ZO CATANIA: GIOVEDI’ 17 SETTEMBRE “THE TONEWHEELERS”; SABATO 19 E DOMENICA 20 “COMU VENI FERRAZZANO”

Un altro giovedì in musica da SpiazZo, lo spazio all’aperto di Zo centro culture contemporanee di Catania. Per la rassegna Open Jazz, giovedì 17 settembre, alle ore 21, salirà sul palco il trio The Tonewheelers, fondato a Catania nel 2017 dall’organista Mo Groovester, al quale si affiancano il chitarrista Roberto Catalano e il batterista Seba Squillaci.

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Tre musicisti di lunga esperienza, dai diversi interessi e larghi orizzonti sonori che, in questo contesto, mescolano i loro rispettivi talenti e bagaglio musicale creando una dimensione jazzistica ideale, condensata nella formazione tipica del Soul Jazz, l’OGD (Organ, Guitar Drums) trio.
Mo Groovester è un fervente amante del “groove”, dal tocco passionale ed elegante.
Roberto Catalano, chitarrista di grande sensibilità, Ph.D. in Etnomusicologia conseguito alla UCLA, e rientrato di recente da Los Angeles dove ha vissuto per oltre trent’anni.
Seba Squillaci è un batterista dal drumming solido e appassionato che vanta un’attività di oltre quarant’anni sia a livello nazionale che internazionale.
La vasta conoscenza della discografia jazzistica permette al trio di offrire al pubblico un repertorio diversificato e ricercato, che si muove agilmente tra composizioni tipiche del SoulJazz, funk, R&B, blues, swing e jazz contemporaneo. Forti dei loro grooves coinvolgenti, nonché inveterati creatori di atmosfere intime e raffinate,  The Tonewheelers rimangono pur sempre di facile ascolto per ampie fasce di pubblico; dagli “adepti” più smaliziati, ai neofiti del jazz, fino agli swingers che popolano i dancefloors.

Torna il teatro, sabato 19 e domenica 20 settembre, a SpiazZo presso Zo Centro Culture Contemporanee a Catania. Doppia data per il cunto “Comu veni FERRAZZANO” dall’opera di Giuseppe Pitrè, di e con Giuseppe Provinzano, a conclusione di una tournèe che da Palermo ha  girato tutta la Sicilia. Luci e ambiente scenico sono di Petra Trombini, una produzione Babel Crew con Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, in collaborazione con Spazio Franco e  con il sostegno della Rete Latitudini

(Comu veni) Ferrazzano”, II capitolo della Trilogia P3-coordinate popolari dedicata dalla compagnia palermitana Babel all’opera di Pitrè, è a tutti gli effetti un esperimento scenico performativo, un lavoro che si muove tra narrazione, cunto e performance per uno spettacolo che coinvolge il pubblico e lo rende partecipe attento: nell’opera del Pitrè, Ferrazzano è presente più volte con tanti frammenti, piccole storie che ne delineano il carattere ma non ne restituiscono un’ identità riconoscibile in unico racconto. Ferrazzano ci condurrà pertanto tra le storie nelle storie, passando da una a un’altra, facendo scegliere al pubblico attorno a se una o più storie delle tante che sarà in grado di raccontare, quale primo esemplare delle posteggie ancora prima che queste fossero tali.

Sono 35 e più i cunti che Ferrazzano conosce: potrebbe raccontarli tutti fino a quando il pubblico ne avrà voglia o solo alcune di queste quando il pubblico vorrà andare via! Quali non è dato saperlo. Il pubblico sceglie da una bisaccia le storie sfidando Ferrazzano in un gioco ispirato a quello delle vecchie osterie, sfidandosi “a chi la racconta meglio”, con un bicchiere di vino quale premio o come pegno. E così, come un tempo queste entravano e uscivano dal calesse del Pitrè, oggi muoveranno il loro incedere dalla voglia di sentire una storia di uno spettatore e da un corpo capace di narrare con tutti i suoi mezzi a disposizione, quello di Ferrazzano, che vivrà questa sfida in un ambiente scenico che lo farà sentire un gigante, o forse un nano sulle spalle di un gigante, Giuseppe Pitrè.

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