengano i reparti uniti, senza scollamenti. Una volta fatto questo però...al resto ci pensa la tanto cara immaginazione.

E chissà se in certi frangenti non possa essere possibile vederli tutti e quattro in campo, magari con Mazzarani in mezzo al campo. Troppa grazia. La parola d'ordine è equilibrio. Ciò che è certo è che le frecce, da adesso in poi, non mancheranno e Rigoli avrà tempo, modo e soprattutto voglia per decidere qualche scoccare. Senza dimenticare Di Grazia e Barisic, pronti a dare il proprio contributo. Perché, ora, si può davvero "sparare alle mosche con i cannoni". Lo Monaco docet.

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