Calcio Catania, l’avversario – Virtus Francavilla: la “matricola terribile” che cerca la consacrazione

La formazione di mister Calabro ha stupito per qualità tecnica e progettualità societaria. I playoff sono ormai raggiunti, ma si cerca la consacrazione per realizzare un "miracolo" sportivo.

Virtus Francavilla

Dimenticare celermente la sconfitta di Catanzaro e proiettarsi alla sfida contro la Virtus Francavilla. Il momento vissuto dal Catania non è dei migliori, per utilizzare un eufemismo, le cinque sconfitte consecutive pesano, sia dal punto di vista mentale, che da quello prettamente "pratico", con una classifica che va assumendo contorni "sinistri". Gli etnei hanno un solo comandamento, reagire. Lo si è detto più volte durante questo periodo grottesco, è un auspicio che tutto l'ambiente ha ben chiaro in mente, ma le speranze e l'esigenza di farlo non bastano. Serve un cambio di rotta immediato, concreto, che possa porre la formazione di Pulvirenti sulla retta via, accompagnata dalle proprie certezze che sembrano smarrite. Ma la Virtus Francavilla non è, di certo, un cliente facile. La "matricola terribile", epiteto che divide con un'altra sorpresa del campionato come il Siracusa, è compagine tutt'altro che "malleabile". La stagione dei pugliesi è da incorniciare, il quinto posto a quota 50 lo dimostra. C'è ancora tempo e spazio per insidiare Juve Stabia e Matera, ma essere già arrivati a questo punto è un grande successo. I playoff sono ormai certi, serve l'ultimo passo per consacrarsi definitivamente.

Certo, a voler essere completamente sinceri, l'ultimo periodo vissuto dai biancazzurri non è stato dei più felici. Quattro gare senza trovare la vittoria, con due pareggi conquistati (contro Monopoli e Taranto) ed altrettante, brucianti, sconfitte, contro avversari sulla carta ben inferiori come Vibonese e Melfi. Nonostante questo piccolo appannamento, la formazione di Calabro resta pericolosa, difficile da affrontare, sia per lo spirito che i giocatori mettono in campo, che per le direttive che il tecnico fornisce, vera arma in più capace di risolvere le partite con decisioni improvvise. L'ultimo successo dei pugliesi risale ad un mese fa, il 5 marzo scorso, quando batterono il Lecce nel derby per 2-1. Una squadra che fa del rendimento casalingo il proprio punto di forza, che soffre quando c'è da combattere lontano da casa, nonostante qualche scalpo importante. In trasferta, infatti, sono arrivati solo tre successi complessivi (contro Melfi e Taranto all'andata e Matera al ritorno), con sei pareggi conquistati e ben sette sconfitte. Ecco perché sperare, per il Catania, è tutt'altro che fuori luogo.

In generale, il Villa ha messo a segno 40 reti, dato importante, che colloca l'attacco dei pugliesi tra i migliori del girone. 37, invece, i gol al passivo, non un numero straordinario, anche se inquinato dalle "imbarcate" prese contro il Matera all'andata ed il Foggia al ritorno. In trasferta i numeri sono ancor più significativi. Le difficoltà della Virtus lontano da casa sono certificate dai soli 14 gol messi a segno, a fronte di 24 subiti. Numeri che tengono aperta la porta della speranza per il Catania, che ha bisogno di aggrapparsi a qualunque statistica pur di ritrovare la retta via. Un altro dato importante è quello inerente la capacità di ribaltare gare in cui si è andati sotto, la Virtus Francavilla è penultima in questa speciale classifica: in 12 gare in cui i pugliesi sono andati in svantaggio, non sono mai riusciti a vincere, racimolando solo due pareggi ed arrendendosi nelle restanti occasioni. Tutto un altro copione, invece, quando la Virtus è andata in vantaggio: su 17 volte, sono arrivati ben 14 successi, sinonimo di solidità e concentrazione.

Di giocatori interessanti, in casa Virtus, ce ne sono tanti, ma uno su tutti stuzzica l'attenzione: M'Bala Nzola, vero e proprio trascinatore, specie nella prima parte di stagione, autore di 8 reti fino a questo momento, già messo sotto contratto dalla Fiorentina. Attenzione anche a Giovanni Abate, ex Trapani, che di reti ne segnate 7.

Gara complicata per il Catania, sia per i propri, enormi, difetti mentali, sia per la forza dell'avversario. Lasciarsi andare non porterebbe a nulla, affidarsi ai pronostici men che meno. Serve solo giocare, cercare di aggrapparsi a qualcosa per risalire. E' un ritornello ormai ben conosciuto, che va avanti dalla gara interna contro il Melfi. Ma c'è poco da fare: per evitare di rendere quest'annata anonima tocca vincere, gli etnei ne saranno capaci? Difficile da dire quando le ambizioni, lentamente, si sono tramutate in paura. Quando il tuo peggior avversario, la tua nemesi, sei tu stesso. Difficile, questo è l'aggettivo che accompagna questa squadra. Parola al campo.

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