UN GIRO D’ITALIA QUASI PERFETTO. A Milano presentata la Corsa Rosa

Dopo il Tour tocca al Giro. A Milano ufficializzato il tracciato della Corsa Rosa che festeggerà in primavera la centesima edizione.g2017_generale_plan-707x1000

In verità ormai nulla era rimasto segreto, mai come quest’anno le indiscrezioni erano andate via via a delineare il percorso definitivo. Si tratta di un disegno che, abbandonando per una volta tentazioni esterofile, finalmente avvolge buona parte del nostro territorio, premiando in modo importante le isole a lungo dimenticate e ciò malgrado Nibali ed Aru. Cinque tappe fra Sardegna e Sicilia e poi una lunga risalita verso l’arco alpino per le attese le recite decisive. Il tutto tastando subito vette che lasceranno il segno, L’Etna alla 4^, dal suo versante più impegnativo – 17 km al 7 %, ed il magnifico Blockhaus alla 9^. anteprima-giro-italia-2017Immancabile la bella traversata appenninica dell’11^ da Ponte a Ema (Firenze) a Bagno di Romagna, infine la lunga stretta finale che dalla 14^ frazione, arrivo ad Oropa, porterà sino a Milano. Fra le ultime otto frazioni si segnala la 15^, bel tappone di oltre i 200, che si concluderà a Bormio. Dopo il Mortirolo, e un primo passaggio dalla nota località valtellinese, un impegnativo anello prevede due passaggi sui fianchi dello Stelvio per infine rituffarsi a Bormio. E’ di gran lunga la tappa più interessante. Quindi Dolomiti. Ad Ortisei si conclude una breve tappa con cinque colli dall’aspetto esteriore inquietante ma che ad osservarla bene non è per nulla esagerata, anzi. Indi Piancavallo e l’indomani ultime asperità con il Monte Grappa desolatamente lontano da Asiago. Una crono conclusiva di 28 km , da Monza a Milano, rifà capolino dopo diverse edizioni.
giro-ditalia-750x480Un giudizio più esteso vede Giro con all’interno tante cose, un grande contenitore dentro il quale chi lo ha costruito ha messo tanta roba. Non ha dimenticato la storia dei nostri più grandi protagonisti del passato. A partire da Bartali, ricordato con la partenza della 11^ dal piccolo centro fiorentino di Ponte a Ema che gli ha dato i natali e che ospita un museo a lui dedicato. Poi Coppi e Pantani, legati da un filo che conduce la 14^da Castellania ad Oropa. Quindi Gimondi con l’ interessante arrivo a Bergamo nella 15^ che ripercorre gli ultimi chilometri di tanti Giri di Lombardia. Omaggia finalmente i nostri due migliori interpreti, Nibali ed Aru, e la foltissima schiera di appassionati che nelle loro terre li aspettano pazientemente da anni. Ripropone le crono con più incisività. Molto vallonata la 10^ frazione lungo i 39 km da Foligno a Montefalco.
Questa tappa assieme alla crono finale fanno quasi 70 km contro il tempo. E’ facile ipotizzare che finiranno per pesare parecchio sull’esito definitivo, forse troppo. Continuando, non scorda gli stoccatori ultimo km ed i velocisti. Per questi ultimi almeno sei frazioni tutte pericolosamente concentrate nelle prime due settimane, speriamo non costituiscano una grossa tentazione per fare in fretta le valigie.
Insomma sembrerebbe che non abbiano dimenticato niente, che si tratti di un Giro perfetto, invece qualcosa il Salotto non ha trovato. L’affascinate filo rosso, che cuce Alghero a Milano lungo 3572 km, riesce ad evitare accuratamente le pendenze più importanti, quelle che piacciono alla gente. logo
Lo fa anche quando incontra salite come il Mortirolo, affrontato da Monno suo versante più morbido, o il Monte Grappa affrontato da Caupo. Anche sulle Dolomiti si evitano le cime più impervie. Le difficoltà altimetriche, ben distribuite in tutto l’arco della corsa, non sono mai asfissianti, raramente superano la doppia cifra se non per brevi tratti. Un Giro dunque che predilige in modo chiaro chi sa ben utilizzare i lunghi rapporti, senza tuttavia scadere quasi mai nella banalità, che obbligherà i passisti scalatori dotati di maggior fondo a forzare le difese dei cronomen più tenaci.

Per finire, classica riflessione personale. Il Salotto non sta nella pelle. A distanza di sei anni il Giro gli passerà di nuovo sotto casa. Basterebbe idealmente aprire le imposte, scostare l’occhio dallo schermo e buttarlo fuori.
Ovviamente non mi accontenterò ed andrò a tuffarmi nel mare di emozioni che i colori del Giro, i suoi rumori ed il suo sibilante passaggio riescono a tirar fuori ad intere generazioni da oltre cento anni ed alle quali non ho alcuna intenzione di sottrarmi.
Io sono già pronto, son sicuro che il prossimo 10 maggio, giorno della Pedara-Messina, anche Zafferana Etnea lo sarà. Allo stesso modo di come lo fu nel 2011 accogliendo nel migliore dei modi l’attraversamento della carovana, aspettando un giorno chissà di poterlo ospitare magari come sede di arrivo.

Il Giro d’Italia è la più grande manifestazione sportiva popolare che si svolge nello stivale.
E’ un onore partecipare anche con una piccola parte.

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