30 persone uccise negli scontri al Cairo

Alle quattro di ieri mattina circa 30 persone sono state uccise al Cairo dalla polizia negli scontri tra sostenitori ed oppositori dell’ex presidente
Mohamed Morsi



Secondo quanto riporta il quotidiano Al Ahram, prima dell'alba di ieri mattina, davanti alla sede della Guardia repubblicana dove Morsi sarebbe prigioniero, le forze dell'ordine hanno aperto il fuoco contro i manifestanti e risulterebbero morte una trentina di persone tra cui un poliziotto. Circa 320 i feriti di cui almeno sette in condizioni gravissime. Il presidente egiziano ad interim Adli Mansour ha ordinato un’inchiesta per capire le dinamiche della sparatoria.

Le versioni della tragedia, come accade in questi casi, sono diverse: i Fratelli musulmani dicono di essere stati attaccati dalla polizia mentre pregavano: "è stato un massacro" dice Mohamed Mohamed Ibrahim El-Beltagy, parlamentare e dirigente dei Fratelli Musulmani; le autorità parlano, invece, di un un “gruppo di terroristi” che ha attaccato il palazzo della Guardia repubblicana e che i poliziotti lo avrebbero difeso. «Durante le preghiere del mattino ho sentito qualcuno chiedere aiuto. Poi sono cominciati gli spari - racconta un testimone al Guardian - I poliziotti stavano di fronte alla sede della Guardia repubblicana. Prima hanno lanciato i lacrimogeni e poi hanno cominciato a sparare direttamente sulla folla».

Cinque giorni fa l'esercito ha deposto il presidente Mohamed Morsi, eletto il 30 giugno del 2012, nelle prime elezioni considerate libere dopo la caduta di Hosni Mubarak nel 2011. Gli oppositori di Morsi il 6 luglio avevano trovato un accordo sul nome del nuovo primo ministro fino alle elezioni - il Nobel e leader dell’opposizione Mohamed el Baradei - ma tra smentite e il mancato appoggio dei salafiti del partito Al Nour, il nome di al Baradei è stato celermente messo in disparte.

Dopo la strage di ieri, Il partito salafita Al Nour ha fatto sapere che si ritira dalle trattative per la nomina di un primo ministro e di un governo di transizione.