TEATRO/ROMA: “Roma…ce semo” di Veronica Meddi con “I Fuori Scena”

Sarà in scena presso la Sala parrocchiale di Santa Maria Consolatrice (nella zona urbanistica romana di Casal Bertone, ingresso da Piazza Santa Maria Consolatrice) sabato 28 maggio alle ore 20:30 (in occasione della festa patronale di Santa Maria Consolatrice) e domenica 5 giugno alle ore 18:30 “ROMA…CE SEMO” di Veronica Meddi che firma anche la regia dello spettacolo.

Protagonisti sono gli attori della Compagnia I Fuori Scena nata per gioco nel 2018: Marzia Canacari, Pina Burelli, Sara Toso, Patrizia Barbieri, Alessia Meddi, Giuliano Lattanzi, Gianluca Canetti, Federico Galassi, Fabio Florio, Don Luigi Lani, Alessio Florio, Emanuele Chialastri, Alessandro Smeraldi, Michele Brancatelli, Eleonora Lattanzi.

È questo un progetto nato in tempo di pre-pandemia, eh, già, perché la vita è segnata sempre da un prima e un dopo. Dunque, dalle risate goliardiche e la voglia di stare insieme allo stop forzato il colpo di scena è stato davvero tanto scioccante. E a questo colpo di scena ci ha pensato un deus ex machina a tutti noi sconosciuto. “ROMA…CE SEMO” nasce come grido per far presente che, nonostante tutto, ognuno degli elementi della compagnia c’era e c’è. E “chi c’ha Roma dentro er core” (canta Mannarino) non può far altro che sentirsi romano. Svogliato come un Rugantino, diffidente come un’Anna Magnani, geniale come Gigi Proietti e attuale come Trilussa. Qualunque sia il colore della pelle o qualunque siano le radici culturali di provenienza, “c’è sempre un Dio che in cielo piagne se lo chiami papà”. È questo un viaggio che s’annuncia con il rumore del traffico, perché “Roma, sta città ce n’ha de cose da raccontà” (dice Rosetta a Rugantino). Allora c’è un vecchietto che vuole raccontare, a modo suo, una favola, e un figlio assassino che pagherà la sua colpa nel carcere di Regina Coeli. Se poi un romano passa da una cacio e pepe agli osomaki, allora l’harakiri è quasi certo. L’importante è non mangiarsi il marito, eh, no, quello no, dai, Annibale Ruccello capirà. Quando eravamo ragazzini era tutta un’altra storia, tutto era più semplice, il gelato era un cremino delizioso, non lo ricorda, ahimè, solo chi non lo ha mangiato! Perché ci siamo chiusi in un barattolo? (canta Renato Zero). Il mondo fuori, forse, grazie all’arte, non va completamente a rotoli.

La Compagnia I Fuori Scena, dopo due anni difficili, è pronta a regalarvi una serata incantevole.

Perché? “Perché pe me ‘o spettacolo siete voi”.

Tutte le attività della Sala parrocchiale Santa Maria Consolatrice del ‘Centro Culturale Benedetto XVI’ si terranno nel rispetto della normativa sociale in materia di prevenzione dal Covid19 con obbligo di indossare la mascherina FFP2.

BIO VERONICA MEDDI - Tra gli specchi di Svoboda

Scrivo perché scrivere è eterno e una vita è troppo piena di vita e ci si distrae” è il mantra della giornalista, critico teatrale, critico letterario, sceneggiatrice e drammaturga, Veronica Meddi, che prima di passare dall’altra parte della Quarta parete ha calzato per anni le scene come ballerina professionista. La curiosità sanguigna di questo mondo che è ‘altro’ da quello reale l’ha spinta alla conoscenza più profonda che sembra non bastarle mai. Sul palco, dietro le quinte, in platea, tutto in un fluido di continuità creativa. Gli inizi alla critica teatrale la vedono ancora studentessa all’Università La Sapienza di Roma per la rivista mediatica teatranti.com, mentre si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo per poi specializzarsi in Saperi e Tecniche dello Spettacolo Teatrale, Cinematografico e Digitale con una Tesi di Laurea che non poteva non essere che questa: “Vocazione Teatrale”. È per caso che riveste i panni del critico che, ancora oggi, a distanza di quasi venti anni, sente come sua seconda pelle oltre la pelle. Ai tempi le aulette di studio del dipartimento di Arti e Scienze dello Spettacolo e il Teatro Ateneo sottostante sono stati la sua vera casa. Spazi conoscitivi di approfondimento alla sua natura appassionata. E proprio nell’allora Teatro Ateneo, oggi ‘Theatron-Teatro Antico’, ha l’onore di venir selezionata dal Maestro Jean-Maurice Cébron (insegnate della ballerina, coreografa Pina Bausch) per uno stage di formazione. E ancora dal Maestro Richard Haisma della Laban school. Da Gilberto Tofano per uno stage sulla Commedia dell’Arte. Docente di Storia del Teatro, Storia del Cinema, Scrittura creativa per Università private. Fino all’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Giornalisti del Lazio. Molte le sue collaborazioni con riviste cartacee e siti culturali. Negli anni, ha la sua rubrica ‘Teatro e Teatro’ di Veronica Meddi sul Corriere Flegreo, scrive per il quotidiano Il Tempo dove recensisce libri, collabora con America Oggi di Repubblica (USA). E come Art Director della Princeton International Artists (USA) segue alcuni degli artisti italiani di fama mondiale, dopo averli intervistati. Collabora con RedazioneCulturaNews, con Scrivo Napoli, con EccoLaNotiziaQuotidiana, con fattiefattoidi, con Proscenio, fino alla realizzazione di questo suo importante progetto che è Meddimagazine. Oggi il critico sceglie di andare in scena, scrivendo.

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