WILKO JOHNSON & ROGER DALTREY: INSIEME COME IN UN SOGNO PER ‘GOING BACK HOME’

L’album esce su Chess Records/ Universal il prossimo 11 Marzo 2014. Suonare insieme è la realizzazione di un sogno per due grandi della musica

 

 

 

 

Wilko Johnson, il leggendario ex-chitarrista dei pub rockers di Canvey Island Dr Feelgood, e Roger Daltrey, leader vocalist degli Who, uniscono le forze per “Going Back Home”, in uscita il prossimo 11 Marzo per la Chess, la storica etichetta di Chicago, che rivive appositamente in occasione di questo album- evento.

E pensare che lui, per i dottori, avrebbe dovuto già essere morto. Eppure Wilko, che con i Dr Feelgood ridefinì i canoni del pub rock inglese, precursori a inizio anni Settanta della scena punk britannica, che sarebbe esplosa appena un decennio più tardi, per poi passare nei Blockheads di Ian Dury, nella seconda metà degli anni Settanta, non solo riuscirà a vedere sugli scaffali dei negozi di dischi  il suo nuovo capolavoro da solista – alla registrazione del quale ha contribuito proprio Roger, frontman degli Who -, ma lo promuoverà anche dal vivo, con un evento unico previsto allo Shepherds Bush Empire di Londra il 25 febbraio.

 

 

L’album, intitolato appunto  “Going back home“, registrato nell’arco di soli sette giorni nello scorso mese di novembre, ha coinvolto due membri della touring band di Wilko Johnson, il bassista dei Blockheads, Norman Watt-Roy e il batterista Dylan Howe; ha partecipato, inoltre, l’ex-tastierista di Style Council e Dexys, Mick Talbot. Wilko dà anche i meriti dell’ottima riuscita delle registrazioni al produttore Dave Eringa, che ha riunito in breve tempo i musicisti ed ha creato l’atmosfera giusta.

L’album includerà dieci nuove versioni di brani originali, appartenenti al repertorio dello stesso Johnson (“All through the city”, “Keep it out of sight”, “Going back home” dei Dr Feelgood, oltre a “Everybody’s carrying a gun”, “Ice on the motorway”, “I’m going to keep it to myself” e l’inedito “Turned 21”) più la cover di “Can you please crawl out your window?” di Bob Dylan. Ben 10 degli 11 brani, tra l’altro, scritti proprio da Wilko.

L’idea dell’album nasce nel 2010: Roger e Wilko, trovatisi per caso uno accanto all’altro ad un music award, iniziarono a parlare della “old school del British Rhythm & Blues”. ‘Entrambi amavamo il suono di Johnny Kidd & The Pirates. Le loro hit ‘Shakin’ All Over’ e ‘Please Don’t Touch’ sono stati un’influenza per entrambe le nostre band: quell’inimitabile suono, un heavy power trio sound, che faceva da supporto ad un cantante solista, era una vera e propria istituzione del r’n’b britannico’, ha dichiarato Roger.

Insieme hanno così pensato che poteva essere era un’ottima idea collaborare a un tributo a quella musica, ma, essendo entrambi molto impegnati, hanno dovuto rinviare.

Poi, purtroppo, “destino crudele!”, all’inizio di quest’anno hanno diagnosticato a Johnson un tumore al pancreas, forma di cancro terminale – la stessa che uccise Luciano Pavarotti e Steve Jobs -, che non lascia scampo. Lui la prese piuttosto bene: rinunciò alla chemioterapia e – tornato da un viaggio in Giappone – organizzò un “ultimo tour di addio” (andato subito sold-outnon senza polemiche) per salutare fan e amici.

A gennaio mi dissero che sarei morto a ottobre, ma pare che possa riuscire ad arrivare fino all’inizio dell’anno prossimo: Spero di riuscire a tenermi occupato prima di andarmene’, ha spiegato in un’intervista rilasciata al britannico ‘Mirror’. A quanto pare, il rischio di annoiarsi nei prossimi mesi, Johnson difficilmente lo correrà: l’artista, infatti, ha pianificato di registrare un ultimo album al quale prenderà parte proprio Roger.

Ho ancora qualcosa da registrare. Dopo l’arrivo della diagnosi, ho scritto qualche canzone. Niente di lugubre, in ogni caso: i brani non hanno nessun legame con quanto accadutomi. La musica che faccio, in genere, la penso come se fosse una risata, non un pianto: il disco non sarà pieno di lamenti sul cancro o roba del genere’, ha precisato.

Per Wilko Johnson, che ha sinora reagito alla sua malattia con incredibile humour e coraggio, Going Back Home rappresenta un sogno, che si realizza al termine della sua vita. ‘É stato un anno brillantePensavo di morire lo scorso ottobre ed invece ho fatto in tempo a registrare questo album con Roger. Non posso nasconderlo, ho visto gli Who nel 1969, quando ero all’università. Per me lui è una stella’.

‘Sono orgoglioso di questo album – ha aggiunto Daltrey, che donerà le royalties dell’album a una fondazione che combatte il cancro giovanile –. Molta musica di oggi è finta, senz’anima. Questo album ha, invece, una freschezza che può solo arrivare dalle pressioni cui siamo sottoposti quotidianamente’.

Pensi che morirò?’ sorride Johnson. ‘ – risponde Roger – a causa di quello sconsiderato cancro che hai in te. Chi diavolo si crede d’essere?!’

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