Via della Seta, Grande Gatsby e Art Deco’: questi gli ingredienti della grande bellezza catanese

Maschere, Moda e Grande Gatsby : questo ed altro lo sfondo spettacolare fatto di vestiti colorati e striscianti di modelle dalle gambe chilometriche che esibivano gli splendidi abiti firmati da Francesca Paternò

 

Maschere, Moda e Grande Gatsby : questo ed altro lo sfondo spettacolare fatto di vestiti colorati e striscianti di modelle dalle gambe chilometriche che esibivano gli splendidi abiti firmati da Francesca Paternò. Ma non era solo per mannequins la passerella del Palazzo Lené – storico edificio in stile Belle Epoque: a Carnevale tutti hanno il diritto e il piacere- perché no? – di agghindarsi e mettersi in mostra per godere la notte, anche se è solo per qualche ora, anche se è solo per una serata in allegria. Una maschera misteriosa, che vuola ‘far finta’ di dimenticasi della crisi e volteggia leggera tra le sale della sede della Società Elettrica.

‘The Red Carpet Party’, l’evento organizzato dalla bravissima Gianna Azzaro -patron di G.A.R Eventi ed ideatrice del Premio Bellini G.A.R– ha visto protagonista la stilista ed il suo atélier, ‘La Via della Seta’, luogo in cui questa nostra stilista siciliana di cui andiamo fieri, plasma la sua creatività creando abiti armoniosi: merletti, ricami e gioielli, ma non solo. Seta e classe hanno accompagnato le sue giovanissime ‘top model’.

Tra i presenti, molti soci dei prestigiosi club service, Lions, Kiwanis, Soroptimist e Inner Wheel.

Maschere originali, come quella di Rossella Condorelli che è rimasta in tema vestendosi da Oscar, la tanto anelata statuetta: di buon auspicio e galeotta, come abbiamo visto, dato che a distanza di poche ore è stato proclamato vincitore Sorrentino con la sua ‘ La Grande bellezza’ quale miglior film straniero a Los Angeles.

Premiati Francesco ed Emma Calabrese di Martino – frac, cilindro e bastone per lui, piume rosse passionali per lei – e il Rotariano Maurizio Pettinato, che ha impersonificato esattamente l’aplomb di Napoleone Bonaparte.

E a noi, va bene così, in fondo la nostra Catania è un po’ la nostra ‘piccola’ bellezza, capace di sedurci la notte e farci sognare un ballo in maschera degli anni che furono, gli ‘anni ruggenti’ della città.

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