“La terra degli dèi – Miti e divinità siciliani” è il nuovo libro di Sara Favarò

Nei giorni scorsi è stato presentato la pubblicazione della Favarò che tende con i suoi scritti a fare conoscere alcune tradizioni della nostra bella terra sicula.

Fondatrice con il fratello Giovanni del gruppo ETNO. Nata a Vicari un piccolo paesino siciliano, si è trasferita con la famiglia a Palermo da piccola. Ha trovato la sua dimensione nel narrare antiche storie che si sono trasformate in libri e racconti vari.

Nelle sue performance veste i panni del cantastorie, vecchio mestiere che appassionava grandi e piccini, ormai dimenticato. Rivalutare tradizioni del lontano passato è essenziale e molti in Sicilia e in tutto il SUD dell’italica penisola, cercano di tenere in gran conto questo mestiere ormai “pieno di polvere”.

Né tra i selvaggi, né tra i contadini, né in qualunque altro settore dell’umanità, in qualunque epoca o in qualunque livello di cultura è mai esistito una mentalità “mitopoietica” come entità a sé stante. La verità è che prima dell’avvento del pensiero speculativo filosofico e scientifico e della conoscenza empirica i fenomeni naturali erano concepiti dal punto di vista dell’esperienza umana, e l’esperienza umana era a sua volta concepita dal punto di vista degli avvenimenti cosmici. In questo stesso quadro vanno collocati i racconti popolari con i quali il mito è così strettamente imparentato ed intrecciato. Il mito infonde sicurezza nei pericoli e negli imprevisti dell’ esperienza quotidiana ed assicura la stabilità delle normali consuetudini. Nati come parte integrante del culto, i racconti, come i riti hanno la funzione di produrre una “comunione fàtica” o rapporto TRA I MEMBRI DELLA COMUNITA’; un senso di “affratellamento” stimolato da parole ed azioni sacre pronunciate e fatte in comune, trasmesse da una generazione all’altra secondo uno schema prescritto , per conferire ordine e consistenza; nulla vi è di originale, nulla è frutto del singolo pensiero individuale: I MITI SONO storie narrate e ripetute con regolare precisione. Si riferiscono a taluni avvenimenti di notevole importanza che conservano un significato permanente nell’organizzazione morale, sociale e religiosa della società. Questo in linea generale il significato preminente del mito secondo il mio punto di vista.

Ma torniamo ad intervistare Sara Favarò. Di cosa parla il libro?

“Il libro è intitolato LA TERRA DEGLI DEI - Miti e Divinità Siciliani, disegno di copertina di Tiziana Crivello.

Scavo nel passato mitologico della Sicilia, attraverso lo studio delle credenze religiose autoctone e di quelle derivate dalla mescolanza con i culti e i riti delle culture dei popoli che, a diverso titolo, hanno abitato l’Isola. Culti che, ingiustamente, nella quasi totalità, sono stati ritenuti frutto di acquisizione di nuove fedi, ma che, di fatto, hanno avuto origini proprio in Sicilia. Culti la cui esistenza è testimoniata dalla scoperta e talvolta dalla rivalutazione di importanti siti archeologici, come quello che si trova nei pressi di Palazzolo Acreide, ossia i Santoni di Akrai”.

Questa sua nuova pubblicazione ha un filo conduttore con altri suoi libri?

“Il libro segue il filone della ricerca delle proprie origini e della propria cultura materiale e immateriale. E' inserito, infatti, in una collana della casa editrice Di Girolamo, il cui titolo è "Promemoria" che accoglie e annota "documenti umani" da tenere a mente, da valutare e, talvolta, da rivalutare per apprezzarne i reconditi significati”.

Potrebbe sembrare una domanda fuori dal banale, ma in realtà le domande più semplici sono le più importanti perché fanno capire in vero significato dell’atto umano che è dettato da una voglia di restare nella memoria di chi ci seguirà. Allora, dunque, le chiedo: perché scrivere libri?

“Scrivere libri per me è traslare nei segni grafici un insieme di  sentimenti, percezioni, acquisizioni, osservazioni, ricerche materiali ed anche spirituali, che trovano riscontro nel cammino di ogni essere umano che voglia donare agli altri e a se stessi, che voglia confrontarsi e, contemporaneamente, intraprendere, anche avvalendosi della scrittura, il percorso esplorativo di se stessi e, nel contempo, del "Sé" nella sua accezione plurale, che rende i singoli esseri umani parte di un tutt'uno”.

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