Aba Catania, la Pace cercata nell’Ubuntu di Milani

Un grande afflusso di spettatori per la magnifica mostra, nata dall’idea di uno dei più grandi grafici del mondo, in corso nell’Aula magna Nunzio Sciavarrello della sede di via Franchetti dell’Accademia etnea.

Ottanta formidabili manifesti ispirati alla parola più amata da Mandela e Tutu e che definisce una condivisione umana senza alcun interesse economico. Lasciano a bocca aperta le opere dei maestri internazionali, ma anche quelle di docenti e studenti catanesi.  

Lasciano a bocca aperta per la loro forza gli ottanta i manifesti di maestri internazionali e studenti catanesi esposti nella mostra Ubuntu - I am because we are (io sono perché siamo) inaugurata sabato scorso nell’Aula magna Nunzio Sciavarrello della sede di via Franchetti di Aba Catania. Poster ispirati alla parola più amata da Nelson Mandela e Desmond Tutu e che definisce una condivisione umana senza alcun interesse economico.

“Ubuntu – ha sottolineato la presidente dell’Accademia etnea, Lina Scalisi - è la Pace cercata, della quale si sente un gran bisogno, soprattutto in questo momento. Armando Milani, uno dei maggiori designer del mondo, ideatore della mostra, ha detto essere rimasto affascinato  dal concetto espresso da questo termine della lingua del popolo sudafricano Buntu e che indica apertura verso gli altri, dialogo, condivisione, rispetto e tolleranza”.

“L’immagine del manifesto da me realizzato per Ubuntu - ha raccontato Milani, festeggiatissimo durante l’inaugurazione, tenendo in mano la riproduzione in 3d - nacque qualche anno fa: tornavo da Nizza e, facendo la fila per il taxi, sotto la pioggia, vidi luccicare in terra una graffetta, che raccolsi e portai sul mio tavolo da lavoro. A furia di guardarla mi venne l’idea di incastrarci dentro un cuore rosso. Ecco perché ai miei studenti dico sempre di guardarsi intorno, concentrarsi, osservando cosa ci circonda”.

Quest’ultima, presentata nel 2018 a Milano, avrebbe dovuto essere esposta nel 2020 nell’Accademia etnea.

“Ma il Covid – ha ricordato il direttore di Aba Catania Gianni Latino, co-curatore della mostra – ce lo impedì e siamo stati costretti ad attendere fino a oggi per vedere realizzata l’idea di questo grande Maestro: oltre a invitare trenta grafici di fama internazionale a realizzare manifesti dopo una riflessione sul concetto di Ubuntu, ha anche consentito a tredici docenti di Graphic design e trentasette studenti del biennio specialistico in Design per l’editoria e Design della comunicazione visiva della nostra Accademia, di contribuire alla parte visuale, grafica”.

“Sono membro – ha ricordato Milani - dell’Alliance Graphique Internationale e ho coinvolto molti colleghi. Con uno che è un amico, Francesco Dondina, ho realizzato la prima mostra, a Milano, e poi l’abbiamo portata a Madrid. E adesso riparte da Catania e riprende a girare”.

“I nostri allievi – ha concluso Latino - hanno accolto con straordinario entusiasmo la possibilità di esprimersi in un contesto così qualificato data loro da Milani. Il quale ha ripetuto loro come anche un solo manifesto capace di toccare il cuore potrebbe cambiare il mondo. E questi poster hanno un unico filo conduttore: il sentimento dell’umanità, Ubuntu, che ha per fine la Pace e come strumento gli interventi umanitari”.

La mostra rimarrà aperta fino a giovedì 30 giugno.

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