Ansia e depressione: i mali più comuni del ventunesimo secolo

I disturbi d'ansia e depressione sono più comuni di ciò che si crede. Secondo l'istituto superiore di sanità, circa 3 milioni di adulti stanno soffrendo di ansia o altre problematiche psicologiche, negli ultimi 12 mesi.

Fisiologicamente parlando, l'ansia è un'emozione normalissima e che "colpisce" tutti gli esseri umani. È una vera e propria difesa da situazioni di pericolo imminente e non. Può, però sfociare nei cosiddetti "disturbi d'ansia", questi ultimi una forma patologica. Il cervello è l'organo più complesso del corpo umano e di conseguenza può anche risultare difficile capire tutti i suoi meccanismi. Secondo alcuni studi, le cause dell'ansia potrebbero riguardare il sollecitamento di due organi: l'ippocampo, che è situato nel lobo temporale, e l'amigdala, una parte dell'encefalo e parte integrante del sistema nervoso.

Da un anno a questa parte, queste problematiche sono in aumento causa Covid. Questo aspetto non è da sottovalutare, perché non solo sta acutizzando i sintomi già esistenti, ma anche creando anche nuovi casi. Persone che non hanno particolarmente mai sofferto di ansia, ne hanno accusato la sua comparsa. Il lockdown, l'isolamento sociale e l'eccessiva preoccupazione di contrarre il virus, sta alimentando un circolo vizioso dal quale è difficile uscirne da soli. Colpisce indistintamente sia uomini che donne, ma in queste ultime è più frequente. In correlazione, ci sono gli attacchi di panico, senza dubbio molto più violenti della comune ansia. Si tratta di un'improvvisa paura accompagnata da sintomi fisici e cognitivi, come: eccessiva sudorazione, sensazione di svenimento (o vero svenimento) tachicardia, dolore al torace, brividi di freddo, sensazione di soffocamento, vertigini, paura di morire, secchezza delle fauci e nausea. Vengono descritti come un'esperienza terrificante e soprattutto debilitante per corpo e psiche. Il voler evitare determinate situazioni ansiogene, non fa altro che aumentare le possibilità di avere un attacco di panico. Chi ne è colpito, ha molto spesso pensieri catastrofici e ciò porta anche al voler effettuare spesso esami medici per escludere delle patologie di cui si pensa di soffrire. È importante affidarsi ad uno psicologo-psicoterapeuta (in alternativa uno psichiatra) per intraprendere un percorso, ad esempio la terapia cognitivo-comportamentale, utile per affrontare, controllare e limitare gli attacchi. Se gli episodi compromettono eccessivamente la qualità della vita, si intraprende anche una terapia farmacologica con benzodiazepine, le quali devono essere prescritte solamente da un psichiatra, ovvero uno specialista laureato in medicina.

Sul gradino più in alto, c'è la depressione. Più comunemente, questo termine viene utilizzato come sinonimo di profonda tristezza, ma non si tratta solo di questo, è molto di più. Quella sensazione di senso di vuoto, che è passeggera, viene definita come "stato depressivo", mentre la depressione intesa come patologia psichiatrica, è persistente e necessita di una cura. I sintomi sono: scarsa autostima, insonnia, inappetenza, frustrazione, perdita di interesse in qualsiasi attività, facilità al pianto. 

Se non si interviene, essa potrebbe addirittura sfociare in "disturbo bipolare", chiamato anche "bipolarismo" e consiste nel cambiamento di umore piuttosto repentino, anche se in questo caso, le fasi maniacali vengono descritte esattamente al contrario di quella che è la comune depressione. Il paziente risulta, quindi, iperattivo e molto energico. Ciò rende probabile lo sviluppo di dipendenze come la ludopatia (gioco d'azzardo) e shopping compulsivo, entrando infine in una sorta di tunnel. A sua volta, il disturbo bipolare si suddivide in:

  • Disturbo bipolare di tipo I: in cui vi è almeno un episodio di mania, alternato ad episodi depressivi;
  • Disturbo bipolare di tipo II: in cui non vi sono episodi di mania, alternati a quelli depressivi;
  • Disturbo ciclotimico: ha la durata di almeno due anni e si alterna con episodi depressivi di grado lieve, che passano a quelli moderati, fino ad arrivare agli ipomaniacali.

I sintomi maniacali: diminuzione del bisogno di dormire, iperattività, agitazione sia fisica che mentale, facile cambio di opinione.

La cura consiste in farmaci antidepressivi, stabilizzanti dell'umore, antipsicotici o neurolettici. Ovviamente, sarà lo psichiatra a stabilire quali sono i più efficaci in base alla gravità del disturbo e in che dosaggio.

Per quanto concerne la nostra attuale situazione di pandemia, Franco Locatelli, medico appartenente al CTS, ha risposto alle domande del Senato, spiegando: «Queste generazioni hanno un percorso con qualche somiglianza a eventi drammatici come la guerra. Non c'è l'impatto evidente della distruzione della guerra ma c'è la percezione di un qualcosa che ha interrotto dei percorsi che andranno adeguatamente ripristinati.»

«La fascia più critica è quella degli adolescenti, i piccoli si contagiano meno. Serve una attività educativa e formativa sul pre e il post scuola: serve un patto generazionale»

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