Maria Pia Esposito e il suo grande amore per il fitness e la pittura

Fa parte della LIPU, che la coinvolgerà in progetti interessanti a favore dell'ambiente e degli animali.

Maria Pia lei è nata a Palermo ma vive a Ficarazzi un ridente borgo a pochi kilometri da Palermo dove vi conoscete un po’ tutti e si respira aria di mare. Come tutti noi che siamo stati “travolti” da questa pandemia sta “rivisitando se stessa”; frase ad hoc che mi è piaciuta e che le rinvio. Come sta, dunque, rivisitando se stessa?

“Prima di tutto vorrei ringraziare lei, Dottoressa, per avere proposto questa intervista. É una novità per me, una nuova esperienza. Penso che il bello delle interviste è che non esistono risposte sbagliate, ma piuttosto risposte ben ponderate. Rispondendo alla prima domanda: in questo periodo di pandemia dove tutto è rimasto congelato ho colto l'opportunità di rivisitare me stessa andando a ritroso nel tempo e ripercorrendo tratti della mia vita che ho tenuto come conservati in un baule nell'attesa che mi decidessi di ricordare: la mia adolescenza legata all'arte, gli anni che ho trascorso al liceo artistico, le tecniche che  ho acquisito, le capacità osservative, l'inventiva e la creazione, il corso di Restauro. Mentre tutto sembra rallentarci ho colto l'opportunità di riprendere quella manualità intellettuale che non usavo da tantissimo tempo e riscoprire me stessa, reinventarmi ed evolvermi. Mi permetto di usare questo termine: EVOLUZIONE, perché CAMBIARE RISPETTO AL NOSTRO PASSATO E’ VITALE…. prima di adattarci per sopravvivere nei momenti più difficili e alla fine riprendere in mano la propria vita e con forza andare avanti prendendo atto delle proprie capacità”.

Tra le sue pitture che hanno coinvolto la cittadina di Ficarazzi, quali sono, secondo lei, le caratteristiche che più ha voluto evidenziare?

“Ficarazzi, come ogni provincia di Palermo, ha la sua storia purtroppo poco conosciuta e poco esaltata fuori dai confini del paese. Io sono di Palermo, vivo qui da pochissimo in realtà, saranno circa cinque anni e ho conosciuto Ficarazzi e i “ficarazzesi” ovvero i "ficarazzoti" e il loro “folklore” vivendo e convivendo con loro la quotidianità e partecipando attivamente alla vita sociale del paese mettendo a disposizione la mia persona e le mie abilità per iniziative ed eventi organizzati da associazioni o dall'amministrazione comunale.

Man mano sono subito entrata in confidenza con i miei, molto sentiti, compaesani, finanche sono stata definita ormai una ficarazzota adottata e adesso ho molti "zii" e amici in paese che mi vogliono bene e conoscenti che ricambiano il rispetto che mostro. All'inizio non era proprio così, non è stato facile conquistare la loro fiducia ma va bene così, anche io mi sarei chiesta "e questa da dove viene? Cosa vuole?" Un po' di diffidenza ci sta'! Adesso sanno che sono qui per non "appropriarmi " di nulla, ma piuttosto per  "dare" nel mio piccolo, un contributo. Questa volta attraverso la pittura ho voluto mostrare due dei monumenti storici di Ficarazzi nascosti, per così dire.  Il primo quadro rappresenta lo scorcio dell'ACQUEDOTTO MONUMENTALE DI FICARAZZI. Ho guardato attraverso il foro della rete che recinta la campagna: dei rami di mandarino in primo piano, un albero di ficodindia più lontano e dietro a questo l'arco dell'antico acquedotto. Un estemporanea tratto dalla memoria di uno sguardo e interpretata sulla tela. Il secondo quadro rappresenta VILLA MERLO, un'antica e grandissima villa circondata da uno spazio immenso di terra purtroppo in rovina. Ho provato a riassumere l'edificio sulla tela utilizzando foto trovate su internet. Non so quanto sia esatto il prospetto in quanto non ho mai visto la villa di presenza e attualmente è inaccessibile. Spero comunque di aver colto e risvegliato il ricordo di qualcuno qualora abbia visto o guarderà il mio quadro. Ficarazzi è storia, tradizione, cultura, folklore. É questo che vorrei riuscire a mostrare dai miei dipinti. Non mancherò di farne altri a tal proposito”.

Molti gli  scorci marini fanno di Ficarazzi un luogo delizioso. Ha pensato di realizzare una piccola esposizione in spiaggia?

“Questa è senz'altro un'idea favolosa e mentirei nel dire che ci avevo pensato. In vero, proprio no! Avevo suggerito ad alcune associazioni di organizzare ben altro, ma si parlava di vere e proprie feste presso la spiaggia “Crucicchia”, forse credo anche abbastanza compatibile per questa esposizione della quale non mi approprierei del tutto, abbiamo validi artisti che vivono a Ficarazzi con i quali condividerei con gioia questo spazio espositivo, sarebbe un bella occasione di confronto e complicità, e da questa esposizione, qualora vedesse tutti gli artisti di Ficarazzi uniti sono certa che ne scaturirebbe dell'altro per il futuro, che siano mostre o eventi, oppure esportare Ficarazzi oltre i suoi confini attraverso l'arte, perché in fin dei conti sicuramente ciò che ci unisce è l'amore della nostra terra. Della terra che ormai considero mia, la terra dove ho messo radici e dove ho deciso di crescere i miei figli”.

Lei, Maria Pia fa anche parte della LIPU. Ci racconti questa sua esperienza.

“Devo essere sincera, per via delle restrizioni ho fatto ben poco. Ma devo dire di aver fatto una bellissima esperienza presso Centro Recupero Fauna Selvatica Bosco di Ficuzza, un vero e proprio piccolo ospedale per la fauna locale e non. Vi sono ricoverati molti rapaci, alcuni con la possibilità di essere messi in libertà e altri no. Alcuni perché purtroppo rimasti gravemente feriti, ad esempio. Questi ultimi restano in cura nelle mani degli esperti per tutto il resto della loro vita. Nessun animale viene abbattuto. Oppure a volte pur se godono di buona salute non possono tornare in natura perché addomesticati e di conseguenza abituati all'uomo non lo riconoscono più come un pericolo. Consiglio a tutti di andare a visitare questo posto non appena sarà possibile. Come volontaria Lipu può dare tanto: ho aiutato a medicare e nutrire una poiana, accolto i visitatori e illustrato le funzioni del centro di recupero e raccontato le storie degli ospiti volatili che si trovano a loro interno.  Come volontaria, tra le altre cose, ho anche il compito e il dovere di mobilitarmi al recupero dei volatili in difficoltà al momento venisse segnalato e di portarlo al centro di recupero. Un volontario Lipu o anche un semplice associato può partecipare ad eventi di sensibilizzazione contro l'inquinamento, il rispetto verso le specie animali e la natura e partecipare ad escursioni. Attraverso la Lipu ho conosciuto una bella iniziativa legata all'arte chiamata "ARTE ORETO" alla quale parteciperò sempre restrizioni permettendo! Ed esporrò una mia opera in pastello realizzata in studio, in più ci sarà la possibilità di eseguire dell'estemporanee sulle tappe designate: Altofonte, Pioppo e Palermo”.

La PILOT è una tecnica nuova che lei predilige, oltre a questa innovativa tecnica, ama molto usare il pastello che sicuramente segue la tradizione?

“Ricordo di aver conosciuto e imparato ad usare la penna Pilot in Architettura durante il Liceo, una materia scrupolosa, attentissima alle misure, alle proporzioni, all'estetica e soprattutto alla funzionalità. Il mio insegnante aveva lasciato come compito delle riproduzioni ortogonali di alcuni edifici storici come basiliche, chiese. Ci ha chiesto di sezionarle e di rappresentarle con la Pilot. E Fu amore! Sono tornata ad usarla riproducendo il Teatro Garibaldi meglio conosciuto come il Politeama, la Cattedrale di Palermo, poi l'ho usata per rappresentare volti noti del cinema in bianco e nero come Charlie Chaplin e Stanlio e Olio. Questa tecnica si presta molto in quanto grafica e acromatica. I pastelli invece, per quanto possano essere considerati una tecnica piuttosto semplice in realtà è difficile averne padronanza: nella pittura i colori si possono mescolare per ottenere la tonalità che si cerca. Invece con i pastelli si deve avere la capacità di sapere accostare i colori tra loro, sarà l'occhio dell'osservatore a mescolare i colori, bisogna saper trasmettere il colore esatto che si vuole raggiungere. Un'altra cosa che mi piace fare mentre disegno o dipingo e pubblicare i work in progress sui social, ovvero, mi piace creare un dialogo tra me, l'opera in lavorazione e lo spettatore. Mostro i progressi. Da dove nasce, perché, cosa diventerà. Rendo lo spettatore partecipe nella realizzazione della mia opera. Provo ad incuriosirlo, stimolarlo, fino aspettare insieme la conclusione, la fine di quest'opera "a puntate".

Per concludere questa intervista, parliamo di Maria Pia ed il fitness, un'altra sua passione.

“Dopo la fine del mio matrimonio è qualcosa che mi ha aiutato a pormi degli obbiettivi: sono diventata istruttore Zumba fitness, di conseguenza di Postulare e infine di Brazuca. Dell'essere istruttore mi manca trascinare i miei allievi all'euforia e al divertimento, essere un continuo stimolo per loro. Trasmettere energia, sudare, urlare, ridere. Mi manca fare le serate, la marea di gente sotto il palco, le masterclass e gli eventi fitness. Ancor di più mi manca insegnare ai bambini con Zumba Kids, un primo approccio ben consigliato per i bambini verso la danza e il fitness, possono sviluppare capacità di coordinamento e di leadership.  Periodo di Natale mi recavo presso le case famiglia, portavo doni, musica e giochi ai bambini.  Sento questo periodo talmente lontano che temo non possa tornare più. É una mia paura e ne sono consapevole, sono umana anche io come tutti d'altronde.  A volte ballo e faccio esercizi in casa, ma non è la stessa cosa. Con la "solitudine" imposta dalle restrizioni preferisco cimentarmi con tele e pastelli per il momento. Viviamo una vita fatta di due dimensioni, non possiamo spaziare, manca il "3D". Spero come tutti che la normalità faccia presto ritorno.  Che i miei figli possano riprendere in mano le loro vite facendo quelle esperienze che toccano a bambini e ragazzi della loro età. In tutto questo, i miei figli restano la mia forza e il mio amore più grande. Prima di essere istruttore, pittrice, donna, io sono Mamma. E spero sempre di essere un buon esempio per i miei figli, e sono fortunata come mamma perché non smettono mai di dimostrarmi quanto sono orgogliosi di me ed io ovviamente lo sono di loro”.

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