W lo Sport e Jury Chechi per vincere il morbo di Parkinson

L’atleta parla della sua esperienza di testimonial a Catania

‘Un esperimento pionieristico ed innovativo’: così Jury Chechi definisce il progetto che consiste nell’assistere attraverso lo sport, pazienti affetti dalla malattia di Parkinson, e riabilitarli migliorando la loro qualità di vita. Il ‘Parkinson Lab 360°’, prevede il monitoraggio dei malati da un testimonial d’eccezione come il campione olimpico, trainer personale dei partecipanti, intervistato a Catania.

Il programma, partito da Catania l’undici Aprile alla vigilia della Giornata Mondiale del Parkinson, consiste in “un approccio globale alla malattia che consentirà alle persone coinvolte di partecipare attivamente e consapevolmente alla cura della propria salute. Dal 31 marzo al 4 aprile – spiega Jury Chechi –  “un gruppo di 6 persone affette dalla malattia di Parkinson in fase avanzata, con i rispettivi 6 caregivers, ha partecipato ad un programma intensivo di attività motorie, educazionali e di socializzazione in cui la riabilitazione assume un ruolo fondamentale.

Il ‘Signore degli Anelli’ –così è stato soprannominato l’atleta medaglia d’oro nella ginnastica alle Olimpiadi di Atlanta 1996– ha coadiuvato il progetto educativo multidisciplinare  promosso dall’ associazione Azione Parkinson di Catania e diretto da Pietro Marano – Direttore dell’Unità operativa di Riabilitazione a Villa dei Gerani e da Maria Gabriella Ceravolo – Direttore della Clinica di Neuroriabilitazione dell’Ospedale di Ancona.

In pochi giorni, risultati sorprendenti sia dal punto di vista fisco che psicologico, considerando che ‘il parkinsoniano- continua Chechi-‘ tende a isolarsi provando vergogna, ma ho visto coi miei occhi pazienti che a stento camminavano, andar di tango, oppure altri che non riuscivano a sillabare, intonare canzoni’.

‘C’è una differenza tra interventi pubblici e privati in Sanità intorno al trattamento della malattia’?

“C’è una  sinergia di interventi tra pubblico e privato dal punto di vista farmacologico: sono stati compiuti passi da gigante grazie alla ‘pompetta’ che inietta il medicinale nel paziente in modo da consentirgli di avere una vita che se non può essere normale quantomeno si avvicina alla normalità; grazie al farmaco il paziente sopravvive, sia che stiamo parlando di interventi pubblici o privati.”

La malattia di Parkinson, nota come ‘morbo di Parkinson’ prende il nome dal medico inglese James Parkinson, il primo scienziato che la descrisse dettagliatamente nel suo trattato An Essay on the Shaking Palsy  (1817).

I sintomi più evidenti sono legati al movimento – tremoririgidità,lentezza nei movimenti e difficoltà a camminare e in seguito possono insorgere problemi cognitivi e comportamentali per finire con la demenza  nelle fasi avanzate. La malattia neurovegetativa è più comune negli anziani e nella maggior parte dei casi si verifica dopo i 50 anni, ma la causa che porta alla morte la cellule del mesencefalo è tuttora sconosciuta.

Il film ‘Risvegli’ – diretto da Penny Marshall e vincitore di tre premi Oscar, basato sulla storia vera del medico Oliver Sacks (Robin Williams) che somministra il farmaco L-DOPA ad un paziente affetto da catatonia (Robert De Niro) _ è portatore di un messaggio di speranza per questi malati . Tu che ne pensi?

 “Conosco il film ma – scherza- mi avvicino di più a Brad Pitt fisicamente! ‘Sperare è giusto, anche se ci sono evidenti difficoltà tecniche. Il Parkinson, con una cura adeguata e innovativa, con la ginnastica e grazie allo Sport, si può combattere.”

Una curiosità. Fra i personaggi famosi che hanno subito questa malattia devastante  troviamo: l ‘attore Michael J. Fox, il pugile Muhammad Ali e papa Giovanni Paolo II, i quali hanno contribuito  a far crescere la consapevolezza del morbo di Parkinson nella società.

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