Calcio: indagini della GdF nelle sedi dei club di A e B

35 società coinvolte e 64 indagati tra calciatori e procuratori. Sequestrati beni per oltre 12 milioni di euro. Malagò: "Tutto va chiarito il prima possibile", Tavecchio: "Non mi esprimo su fatti che non conosco"De-Laurentiis-Galliani-Lotito-Lazio

Ennesimo campanello d’allarme nel mondo del calcio. È di stamattina la notizia di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza nelle sedi di alcune tra le più importanti società del nostro campionato, tra serie A e serie B. Oltre 35 i club coinvolti nell’indagine, per un totale di 64 nomi tra i quali spiccano quelli, illustri, dell’ad del Milan Adriano Galliani, del presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e del patron della Lazio Claudio Lotito.

L’operazione “fuorigioco”, così denominata dagli agenti della GdF, mira a far emergere un sistema finalizzato ad evadere le imposte, posto in essere dalle già citate 35 società di serie A e B nonché da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e procuratori. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre denaro alle casse dello Stato Italiano è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori.

L’inchiesta è condotta dai pm della Procura di Napoli Danilo De Simone, Stefano Capuano e Vincenzo Ranieri ed ha origini lontane. L’indagine  risale infatti al 2012 quando, nelle sedi del Napoli, la Guardia di Finanza acquisì informazioni riguardo la cessione del calciatore Ezequiel Lavezzi al PSG, oltre che i documenti relativi al semi-sconosciuto argentino Cristian Chavez. Nove mesi dopo vennero indagate più di 41 società di calcio, al fine di acquisire maggiori informazioni a riguardo.Calcio-e-soldi

Le istituzioni parlarono quindi di fenomeno generalizzato in Italia, cioè di  come si tendesse a cercare una "progressiva ed esasperata" lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. La perquisizione di stamattina ha portato al sequestro di beni per oltre 12 milioni di euro, oltre che alle indagini condotte nelle sedi dei vari club.

Pronta la risposta dei legali dell’A.C. Milan: “La vicenda è assolutamente marginale e non fondata, troverà la sua risoluzione sia sotto il profilo tributario, sia sotto il profilo penale, in una doverosa archiviazione”. Sulla vicenda si è espresso anche, ovviamente, il presidente del CONI Giovanni Malagò: “E' fondamentale che tutto sia chiarito prima possibile, anche per fare in modo che gli attuali indagati non diventino dei colpevoli per l'opinione pubblica”. Non sono infine mancate le parole, a riguardo, del presidente della FIGC Carlo Tavecchio, che si è astenuto dal fare commenti in merito all'operazione “fuorigioco”.

Si attendono ulteriori sviluppi nel corso dei prossimi giorni, ma il mondo del calcio si sta preparando all’ennesimo scandalo al cospetto degli occhi del mondo.

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