L’innovazione tecnologica a supporto della “lotta” alle specie aliene

Un database aggiornato sulle specie vegetali e animali invasive e l’impiego del drone per favorire la rinaturazione di aree a rischio in Sicilia e a Malta.

Un database contente le specie vegetali e animali invasive presenti nell’area mediterranea e l’utilizzo di droni per contrastare la perdita di biodiversità e il degrado dei servizi ecosistemici e, contestualmente, favorire il ripristino dei siti. Anche l’innovazione tecnologica a supporto delle azioni avviate dai ricercatori del progetto “Fast - Fight Alien Species Transborder" nell’ambito dell’Interreg V-A Italia-Malta 2014-2020 che, nei giorni scorsi, sono state illustrate nel corso di un evento all’Università di Malta. Un progetto che vede il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania come ente capofila del partenariato siculo-maltese. Il prof. Minissale ha discusso sullo stato di avanzamento del «Il database delle specie vegetali aliene di Sicilia e Malta, ancora in aggiornamento, comprende già circa 700 specie, più di un centinaio da considerare invasive, e oltre 900 specie animali aliene, di cui 150 invasive» hanno spiegato i docenti Pietro Minissale dell’ateneo catanese e il dott. Thomas Cassar dell’Università di Malta. Un progetto che prevede anche un carattere innovativo nelle azioni di eradicazione delle specie aliene e piantumazione con specie tipiche della macchia mediterranea grazie all’utilizzo di droni nelle fasi pre e post intervento che permetteranno di monitorare nel tempo l’efficacia degli interventi. Un tema, quello del controllo delle specie esotiche a Malta, affrontato dal dott. Darrin Stevens, vicedirettore dell’autorità maltese per l’ambiente e le sue risorse. «Ancora una volta risulta di fondamentale importanza la collaborazione internazionale per affrontare concretamente problematiche “globali” come quelle delle specie aliene invasive» hanno spiegato in apertura dei lavori il prof. Joseph Cacciatolo, prorettore dell’Università di Malta, il prof. Giorgio Sabella, coordinatore scientifico di Fast, e il prof. David Mifsud, responsabile del progetto per l’ateneo maltese prima degli interventi dei rappresentanti del partenariato: Sharlo Camilleri (segretario permanente del Ministero dell’Agricoltura della pesca e dei diritti degli animali di Malta), Gaetano Torrisi (direttore dell’ufficio gestione Riserve naturali della Città metropolitana di Catania) e Maria Di Maio (consigliere alla Pianificazione Territoriale e Sviluppo locale ufficio Riserve naturali del Libero Consorzio Comunale di Ragusa). Sugli interventi di contenimento/eradicazione delle specie aliene nelle aree protette e di rinaturazione i dott. Arthur Lamoliere dell’ateneo maltese e Immanuel Grima del Ministero dell’Agricoltura, Pesca e Diritti degli Animali di Malta hanno illustrati le azioni già realizzate o in fase di realizzazione nell’arcipelago maltese su Carpobrotus acinaciformis, Ricinus communis, Pennisetum setaceum e alcuni monitoraggi effettuati con il drone al fine di verificarne l’efficacia. Sempre in quest’ambito, i dott. Gaetano Torrisi e Umberto Troja della Città Metropolitana di Catania hanno presentato gli interventi che saranno realizzati con tecniche non invasive nelle riserve naturali “Oasi del Simeto” e “Fiume Fiumefreddo” e che riguarderanno in particolare le specie aliene invasive Agave americana, Carpobrotus acinaciformis, Opuntia ficus indica, Acacia saligna, Yucca elephantiphes, Wasghingtonia filifera, Nicotiana glauca, Pennisetum setaceum, Ricinus communis e Phyllostachis aurea. Le aree verranno rinaturate con piante tipiche degli habitat interessati come le Juniperus oxycedrus, Tamarix gallica, T. africana, Populus alba e Salix alba ottenute in vivaio da germoplasma locale. I dott. Maria Di Maio e Roberto Cundari del Libero Consorzio Comunale di Ragusa hanno mostrato interventi simili ai precedenti realizzati sempre con tecniche non invasive, nelle riserve naturali “Macchia Foresta del Fiume Irminio” e “Pineta di Vittoria” sulle specie invasive: Agave americana e Saccharum aegyptiacum aegyptiacum. Anche in questo caso è prevista la piantumazione delle aree soggette ad intervento con piante tipiche della macchia mediterranea ottenute in vivaio da germoplasma locale. Il prof. Oscar Lisi dell’ateneo catanese, responsabile della comunicazione del progetto, ha illustrato le numerose e articolate attività di disseminazione dei risultati e di educazione ambientale svolte a Malta e in Sicilia dove, nel prossimo ottobre, si terrà un nuovo workshop.