Vita su Marte: ricercatori italiani trovano tracce di vita fossile

Il dr. Vincenzo Rizzo ha illustrato, grazie alla sua ricerca, la possibilità di eventuali forme di vita sul pianeta rosso.

Nel corso dell’ 8° Meeting Regionale del Cunsicilia, tenuto a Villa Belvedere (Acireale) il 21 giugno 2015, il dr. Vincenzo Rizzo, già geologo del CNR, ha illustrato, con l’ausilio di numerose immagini, una originale ricerca che ha riacceso l’entusiasmo su probabili forme di vita, grazie alla presenza di acqua liquida, sul pianeta rosso in un passato ormai remoto. Lo studio è stato effettuato, oltre che dal dott. Rizzo, dall’astrobiologo Giorgio Bianciardi, professore dell’Università di Siena e dal biologo Nicola Cantasano (CNR).

Pubblicato sulla rivista “International Journal of Aeronautics and Space Science” (IJASS vol. 15 nr 4 dicembre 2014) ha suscitato approvazione ed interesse da parte della comunità scientifica mondiale. Analizzando le foto del rover NASA Opportunity, in esplorazione sul Meridiani Planum, regione vicina all’equatore marziano, zona dove altre sonde avevano evidenziato in passato la presenza di acqua e piccole sferule di ossido di ferro chiamate simpaticamente “mirtilli marziani” (ematite), non lontano da queste, venivano osservati sedimenti di struttura laminare che i tre ricercatori italiani hanno ipotizzato essere di tipo biologico.

Sembrano sedimenti minerali stratificati, costruiti da esseri unicellulari come le alghe,
così come avvenuto sulla Terra
3,5 miliardi di anni fa. Il prof. Bianciardi dell’Università di Siena che aveva già studiato modelli matematici basati sull’analisi delle forme di tipo frattale per scopi biomedici ha affermato: ”In pratica, abbiamo messo a confronto le immagini microscopiche delle strutture sedimentarie laminari scattate da Opportunity, con quelle di analoghe microbi aliti e stromatoliti terrestri, cioè di strutture minerali fabbricate da colonie di microrganismi, del tipo alche unicellulari. Ebbene, dal raffronto di circa 40.000 microstrutture analizzate, la coincidenza è risultata perfetta. La complessità, a vari livelli di scala di ingrandimento, la sinuosità delle forme vermicellari evidenziate, le loro dimensioni minime e massime, sono assolutamente 
comparabili…Nel lontano passato di Marte colonie di microrganismi dovevano pullulare lungo la superficie di Meridiani Planum. E forse esistono ancora oggi.

I rover NASA che stanno passeggiando sulla superficie di Marte, Curiosity ed Opportunity, non hanno a bordo strumenti per analisi  chimico-biologiche, per cui, una conferma definitiva potrà darla il rover ESA “Exomars”, attualmente in sperimentazione nel deserto di Atacama che reca a bordo strumenti adeguati per individuare con precisione forme di vita nel passato e nel presente di Marte.

 
 
 

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