Intervista a Baldo Ingrassia, pittore pluripremiato di Trapani

L'artista pluripremiato trapanese ci guida verso oniriche visioni!

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L'artista e fotografa statunitense, Sandy Skoglund, ha presentato un racconto dettagliato attraverso le molteplici visioni tra realtà e finzione. La sua stessa personalità sembra essere il risultato di un ibrido. Fotografa, scultrice, storica, Sandy è un'artista a tutto tondo che ha rivoluzionato il concetto e l'uso stesso della fotografia e della sua capacità di ridurre, sospendere, degli aspetti del quotidiano che improvvisamente diventano onirici e fantastici. Quanto lei, maestro Baldo Ingrassia, si avvicina alle opere dell'artista statunitense?

"E’ un grande Onore per me, quando le mie  opere, oggi, vengono  avvicinate    al modo di pensare di una grande Artista  a carattere internazionale quale è la Sandy Skoglund. Dando uno sguardo alla sua arte e alle sue performance, esprimo tutto il mio compiacimento per le sue realizzazioni  che sembrano essere il vero  risultato di un soggetto ibrido.  Diverso , invece, il mio modo di vedere, anche se, un leggero e sottilissimo filo possa far pensare un accostamento all’Arte di Sandy Skoglund"

Lei Baldo, come Salvador Dalì, è il pittore che probabilmente incarna al meglio, nella forma e nella sostanza, il modello dell'artista fantastico. Geniale nelle sue teorie d'arte e nelle  sue abilità artigianali, sconcertante nei suoi soggetti e nelle sue prospettive. Lei, Baldo, si presenta come un'artista poliedrico capace di tutte le espressioni pittoriche. Dalì aderì al movimento culturale surrealista e nelle sue opere proiettava le sue  visioni oniriche e il pensiero subcosciente tramutandoli in una visione pseudo- realtà?

"Quando andavo a scuola, anni che furono, avevo una gran fame di ricercare sempre il nuovo. Voglia che mi è rimasta per sempre “appiccicata” nella mia pelle. Ho avuto modo di vedere, allora, molte opere di diversi artisti, dal Medioevo al Novecento, tra questi,   anche quelli  del Maestro Dalì, e, con molta sincerità,  mi avevano affascinato un po’. Con Dalì e diversi artisti, abbiamo avuto la svolta del Novecento contro il vecchio Dadaismo.  Oggi, ripensando il mio passato, da giovane che guarda le vecchie opere secentesche fino al nuovo,   mi ritrovo  a discutere,  e, ad esprimermi, in  continuo  con l’arte dell’Informale Figurativo, che, nel tempo, nella mia mente, ha trovato posto in una  ricerca in un “Mondo Universale Apocalittico”, dove la mia mente è proiettata nell’infinito e vede  luci,  forme, e campi  percorsi da immagini che, staccandosi da terra,  sfiorano  l’erba, con appagazione dell’interiore".

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Il surrealismo si diffuse nella cultura del Novecento coinvolgendo tutte le arti visive, comprendendo anche la letteratura ed il cinema. Esso ebbe  come principale teorico il poeta Andre' Breton, il quale, influenzato dalla lettura dell' " L'interpretazione dei sogni " di Freud del 1899, arrivò alla conclusione di fondare  un  nuovo movimento artistico e letterario in cui il sogno e l'inconscio avessero un ruolo fondamentale in una società moderna in cui questi aspetti della psicologia non erano trattati con la rilevanza che meritavano. Il surrealismo si basa quindi sul valorizzare l'inconscio  e tramutarlo  in libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati. Che cosa ne pensa Lei che ha un'esperienza artistica lunga e notevole?

"Il Surrealismo marca una forma simile al mio pensiero, dove l’onirico esprime parte della mia forma artistica,  ma nel mio Mondo Universale esercito una  leggera differenza. Rispettando l’inconscio, navigando dentro i Sogni, i miei occhi guardano e vedono intorno a sé quel mondo ampio che prende tutto l’Universo, manifestando il “Bimbo” che vola nell’aria, e, che gioca con le luci dei satelliti come fossero luci di un grande albero di Natale!"

Ci racconti il suo excursus d'artista?

"Figlio d’arte, mio padre un grande scultore del legno, sin da piccolo ho assaporato il dolce dell’ARTE. Il mio primo Premio che ho vinto è stato alla Scuola Elementare, giornata del francobollo. Avevo realizzato una bozza di francobollo con l’immagine di Leonardo da Vinci, ecc. Allora il mio maestro mi premiò mettendomi un buon voto e segnalando alla Direzione Scolastica il mio lavoro per una manifestazione filatelica di allora. Alla scuola Media ho realizzato diversi lavori in acquerello, e i lavori, per premiazione sono stati esposti presso il complesso scolastico. Al superiore mi innamorai dell’inchiostro di china. Ho realizzato una marea di lavori grafici. Poi un periodo di  “Osservazione” Dopo la scuola superiore, il servizio di Leva, imbarcato su una nave da guerra, abbiamo visitato diversi posti del Mediterraneo. Il congedo dopo due anni, una esperienza indimenticabile. Ma la mente non era mai ferma. Parto per l’estero, in Arabia Saudita,  ad esercitare la professione di Topografo, ma un incidente mi costringe al ritorno in Patria. Mi avevano dichiarato “MORTO CLINICAMENTE”. La ripresa, lentamente, frequento gli ambienti artistici Trapanesi, c’era una grande partecipazione. Ai primi degli anni ottanta, riparto da Trapani per stabilirmi per diversi anni a Pantelleria. Ho avuto modo di lavorare e approfondire la mia arte pittorica. Ho realizzato diversi quadri con la tecnica “CHIARISTA”. In questo contesto di tempo, metto su famiglia. Ritorno a Trapani, riprendo i vecchi contatti con il mondo artistico locale. Per puro caso, nel nuovo ufficio dove ero stato trasferito, conosco un collega. I nostri primi incontri sono stati burrascosi al massimo. Un giorno questo collega era nella più assoluta confusione perché doveva organizzare la seconda mostra di conchiglie ad Erice, e aveva bisogno di un piccolo disegno per un annullo postale. Avevo preso un pezzettino di carta lucida e gli realizzo in un minuto una conchiglia. Mi ha guardato con fare interrogativo, mi ringrazia e da allora è nata un’amicizia che dura da più di trent’anni. E’ stato l’inizio involontario di un percorso che mi ha portato a farmi conoscere nel mondo della Filatelia, della Malacologia, e dell’arte a grandi livelli. Ero Il Direttore Artistico del Museo Malacologico di Erice, l’Artista che ha lavorato con “IL CENTRO DI CULTURA E. MAIORANA” di Erice, Il Direttore Artistico di Diversi Associazioni, il grafico che ha realizzato diversi lavori per il Circolo Filatelico “N.Rinaudo” di Trapani,  oltre, l’Artista – assieme ad altri due amici, anch’essi artisti – ad uscire da Trapani e girare per la Sicilia e partecipare a manifestazioni varie. In più mantenevo dei contatti con alcune città del Settentrione per mantenere viva e aggiornata la mia arte pittorica. Inoltre, ho frequentato ambienti poetici, partecipando e distinguendomi, perché volevo alimentare  la mia Arte Apocalittica nell’applicazione della poesia. Ad oggi, ho mantenuto diversi contatti con  città del Settentrione".

Quanti e quali riconoscimenti ha ricevuto?

"Ho ricevuto diversi premi, ne cito alcuni: Medaglio d’argento per meriti artistici dal Centro Studi e Ricerche del C.S.I di Trapani; Alfiere della Colombaia nel 2016 dall’Associazione “Salviamo La Colombaia” di Trapani; Attestato di partecipazione nel GUINESS dei Primati nel 2012 a Castellammare del Golfo; premio Memorial Vito Ruggirello nel 2012 e nel 2015 a Custonaci (TP); Premio Luigi Valenti nel 2001 e nel 2003 a Cremona; Premio d’Onore dall’Accademia belle Arti Kandisky  di Trapani nel 2013; Maestro D’Arte nel 1998 a San Remo  ecc…ecc… e ho  partecipato a diverse manifestazioni, ultime dei quali: Spoleto Arte Festival 2020; Mostra Internazionale del Piccolo Dipinto al Museo Nazionale di Treviso, 2020 attualmente ancora in corso, per finire  figuro tra i filatelici di diverse città italiane ed esteri".

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Infine, vorrei che descrivesse la sua Trapani. Che cosa direbbe e come descriverebbe ai turisti la sua città?

"La descrizione che faccio della mia città è molto semplice: Il bello non ha bisogno di parole, la natura sa esprimersi al meglio. Ha luoghi incantati, puri come pochi sono al mondo, l’unica pecca nera che io vedo è il modo di ragionare dei trapanesi, quello è di natura, a volte incomprensibile, a volte è meglio evitare di capirli. Al turista ospite consiglierei di ammirare la natura e le bellezze che il  luogo ci offre".