Intervista a Giuseppe Paternò, fondatore della scuola di recitazione a Palermo, e a Stephanie Beatrice Genova, regista

Stephanie Beatrice Genova, regista americana, che ha studiato presso la scuola di recitazione di Giuseppe Paternò, ha scritto e diretto il cortometraggio "Essere al chiaro di luna".

Lei, Giuseppe, è leader del settore ed in tutti questi anni ha avuto tante soddisfazioni ma anche ha versato tante “lacrime amare” durante il fermo e anche adesso, con la continuazione della pandemia, ha dei grossi problemi  che richiedono uno sforzo enorme per poterli risolvere per potere andare avanti?

Fare cinema e realizzare film e cortometraggi è sempre una grande impresa, che costa soldi, fatica e impegno, soprattutto in questi ultimi anni, soffocati da lockdown e difficoltà oggettive, uso obbligatorio di mascherina, green pass, zone rosse. A Palermo esiste una isola felice: una scuola, oramai giunta al dodicesimo anno di attività che prepara futuri registi, montatori, sceneggiatori, attori e doppiatori e li inserisce nel mondo lavorativo, a contatto con case di produzione e stage in tv e nei set cinematografici. Una delle allieve del corso di sceneggiatura e regia che si è distinta particolarmente lo scorso anno è sicuramente Stephanie Beatrice Genova, che con il cortometraggio da lei diretto e prodotto dalla Scuola Cinema Sud ha ottenuto svariati premi importanti in tutto il mondo e adesso selezionato pure ad Hollywood, tra i big del cinema. Il cortometraggio è nato all'interno del corso di scrittura cinematografica tenuto da Giuseppe Paternò, che negli anni ha formato collaborazioni importanti tra i suoi allievi e il mondo del cinema. "Essere al chiaro di luna", questo è il titolo scelto dalla regista, è stata una impresa audace e fortunata. Girato in un solo giorno, e montato in meno di una settimana, è riuscito a vincere premi in tutto il mondo, dall' International New York Film Festival, al Calcutta Film Festival, sino al prestigioso Royal Society of Television & Motion Picture Award, e al più recente festival ad Hollywood. Scambiamo due chiacchiere con Giuseppe Paternò, direttore della scuola e docente di sceneggiatura”.

La sua scuola di recitazione e cinema è “nata” 12 anni fa. In tutti questi anni si sono alternai tanti professori, alunni. Un’idea vincente ?

“Nel 2005 ho frequentato un Master in scrittura cinematografica e televisiva presso lo IED di Roma (Istituto Europeo del Design). Da lì ho avuto collaborazioni con registi e produttori e nel 2009 ho scelto di ritornare a Palermo per formare una associazione culturale legata a corsi di formazione culturale, chiamando docenti locali e importanti registi e attori da Roma”.

Ovviamente, in questi 12 anni, la concorrenza ha cercato di “pestarle i piedi”. Come ha reagito?

“La concorrenza è aumentata a dismisura, se prima eravamo in 3 adesso siamo in 33, ma per fortuna gli allievi si accorgono della differenza e della qualità e per fortuna siamo considerati ancora oggi tra le migliori scuole siciliane. Invece come programmi e materie, da tre anni collaboro con Massimo Corvo, tra i doppiatori più importanti di tutta Italia, e quindi del mondo, voce di Sylvester Stallone, Benicio Del Toro, Jean Reno, Harvey Keitel, Jafar di Aladin e leggio d'oro per la sua interpretazione della Bestia Disney. Massimo Corvo, presidente onorario del corso di doppiaggio, osserva i migliori futuri doppiatori palermitani e li porta a Roma per iniziare con lui un percorso di studi ma anche lavorativo. Come è accaduto ad una nostra ex allieva, Marcella, che ha già doppiato serie televisive”.

Durante il periodo di fermo, il lockdown, che cosa è cambiato per la SCUOLA  DI RECITAZIONE?

“Ci sono delle materie che è possibile insegnare attraverso Skype o Zoom, come sceneggiatura o Montaggio Video, e abbiamo continuato on line. Altre invece sono state interrotte, come doppiaggio o recitazione, e abbiamo ripreso in estate, sempre stando attenti alle misure anti-covid”.

Tu, Giuseppe, hai avuto ante soddisfazioni da tanti tuoi alunni; oggi ci parlerai della tua esperienza con una tua alunna che è diventata una regista importante che risponde al nome di Stephanie Beatrice Genova?

“Una emozione unica. Stephanie ha una sensibilità particolare, da vera regista, e insieme avevamo già scritto un racconto che ci hanno pubblicato. Avere collaborato ad uno dei cortometraggi palermitani più premiati al mondo, e sapere che è stato sviluppato nella mia scuola di cinema. grazie anche alle mie lezioni di sceneggiatura, è un onore. Il premio va condiviso anche e soprattutto con Rosario Neri, direttore della fotografia, e Luciano Falletta, attore e insegnante del corso di recitazione. Il cinema è una squadra e la cosa più bella è la condivisione. L'ego va messo da parte, per fare spazio allo spirito di gruppo. E' questo che mi piace di più ed è questa la base della mia filosofia di vita, come racchiude in una frase  George Bernard Shaw : "Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee”.

Stephanie, sei nata in America da sempre vivi a Palermo; una regista ed un talento che è "nato" nella scuola di recitazione di GIUSEPPE PATERNÒ?

Sono nata a New York, sono figlia di genitori siciliani. Nel 2014 ho iniziato il mio primo approccio al mondo del cinema come studiosa archeologa e ho fatto parte del Comitato storico scientifico del docufilm Gelone, in cui metto risalto il mito del lupo di Gelone. A dir il vero tutto ebbe inizio per dar visibilità e salvaguardare un lupoide giapponese (Akita inu pelo lungo) che purtroppo oggi viene ucciso, lo stesso lupoide appare nel docufilm Gelone, nel cortometraggio gli “Occhi di Monique”, ed infine nel mio corto “Essere al Chiaro di Luna”. Fatalità della vita il destino poi ha deciso di premiarmi con il Film Lupo Bianco, (nulla è per caso nella vita), ma spesso mi pongo delle domande… ci sono state troppe coincidenze. Tornando alla domanda: già in me esisteva una maturità artistica consolidato con 30 anni di carriera come danzatrice e coreografa.  Poi nel 2014 conosco questo nuovo mondo, nel 2017 incontro il regista Tony Gangitano,  che è stato il mio Maestro che mi ha permesso di conoscere tutti i vari aspetti di questo mondo, e come un buon maestro mi ha insegnato l’impegno, che con la determinazione, il duro lavoro, l’intelligenza, la creatività si possono raggiungere gli obiettivi, anche i più straordinari. Un maestro non è chi insegna qualcosa, ma chi ispira l’alunno a dare il meglio di sé per scoprire una conoscenza che già possiede nella propria anima. (Paulo Coelho) e spesso lui mi dice che già tutto era in me. Così inizio a scrivere le prime sceneggiature: un opera teatrale, e quattro cortometraggi, da lì a poco ho sentito la necessità di approfondire questo sentimento verso la scrittura che mi dava libero sfogo alla mia anima… anche perché quando scrivo sento di vivere tante vite in tante dimensioni fantastiche… è un esperienza bellissima staccarsi anche dalla realtà circostante. Nel 2019 in quel periodo purtroppo come tante donne subivo stolking… Avevo deciso comunque di sollevarmi e uscire da un incubo, avevo contattato una scuola di Palermo di cui evito di fare nome… ma nei miei riguardi hanno pesantemente sbagliato ma non perché sia io ma perché non hanno difeso la donna! Questo tizio (lo stolker) si era iscritto nella medesima scuola, io ero impaurita per la mia vita! Ho chiesto alla scuola di cacciarlo via… la scuola non ha preso provvedimenti! Non avevo nessuna scelta… ho dovuto abbandonare l’idea di studiare in quella scuola… perché avevano scelto lui! Mi sentivo completamente persa… sino a quando decido di approcciarmi alla Scuola di Cinema Sud, conosco il direttore Giuseppe Paternò, e sin da subito ho detto quali problemi stavo affrontando, lui mi ha subito tranquillizzata, a tal punto da dirmi che questo “tizio” è un pericolo e non metterà mai piedi dentro la scuola, e se avesse osato avvicinarsi, ci avrebbe pensato lui…mi sono subito sentita protetta e felice! Giuseppe è una persona onesta molto per bene, ha molta pazienza… (soprattutto con allievi problematici), una persona mite, che sa rassicurare, oltre che ben preparato. Da lì a poco il mio legame con la scuola si consolida con Zancle “Legami” un corto dal gusto Thriller/Horror co-sceneggiato con Giuseppe Paternò, dialoghi curati in dialetto siciliano dal regista Tony Gangitano, un corto che affronta la tematica della donna durante la seconda guerra mondiale, (tra cui gli abusi), Zancle mette in risalto la forza delle donne durante una delle guerre più fredde della storia. (lo stesso corto vince una pubblicazione). Decido in un secondo momento di studiare regia e direzione della fotografia. Non avrei mai immaginato nella mia vita di dirigere una regia, in questa scuola è accaduto! Il Prof. Giuseppe ha avuto tanto fiducia in me! Il talento della regia nasce in questa scuola con il perfezionarmi con la scrittura cinematografica”.

Che cosa vi accomuna con Giuseppe; la base della sua  filosofia di vita, si  racchiude in una frase  George Bernard Shaw : "Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee. Lei Stephanie che cosa ne pensa?

“Mi accomuna con Giuseppe, l’essere ambiziosi. Inizialmente non è stato facile accettare le idee proposte, soprattutto perché penso che alla base ci sia il nostro vissuto di vita, e spesso nella vita ho dovuto imparare a prendere decisioni e cavarmela da sola. Oggi dopo l’esperienza di Zancle e di Essere al chiaro di luna, ho imparato che la condivisione di idee, può migliorare un’opera! Un concetto imparato in questa scuola, grazie a Giuseppe Paternò”.

Quali sono i lavori di regia più pregnanti di significato per lei?

“Personalmente, lavorando al fianco con il regista Tony Gangitano, che oltre alla sua grande competenza, ho avuto modo di assistere ai suoi lavori, affiancandolo in aiuto regia, e ho visto che in corso d’opera del lavoro, è stato molto abile a prendere delle decisioni in cui stravolgeva i punti di debolezza sino a giungere ad uno sviluppo straordinario! Assistere “all’evoluzione sublime della settima arte” tanta creatività e inventiva e tanto autocontrollo… qualità imprescindibili per un regista. Affascinata  dai capolavori di Ridley Scott e da Steven Spielberg, con i loro film di stampo storico epico-mitologico, (il genere che amo), quest’ultimo che ha regalato ai suoi spettatori un punto di riferimento per l’evoluzione del cinema come macchina tecnologica in grado di costruire effetti speciali e meraviglie create digitalmente, molti dei loro lavori criptano dei messaggi di un futuro distopico. Ammiro l’originalità di Spike Jonze e amo la ricerca dell’estetica in Stanley Kubrick che poteva passare ore intere a studiare un'inquadratura, fino al punto da assillare gli attori, una cura ossessiva per i particolari dell'immagine, per la prospettiva e l'illuminazione, per la posizione degli attori e degli oggetti di scena, per la simmetria, tanto che ogni suo film è studiabile in ogni fotogramma come "album di inquadrature". Inoltre ammiro Ingmar Bergman perché molte sue opere sono di profonda introspezione psicologica. Ed infine Quentin tarantino per la capacità di riuscire a combinare stili diversi fondendoli insieme in una nuova opera”.

Soprattutto, che cosa l'attrae e la incita a realizzare cortometraggi. Cosa le piace in modo preminente?

“Amo scrivere sia cortometraggi che lungometraggi, molto presto mi dedicherò alle serie TV. Attraverso i cortometraggi puoi veicolare nell’immediato un messaggio. Alla base c’è il desiderio di seguire la propria ispirazione dell’anima e poi coinvolgere lo spettatore attraverso il grande schermo che è un mezzo per far riflettere… e per emozionare! Ho scoperto con il mio penultimo lavoro “il Risveglio di Giufà”, che addirittura amo scrivere le commedie, una tempo sarebbe stato impensabile per me! Inoltre da due corti scritti da me tra cui uno è Zancle è emerso che ho anche la predilezione per il genere a sfondo “erotico”, mi viene spontaneo…  Amo i Thriller, ma scrivo tutti i generi, in particolare ho una profonda dedizione per i film di genere storico, e una predilezione ad incrociare più generi cinematografici”.

Ci parli della sua esperienza fin dal primo approccio con la SCUOLA CINEMA SUD.

“Nell’immediato mi sono subito sentita a casa… sapevo che era un luogo adatto per me! Soprattutto dai primi minuti di lezione. Mi serviva stimolo, lo scambio di idee, di opinioni… il confronto! Tutto ciò che aiuta alla crescita in un percorso particolare che è quello artistico”.

“ESSERE AL CHIARO DI LUNA” è il titolo del suo cortometraggio; un titolo molto pieno di significati reconditi. Ci vuole delucidare che messaggi ci sono dentro?

“Sino al 2020 lavoravo nel teatro e durante il primo lockdown, ho smesso di colpo di fare spettacoli. Il nostro settore è stato tra i più colpiti, ho sofferto tanto… Nel corto rappresento me stessa, privata del mio primo amore che è il teatro!  Ho poi rappresentato delle antiche maschere greche, alla pirandelliana come mille maschere e forse nessun volto! E il mettersi a nudo con i propri dolori e segreti che si possono solo dedicare alla luna.  Ho cercato uno sfogo attraverso il cortometraggio infatti è dedicato a tutti gli artisti del mondo ma anche a chi ha semplicemente l’arte nel cuore…”

Lei, STEPHANIE, è anche danzatrice e attrice. Vuole dare sempre il meglio di sé, ma in fondo, chi è la vera Stephanie?

“Chi è la vera Stephanie me lo sono chiesta parecchie volte, onestamente c’è stato un periodo che preferivo farmi chiamare Beatrice. Ho voglia di ritrovare Stephanie. Non so risponderle in questo momento…forse sono ancora alla ricerca di me stessa,  ma quel che è certo in me danzerà sempre la ballerina”.

Progetti futuri magari parlare della SICILIA?

“La Sicilia sempre in primo piano! Bisogna mettere in risalto la nostra magnifica terra, difendere la propria identità culturale, attraverso la valorizzazione del territorio “un popolo senza radici è un popolo destinato a disgregarsi”. Zancle è un nostro progetto futuro, valorizza la nostra terra e il nostro dialetto destinato prima o poi a svanire…”

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