Un successo preannunciato di “Oltre i Cieli Bruciati”

Un fiume in piena, con la forza di un magnete l’energia di Francesco Coppa e Valentina Cristaldi coinvolge quanti hanno la fortuna di assistere agli spettacoli da loro ideati diretti e prodotti.

oltre
Dopo il successo di “Ragardez” andato in scena al teatro Ambasciatori di Catania giorno 1 Giugno del 2018, Francesco e Valentina si ripropongono venerdì 6 Dicembre con lo spettacolo “Oltre i Cieli Bruciati”.
Un titolo che evoca lo spettro della guerra, che sarà l’ambientazione stessa dello spettacolo, il secondo conflitto mondiale, che devasta e distrugge soprattutto la Sicilia occidentale, lacerandone per sempre anche la memoria del suo popolo che con forza, dignità e speranza risorge sempre dalle ceneri, dai soprusi e dalle dominazioni.
“Oltre i Cieli Bruciati” uno spettacolo che certamente scuoterà la sensibilità degli spettatori raccontando attraverso il connubio tra danza e teatro, il passato, non tanto remoto di questa terra. Di un’Isola, la Sicilia, che non viveva solo di pesca e agricoltura ma che affondava le sue radici anche nel sacrificio di tanti “carusiddi” (giovani ragazzi) che lavoravano nelle miniere, resi schiavi dai padroni, ma che grazie al lavoro incessante di intere famiglie donarono alla Sicilia un periodo economicamente molto florido. Una Sicilia che veniva svuotata dai suoi abitanti che sperando in un futuro migliore inseguivano il sogno della lontana America, trasferendosi in un continente lontano anni luce dagli affetti più cari.
Francesco Coppa si è raccontato ai microfoni di Globus:
Svelaci un po’ di te, da dove nasce la tua passione per il teatro?
 «Il mio curriculum dal punto di vista artistico è semplice e breve. Per vivere faccio il consulente del lavoro professionista, ho sempre avuto la passione per la scrittura, c’è stato un frangente nel quale ho fatto anche il giornalista per il Giornale di Sicilia. Quando facevo il cronista sportivo non avevo neanche la patente guida, poi la passione per il cavallo accompagnata sempre e comunque a quella della scrittura che non mi ha mai abbandonato, per caso mi fece presentare uno spettacolo equestre e da allora la presentazione degli spettacoli si è ripetuta nel corso degli anni. Pian piano nel tempo
mi è venuta l’idea di scrivere dirigere degli spettacoli di mio pugno.»
In che momento hai pensato di integrare il teatro alla danza?
 «Avendo prestato negli ultimi anni, la voce ad un paio di spettacoli di danza più che di teatro, ho avuto l’ispirazione di coniugare le due cose, e di scrivere prima “Regardez” e adesso “Oltre i Cieli Bruciati” che porteremo al Teatro Ambasciatori di Catania il 6 dicembre.
“Ragardez” uno spettacolo che ha emozionato gli spettatori. Una rappresentazione forte ed al contempo delicata.»
Passioni, sentimenti, peccati e tormenti che talvolta albergano nell’animo umano hanno danzato sul palco, ritroviamo gli stessi temi in “Oltre i Cieli Bruciati”?
«​“Oltre i Cieli Bruciati” dal punto di vista teatrale rappresenta un evoluzione, perché’ sono stati coinvolti molti più attori e come in “Regardez” anche questa volta gli aspetti sociali sono il perno del tema messo in scena. La differenza è che seppur la storia sia inventata, è intelaiata su uno spaccato del passato che è quello della seconda guerra mondiale vissuta in Sicilia. Il tutto è ambientato a Cefalù, considerato che i bombardamenti, che sono un idem all’interno dello spettacolo, sono stati sofferti più nel palermitano che nel catanese.»
Quindi uno spaccato storico della nostra Sicilia?
«Sì, è una storia siciliana che ha dei riferimenti scelti un po’ per fantasia un po’ per radici culturali perché’ la mia famiglia è anche di origini palermitane agrigentine e tocca insieme all’aspetto della guerra la condizione sociale delle donne che guardano all’emigrazione evento importante in quella fase storica dell’isola. Non dimentico le miniere che oltre ad essere state una parte fondamentale della storia economica siciliana sono anche un fenomeno che ha rappresentato per me un oggetto di studio, e poi naturalmente c’è la parte della danza che è legata alla mia visione artistica ma che con divido con la coreografa Valentina Cristaldi che lo produce attraverso la sua associazione di cui fanno parte le allieve che danzano nello spettacolo.»
L’intervista continua con la coreografa nonché direttrice del centro Professionale Studio Danza di Zafferana Valentina Cristaldi: Valentina.
ciccio
Quando nasce Oltredanza e come forma i propri allievi?
 «L’attività di Oltredanza è viva da quasi 19 anni, con un unico obiettivo quello di formare gli allievi per la professione che sia da performer o da inseganti attraverso la preparazione per la partecipazione a prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali ed anche ad audizioni presso enti lirici, proponiamo esami di formazione all’insegnamento per il conseguimento della certificazione riconosciuta spesso organizziamo stage di formazione per l’arricchimento del bagaglio culturale, il nostro staff è formato da persone qualificate.»
Come nascono gli spettacoli che si potrebbero definire di danza nel teatro o del teatro in danza?
 «Da circa due anni abbiamo formato la compagnia Oltredanza Ballet con la quale produciamo spettacoli inediti di teatro danza, affiancandoci al regista Francesco Coppa dove si vedono i nostri allievi migliori inseriti nel contesto di danza e recitazione. Ovviamente l’obiettivo unico è quello di divulgare la danza come forma di comunicazione nelle sue diverse forme ed espressioni. All’interno di questo spettacolo ci siamo sposati professionalmente con Francesco perché riusciamo ad essere all’unisono nel mettere in scena i suoi scritti. Nello spettacolo Si alterneranno vari stili di danza.»
Danzare recitando è un’esigenza che nasce negli allievi?
«Quando i ballerini arrivano ad un certo livello ed ad una certa età, il cercare nuovi stimoli ci porta a coronare il più possibile quella che è la scelta di intraprendere questo mondo dell’arte a 360 gradi, è bello riuscire a produrre una storia che se anche inventata riprende il passato della nostra isola facendo dei riferimenti e con dei cenni storici ben precisi. Fa piacere mettere in scena quanto vissuto in Sicilia attraverso la passione verso questa bella forma di arte che è la danza.»

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