Vibonese-Catania, l’analisi: la rondine che non ha fatto primavera

In Calabria i rossazzurri passano in svantaggio, riuscendo poi a trovare il pareggio solo all’80esimo dopo l’ennesima prestazione anonima lontano dal ‘Massimino’

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Si dice “una rondine non fa primavera”. Così è stato anche per il Catania che, nonostante la vittoria contro il Francavilla, non è riuscito a lasciarsi alle spalle il brutto momento e a trovare continuità di vittorie contro la Vibonese. In Calabria finisce 1-1, un punto che fa poco bene ai padroni di casa per la classifica (ma che considerando il blasone dei rossazzurri e la prestazione degli uomini scesi in campo potranno comunque ritenersi soddisfatti) e che ancora più male fa al Catania che non riesce a centrare tre punti utilissimi sia per classifica che per morale contro un avversario che, almeno sulla carta, sembrerebbe inferiore da un punto di vista tecnico ma che in realtà ha avuto il pallino del gioco per buona parte dell’incontro.

Prima frazione di gioco che vede un Catania più attento a non subire che pericoloso in prossimità della porta difesa da Russo. A dispetto della posizione in classifica, emerge il buon stato di forma della formazione padrone di casa che non solo gioca a viso aperto contro i rossazzurri ma che prova a sbloccare il match, andandoci vicinissimi nei primi minuti di gara con Moi la cui conclusione in acrobazia si schianta sulla traversa. Per i rossazzurri gli unici eventi da segnalare sono una conclusione bloccata dall’estremo difensore calabrese di Di Grazia e poi l’infortunio di capitan Biagianti costretto a lasciare il campo qualche attimo prima dell’intervallo.

Seconda frazione di gioco che riprende ciò che si era visto nella prima parte o forse anche peggio, con una Vibonese che prende sempre più campo e un Catania sempre più passivo sul terreno di gioco. L’unico vero tentativo per gli ospiti arriva da Tavares che però da dentro l’area di rigore non riesce ad affondare il colpo decisivo. Due minuti dopo è Sowe che per i padroni di casa spreca una grandissima occasione chiuso dal solito Pisseri in uscita. Il portiere rossazzurro però non può far nulla al minuto 68 quando la deviazione di Tavares sulla conclusione di Viola da fuori area lo spiazza e la palla finisce in fondo alla rete. Pulvirenti, che aveva già sostituito Di Grazia con Russotto, sceglie di inserire Barisic al posto di Di Cecco per provare a riagguantare il risultato passando ad un 4-2-4 e proprio i due neo-entrati si segnalano tra i migliori. Russotto prova prima una conclusione al volo sugli sviluppi di un corner non centrando però lo specchio della porta e all’80esimo è proprio una sua azione personale a propiziare il pareggio dei rossazzurri: palla messa in mezzo, non colpita da Tavares che la stoppa e chi conclude è proprio Barisic che riporta così il punteggio in parità.

La fine della stagione si avvicina, per fortuna o per sfortuna. Sfortuna perché forse si poteva fare qualcosa di più anche in ottica di buon posizionamento in zona play-off. Fortuna perché questo Catania ha la necessità ed il bisogno di fermarsi a riflettere e capire ciò che effettivamente non sta andando e non è andato. Le trasferte sembrano una maledizione e anche quella di oggi non si è discostata più di tanto dal solito andamento in trasferta e conferma quanto il risultato col Francavilla non abbia spazzato i fantasmi del periodo di buio totale in cui si era perso il Catania finora. La preoccupazione più grande continua a venire dall’attacco visto che, con Pozzebon squalificato, nemmeno Tavares è riuscito a mettersi positivamente in mostra pur avendo una chance dal primo minuto e il goal è arrivato su una percussione offensiva del solito Russotto e quel pizzico di fortuna che forse era mancata al Catania negli ultimi turni. Ora bisognerà riprendersi in fretta e provare a far leva sul ‘Massimino’ per prendere un altro risultato positivo e magari, questa volta, i tre punti. Nella speranza che la vera primavera possa alla fine arrivare.

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