Al Teatro Val D’Agrò con “Autismo: Per andare… oltre lo sguardo”

Dal'1 e al 2 aprile al “Teatro Val D’Agrò” è andata in scena in una performance teatrale “Autismo: Per andare… oltre lo sguardo”, il lodevole progetto dell’Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva e dell’Associazione “Sikilia”.

Locandina

Il progetto “Autismo: Per andare… oltre lo sguardo” si è concretizzato quest’anno in una ben riuscita performance teatrale, andata in scena la sera dell’1 e del 2 aprile al “Teatro Val D’Agrò”, a S.Teresa di Riva, con sceneggiatura e regia della Prof.ssa Cettina Sciacca, Direttrice artistica dell’Associazione “Sikilia” di Santa Teresa di Riva e un cast composto dagli elementi della stessa Compagnia insieme agli studenti dell’Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva, Dirigente Scolastico, Prof.ssa Enza Interdonato, che sono stati coinvolti nella “consapevolezza dell’Autismo”, dando una bella e veramente sentita prova di recitazione. Nell’opera teatrale sono stati esaminati con rigorosa attenzione, e ben resi, i dettagli propri del mondo autistico, frutto di approfondimento sul tema analizzato insieme a genitori, medici e volontari che lo affrontano quotidianamente.

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Il progetto “Autismo: Per andare… oltre lo sguardo” – ci comunica la Prof.ssa Enza Interdonato - ha una storia decennale che si è sviluppata in diverse modalità e in diversi luoghi del territorio Jonico. L’obiettivo principale del progetto è quello di attirare l’attenzione sulla dolorosa e difficile tematica, al fine di promuoverne la conoscenza e affinarne la sensibilità sociale. La collaborazione con l’Associazione Sikilia nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio artistico e letterario prodotto, lo scorso anno scolastico, da tutti i ragazzi frequentanti l‘Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva, i quali, dalla scuola dell’infanzia sino alla scuola sec. I grado, sono stati coinvolti nella “consapevolezza dell’Autismo”, esprimendo sensazioni, pensieri e percezioni su una realtà avvolta nel mistero, ma che deve essere conosciuta, compresa, accettata e condotta all’integrazione e all’interazione possibile e fattiva.

Il progetto ha la finalità forte e sentita di insegnare a “Non fermarsi dinanzi ad uno sguardo assente, che fugge o che rifiuta il contatto perché, oltre lo sguardo, c’è una persona con volontà, emozioni e bisogni, desideri e necessità comunicativo-relazionali”.

C’è un muro da abbattere che è quello dell’indifferenza e c’è uno status da mutare che è quello della solitudine. La performance realizzata vuole essere un pungolo, vuole sollecitare le coscienze e sviluppare le riflessioni su chi “appare diverso”.

Osservando questi ragazzi con deficit nell'interazione, nella comunicazione sociale, con comportamenti ripetitivi e interessi ristretti – aggiunge la Prof.ssa Cettina Sciacca - mi sono resa conto che sono più che vivi! Solo che vivono in un mondo ovattato, in un mondo in cui ci si deve meritare di entrare, perché al suo interno ci si può muovere solo in punta di piedi e non c'è spazio per la superficialità, né per la fretta.

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L'unica chiave che permette di entrare in questo mondo è l'Amore, e non ci può essere alcuna comunicazione senza una relazione affettiva stabile, che si traduce in pazienza, cura e dedizione. La pazienza per creare un contatto, abbattere la barriera che separa il loro mondo dal nostro e costruire un rapporto di comunicazione non convenzionale; la cura, necessaria per aiutarli a soddisfare i loro bisogni primari, perché, nel tempo, vanno incontro a difficoltà nelle autonomie o nell'indipendenza e devono essere seguiti costantemente; la dedizione perché ci vuole disponibilità all'ascolto e verso i loro tempi. Solo così, amandoli immensamente e incondizionatamente, è possibile accettare la loro diversità e farne punto di forza. Arricchisce anche noi dedicare tempo alla costruzione di un percorso di comunicazione con un autistico. Siamo noi a essere i veri incapaci, non loro, abituati come siamo a relazionarci solo in modo immediato con gli altri o a voltarci dall’altra parte.

Accettando la sfida di mettere su una rappresentazione teatrale su questo difficile tema, ho voluto, insieme al mio meraviglioso gruppo, solo contribuire ad attenzionare il problema a tutti e lo abbiamo fatto in punta di piedi con grande rispetto verso chi soffre. È solo una goccia nell'oceano. E non vogliamo essere sordi.

Tante famiglie dedicano amore e sacrifici quotidianamente ai loro cari che in qualche modo vivono condizioni di diversa abilità. Questi loro cari sono angeli puri e solo chi sta a fianco a loro percepisce, a volte col tempo, questo loro stato di purezza, di candore. Loro desiderano solo affetto, carezze, attenzioni che ricambiano col loro sguardo pieno di amore, col loro calore e anche se questo a volte non c’è, secondo la patologia, noi cosiddetti normali percepiamo che loro, dentro, sono migliori di noi. Ma è importantissimo far arrivare a tutti queste realtà, farle capire a chi non le vive, far capire cosa queste famiglie e i loro cari, a volte in silenzio e senza chiedere, si aspetterebbero dagli altri. A S.Teresa è successo questo piccolo miracolo, un messaggio bellissimo creato da una scuola e da un’associazione che con dei ragazzi straordinari, a lunghi tratti commoventi, immedesimatisi a tal punto da sembrare loro stessi i diversamente abili, hanno fatto arrivare agli spettatori il giusto messaggio. Questi ragazzi, alcuni giovanissimi, hanno dato, e si è visto, tutto di sé per una iniziativa lodevolissima e da ripetere in altri teatri ed in altre città. Riuscire a mettere in scena, a teatralizzare una realtà come l’autismo, fatto in questo modo esemplare, può fungere da apripista per altre realtà come la sindrome di down, e tante altre ancora, che richiedono maggiori attenzioni da parte di tutti, specialmente dalle Istituzioni.

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Ma, appunto per questo, per il messaggio dato a noi tutti, un caloroso applauso va sicuramente da parte nostra, per come è avvenuto, con grande merito, per tutta la rappresentazione, a tutti i protagonisti di questo evento e quindi: alla Prof. Enza Interdonato che ha curato il progetto e a tutto l’Istituto Comprensivo di Santa Teresa di Riva fra cui le Prof.sse Emilia La Torre e Iliana Rifatto, coordinatrici del progetto, per la dedizione e la sensibilità, da tutte loro dimostrate, affinché il progetto potesse realizzarsi e si esprimesse il messaggio ineludibile di “…andare sempre …..oltre lo sguardo”, alla scoperta del mistero dell’Anima a cui tutti siamo tenuti; alla Prof.ssa Cettina Sciacca e a tutta l’ Associazione Culturale “Sikilia” - Teatro Musica Danza che, nata il 23 ottobre 1997, ha come finalità principale quella di tramandare, conservare e divulgare le autentiche tradizioni popolari siciliane e che, per questa rappresentazione, ci hanno messo l’anima; al cast tutto di Sikilia con: Cettina Sciacca, Maurizio Leo, Diego Cucuzzella, Alfredo Scorza,  Giulia Scorza, Fabiana Ambruno, Carmen Campagna, Lucia Chirato, Giada Giardina, Jacopo Leo, Virginia Restifo, Silvia Scorza, Davide Spadaro; agli studenti che hanno preso parte al progetto e si sono rivelati grandi artisti, professionali, simpatici e perfettamente integrati nel lavoro svolto e quindi a: Irene Branca, Carmen Cavallaro, Federica Filoramo, Jacopo Leo, Lorena Pantano della Scuola secondaria di I grado “L.Petri” e ancora gli studenti della Scuola Secondaria di I grado di Rina Victoria Aliberti, Giorgio Campagna, Chiara Crisafulli, Debora Muscolino, Giulia Proteggente, Benedetta Serri; ai bravissimi musicisti: Marcello Cacciola, chitarra e mandolino; Giuseppe Finocchiaro flauto traverso; Alessandro Lo Giudice, chitarra, basso; Antonio Pizzi, violoncello; Ninni Simonelli, percussioni ed effetti sonori; Santino Trimarchi, fisarmonica; a Giampaolo Nunzio, con le sue canzoni originali scritte per lo spettacolo; a Santi Scarcella, estroso maestro di pianoforte di Gian Marco Pia che ha permesso di conoscerlo ed incontrarlo; a Gian Marco Pia, un ragazzo davvero speciale, arrivato in compagnia dei suoi genitori altrettanto speciali, autore di tre  bellissimi brani di sottofondo. Ed ancora: agli Operatori sociali ed ai Medici specialisti; ai Genitori di questi ragazzi che hanno fornito tante informazioni utili e necessarie per cercare di entrare in questo difficile mondo e capire, in parte, i problemi che giornalmente affrontano; ai Genitori degli studenti che hanno preso parte attivamente alle prove; a Gianni Papa, autore di testi sull’autismo; a Carlo Gotti e a Tanino Carrolo, per il service audio e luci; a Natale Russo, per la fonica; e a Gianfranco Stracuzzi e a Carmelo Ucchino, di Studio58, per i video e le foto inerenti al progetto e parte della performance.

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