Se i vini del Trentino sbarcano sul vulcano…

Dalle Dolomiti all’Etna il più giovane dei Foradori, Theo Zierock, spiega il segreto dei vini della cantina. A Monaci delle Terre Nere incontro unico

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Si svolgerà il prossimo giovedì 4 maggio, a partire dalle ore 20,30, un incontro unico nel suo genere con i vini della cantina Foradori, azienda trentina che sta contribuendo a scrivere un capitolo nuovo della viticoltura di questa regione. L’incontro già di per sé è affascinante, poiché vede unirsi in un unico intento di valorizzazione del territorio sia lo splendore delle Dolomiti sia il fascino autentico e misterioso del vulcano Etna. Location suggestiva dell’evento, Monaci delle Terre Nere, il country boutique hotel di Zafferana Etnea, dove a presentare i vini biodinamici ed il grande terroir trentino sarà Theo Zierock, il più giovane della famiglia Foradori. Al centro della degustazione, foradorianche il recupero del vitigno autoctono simbolo della regione, il Teroldego. Non è un caso, infatti, che la signora Elisabetta Foradori, madre di Theo e alla guida dell’azienda da oltre trent’anni, sia soprannominata “la signora del Teroldego”. Ventotto ettari vitati, tra il Campo Rotaliano e le colline di Cognola, dove trovano casa, oltre al vitigno teroldego, i vitigni autoctoni trentini manzoni e nosiola. Le vigne sono coltivate secondo i principi della biodinamica, con sistemi ad alta densità e a spalliera. In cantina si privilegiano le vinificazioni in anfora, secondo una tradizione molto antica, e non si usano lieviti selezionati. Le percentuali seguite sono 75% a Teroldego, 15% a Manzoni Bianco, 5% a Nosiola e 5% a Pinot Grigio. Vengono prodotte in media 160 mila bottiglie ogni anno: 90 mila di Foradori, 20 mila di Granato, 20 mila di Fontanasanta Manzoni Bianco, 8mila di Fontanasanta Nosiola, 8mila di Fuoripista Pinot Grigio e 10 mila per ciascuno dei vigneti Sgarzon e Morei.

La degustazione del 4 maggio sarà accompagnata da una cena firmata dal nuovo chef bleri chef monacidi Monaci delle Terre Nere, Bleri Dervishi, 23 anni, albanese di origine e italiano d’adozione, vincitore lo scorso anno della 2^ edizione di Masterchef Albania. A caratterizzare la cucina di Monaci è il km. 0, con i prodotti raccolti direttamente dagli orti dell’azienda, garanzia di qualità e genuinità. Anche sull’Etna, infatti, il biologico è di casa e trova ampio spazio nel ristorante del country boutique hotel, Locanda Nerello. I vini in degustazione, fanno sapere da Monaci, verranno abbinati a pietanze, come battuta di manzo e guancia di maialino dei Nebrodi, arricchiti di aromi e profumi tipici della campagna etnea.

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