Udin&Jazz ‘Grandi Bacchette’: Peter Erskine Trio con Palle Danielsson e Rita Marcotulli

Ancora grande batteria per Udin&Jazz: Peter Erskine in trio europeo con
Palle Danielsson e Rita Marcotulli. 
A Corte Palazzo Morpurgo il Paolo Botti Slight Imperfection.

A Udine continuano gli appuntamenti d’eccezione. Da segnalare una novità assoluta di Udin&Jazz 2014: la possibilità di accedere ai concerti acquistando il pacchetto “Jazzin’ dinner”, composto da Concerto + cena Jazz alla Casa della Contadinanza, al Castello di Udine, (al prezzo di 40 euro bevande escluse). Comodamente seduti ad un tavolo, direttamente sul prato del Castello, si attende la performance gustando ottime pietanze, avvolti nella giusta atmosfera, tra artisti, addetti ai lavori e appassionati... jazzofili e gourmet! 

Udine, 2 luglio 2014 – Ultime ore per il workshop, sempre più nel vivo delle proprie attività di ascolto, scrittura e critica, mentre anche i concerti continuano a puntare in alto: alle 18.30 a Corte Palazzo Morpurgo è la volta del Paolo Botti 4et Slight Imperfection (Paolo Botti viola, dobro, banjo, Stroh violino; Dimitri Grechi Espinoza sax alto; Tito Mangialajo Rantzer contrabbasso; Filippo Monico batteria).

Paolo Botti
, romano, è un virtuoso della viola, strumento poco frequentato dai musicisti  jazz. Dopo essersi messo in luce come uno dei più lucidi esponenti dell’avanguardia jazzistica del nostro paese, marca la sua appartenenza a tutta la storia della musica afroamericana, imprimendo alle sue pagine le suggestioni, tra gli altri, di Jelly Roll Morton e Fats Waller per arrivare ad Ornette Coleman ed Albert Ayler. Nell’originale e coraggioso viaggio di Slight Imperfection, Botti è accompagnato dal sassofonista livornese Dimitri Grechi Espinoza e dalla collaudata coppia ritmica milanese formata da Tito Mangialajo Rantzer e Filippo Monico. Che l’avanguardia, per rinnovarsi, non debba dimenticare le sue radici, soprattutto africane e blues, viene ribadito con il cd prodotto da Caligola Records, che porta il nome del progetto presentato a Udine.

Nel nuovo release del quartetto – live a Udin&Jazz – alla viola si affiancano anche il dobro (una particolare chitarra resofonica usata dagli anni Venti del Novecento, dotata di un grande amplificatore interno), il banjo e il Violino di Stroh (l’originalissimo violino-tromba che al posto della cassa di risonanza propone il cono metallico della tromba).

E la serata si conclude in grande, quando alle 21.30, al Castello, Udin&Jazz cala un altro pezzo da Novanta, sempre nell’ambito delle percussioni. Dopo l’epico intervento di Dejohnette, è la volta di un altro nome imprescindibile del jazz degli ultimi decenni: Peter Erskine, in prima italiana con il suo European Trio.


Era il 2006 quando tre giganti del jazz mondiale si riunivano per incidere il loro primo disco insieme. Tornano oggi – Peter Erskine, Rita Marcotulli e Palle Danielsson -  unendo importanti sensibilità artistiche e ricerca tecnica del massimo livello.

Palle Danielsson, contrabbassista svedese, è noto ai più per la sua storica collaborazione con Keith Jarrett (dal 1976 al 1979): da allora la sua fama di grande interprete si è diffusa ovunque, facendo leva su alcune caratteristiche uniche del suo approccio musicale. Danielsson (recitano alcune recensioni) è un solista di gusto, con “venature rock” e la sua personalità allo strumento è composta in parti eguali di serenità, buon senso e talento.

Anche Rita Marcotulli è ormai preceduta dalla sua fama accresciutasi a livello internazionale, oltre che in Italia. Una delle voci più eclettiche e poliedriche della nostra musica, Rita è un’incontenibile forza espressiva. Pluripremiata come “Top Jazz”, esordisce al fianco dei più grandi, ancora giovane (Sheppard, Wheeler, Baker) e si avvia verso una personalissima carriera, sposando da subito i più diversi mondi. Rientrata nei primi anni Novanta dal lungo soggiorno in Svezia (che tanto le ha lasciato dal profilo tecnico e stilistico), in Italia Rita si accosta con successo a progetti di cantautorato, di musiche per film, di graphic novel, fino al teatro contemporaneo, confermandosi come una delle migliori pianiste ed eleganti interpreti, dotata di una timbrica e di una versatilità straordinarie.

E il progetto che arriva a Udine porta, dunque, il nome di un vero gigante del jazz degli ultimi decenni: due Grammy, oltre 600 incisioni delle quali 30 a suo nome, Peter Erskine ha lavorato (tra i tantissimi altri) con Stan Kenton, Weather Report, Steps Ahead, Joni Mitchell, Diana Krall, Kenny Wheeler, Pat Metheny e Gary Burton, John Scofield, oltre che come solista al fianco delle migliori orchestre classiche europee. Dei primi anni Settanta è la collaborazione con Jaco Pastorius e i Weather Report, con i quali vince anche il Grammy per 8.30. Un tocco leggendario, che – di nuovo in Italia e a Udine, prima tappa del tour – firma uno dei progetti più eleganti e pieni di fascino che oggi si possa ascoltare nelle platee del nostro Paese.

Continuano le cene al Castello (Jazzin’ Dinner, per godersi il pre-concerto) e le sessioni live, sempre al Castello, a concerto finito.  

In caso di maltempo i concerti si tengono al Palamostre
 (Info: 0432 1744261)

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