Un successo l’apertura della VI edizione del Bellini Festival

La programmazione si protrae fino al 10 settembre e si sposterà  in seguito a Catania,  dove si concluderà a Novembre.  Scenario della manifestazione è stato  il Teatro Antico di Taormina

E’ partita la sesta edizione del Bellini Festival, fondato e diretto dal regista e scenografo Enrico Castiglione. La programmazione, che si protrae fino al 10 settembre, si sposterà  in seguito a Catania, città natale del Cigno, dove si concluderà a Novembre.  Scenario di atavica bellezza della manifestazione, è stato ancora una volta il Teatro Antico di Taormina, che ha accolto il Bellini Mascagni Opera Gala, per l’occasione  vetrina di  insigni musicologi oltre che di qualificati interpreti della lirica. La serata, infatti, presentata con disinvoltura dalla giornalista Caterina Andò, ha abbinato alle esibizioni vocali il Premio Sicanorum Cantica, ideato alcuni anni fa da Francesco Costa col patrocinio della Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera dei Deputati, nell’intento di valorizzare figure autorevoli del mondo dell’arte. Costa è anche maestro concertatore, nonché fondatore del Coro Lirico Siciliano,  presidente Alberto Munafò e  direzione artistica del soprano Giovanna Collica: a loro si ascrive il merito di aver forgiato una validissima e numerosa compagine che ha ben connotato la serata inaugurale quanto a coesione stilistica e resa espressiva, tangibili nel nutrito repertorio di arie belliniane e mascagnane, conclusosi con le ascensioni d’effetto dellInno del sole, dall’opera Iris del musicista livornese.  

Il pianista Francesco Drago ha supportato con attenzione (malgrado il fastidioso vento sui fogli del leggìo) l’intera performance teatrale-vocale, apertasi con i versi sulla Casta diva, dal libretto di Felice Romani, declamati dall’attrice Fioretta Mari, altrettanto incisiva poi nell’Ode a  Bellini del poeta Mario Rapisardi, che si conclude sul casto inno divino del compositore. Le ariette da camera “Vaga luna che inargenti”,  “Vanne, o rosa fortunata” e “Malinconia, Ninfa gentile” (quest’ultima su versi di Ippolito Pindemonte) ben sostenute dall’agilità della Collica, avviavano l’excursus del musicista catanese, affidato poi, dopo una Fantasia pianistica sull’opera Norma, alle sopraffine qualità  interpretative del soprano palermitano Clara Polito. Interprete di singolare spessore  e tersa dizione, che ha toccato punte elegiache nell’opera suddetta, a fianco del coro in Casta Diva, e distinguendosi in duo col determinato Oroveso di Munafò, nel ruolo di basso; e proseguendo  con una  selezione  dalla scena finale de Il Pirata e da I Puritani (Qui la voce sua soave). La finezza della lirica belliniana è stata posta in evidenza dal musicologo Domenico De Meo, eccelso filologo di partiture autografe del musicista catanese, definito dallo studioso un genio, capace di coniugare la cantabilità cristallina di Mozart al lirismo di Chopin. Quelle melodie definite dal grande Verdi lunghe lunghe lunghe, che da sempre conquistano l’attenzione delle platee di tutto il mondo. Al certosino lavoro di De Meo, il Premio Sicanorum Cantica (con una targa consegnata da Castiglione) conferito anche all’attrice Fioretta Mari, nipote di Turi Ferro e siciliana d’origine nonchè docente oggi in America, per avere veicolato nel mondo l’arte attoriale siciliana; e insigniti del Premio sono stati anche il musicologo Cesare Orselli, autorevole studioso di Mascagni, apprezzato anche sotto il profilo sperimentale come attesta la biografia su quest’ultimo, e il soprano Denia Mazzola Gavazzeni, vedova del direttore d’orchestra, compositore e critico musicale Gianandrea Gavazzeni, scomparso nel ’96. Cantante meritevole,quest’ultima, di aver ottenuto notevoli riconoscimenti quale interprete belcantista e verista: ne sono state riprova le esecuzioni di arie tratte  dalle opere Cavalleria Rusticana, Parisina  e Iris (Un dì ero piccina) distillando dalle partiture del secondo Ottocento un’apprezzabile tensione drammatica e una spiegata  cantabilità. Il pubblico, pur esiguo  (forse perché scoraggiato dalle condizioni atmosferiche) ha tributato agli artisti sinceri e meritati applausi.

 

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