Umani su Marte. La NASA mette alla prova con successo il ‘disco volante’ per atterrare sul Pianeta Rosso

La NASA prevede di lanciare un veicolo a forma di ‘disco volante’ per testare la tecnologia per lo sbarco di carichi pesanti – e un giorno anche robots e persone – su Marte. Lanciato nell’atmosfera dal Navy’s Pacific Missile Range Facility, sabato, il LDSD a forma di disco volante (Low-Density deceleratore Supersonic) volerà sopra l’isola di Kauai, nelle Hawaii.

 Il lancio è stato tentato per la prima volta martedì 3 giugno, ma rinviato per il maltempo. Per il test Nasa utilizzerà un gigantesco pallone ad elio (il Rose Bowl, una pellicola high-tech, un sandwich di 34 milioni di metri cubi), che solleverà il veicolo fino a 120.000 piedi (quasi 36,6 km, 23 miglia di altezza), esplodendo in laterale del materiale tipo giubbotti antiproiettili, come in un anello gonfiabile attorno ad un piattino. L’anello è progettato per frenare il veicolo quando si muove attraverso l’atmosfera. 
Da lì  la “navicella spaziale” verrà fatta cadere per circa un secondo e mezzo. Una frazione di secondo dopo lo sgancio, quattro piccoli motori a razzo si accenderanno per stabilizzare il disco volante. Mezzo secondo dopo un motore a combustibile solido scaricherà 17.500 lbf di spinta, mandando il veicolo di test al confine della stratosfera.

Il nostro obiettivo è quello di raggiungere una altitudine e la velocità per simulare il tipo di ambiente che un veicolo dovrà affrontare attraverso l’atmosfera marziana“, ha detto Ian Clark, ricercatore principale del progetto (NASA’s Jet Propulsion Laboratory) “Stiamo usando gli stessi paracadute per diversi decenni – ha aggiunto – Se vogliamo atterrare finalmente un essere umano sulla superficie di Marte, ci siamo resi conto che dobbiamo sviluppare nuove tecnologie“.

Circa 45 minuti dopo lo sgancio LDSD sarà recuperato dall’Oceano Pacifico e sottoposto ad analisi. In caso di esito positivo, la Nasa prevede di poter utilizzare questo sistema per il trasporto di carichi di varie tonnellate sul Pianeta Rosso.

La NASA si basa ancora su alcuni disegni basilari, sviluppati più di 40 anni fa, e che descrivevano come fare atterrare la sonda Viking su Marte.  

L’ultima rover della NASA su Marte, il Mars Science Laboratory, pesava circa una tonnellata. La nuova tecnologia in fase di sperimentazione consentirebbe l’atterraggio di un carico due volte più pesante, e l’uso di più paracadute potrebbe significare che anche astronavi da 20 a 30 tonnellate potrebbero fare un atterraggio morbido, come ha affermato Clark.
Presso la sede di prova, ad una altitudine notevole rispetto la  terra, l’aria è più sottile come l’esile atmosfera  intorno a Marte. “Vogliamo testare qui tutto il materiale – dove è molto più economico – prima che li trasportiamo su Marte,” ha detto il project manager Mark Adler, fisico del Jet Propulsion Laboratory.

(fonte: web MPI, USA Today & Associated Press)

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