“Tyndaris Augustea”, la consapevole bellezza del nostro passato per costruire il futuro nel segno della speranza

Con “Tyndaris Augustea”, venerdì 21 agosto, sono stati tre i momenti performativi dell’evento teatrale che, ideato da Anna Ricciardi, giunto alla terza edizione si è svolto tra il mito e la storia della nostra Sicilia

Tyndaris-Augustea

La storia, la magia del mito e le emozioni sono stati i protagonisti dell’evento teatrale “Tyndaris Augustea” 2020 che, venerdì 21 agosto, è andato in scena con tre momenti performativi, alle 19:30 e, in replica, alle 21:30, dislocati nella singolare location, densa di ammaliante fascino, del Teatro greco di Tindari.

Dall’Agorà, attraversando il Gymnasium, fino al Teatro Greco questo è il percorso che ha fatto da scenario al mirabile viaggio nel tempo, immersi tra i tesori archeologici e la storia dell’antica Tyndaris che, in maniera diversa, hanno fatto rivivere le leggende legate allo storico ed incantevole sito.

La terza edizione del singolare evento teatrale, ideato dalla direttrice artistica Anna Ricciardi, è stata la conferma di straordinarie emozioni per chi si è lasciato guidare tra i misteri, le scoperte ed i segreti in quei luoghi cantati dagli antichi poeti.

Sotto l’eternità del cielo di una meravigliosa notte stellata, dove il fascino dei miti greci si fonde con la storia degli Imperatori di Roma, le storie, pur lontane, si sono rinnovate con suggestive esperienze emozionali di rara bellezza che ne hanno sottolineano la stupefacente forza.

Accompagnate dalle introduzioni storico-archeologiche, a cura di Archeo Me, tre sono stati i momenti performativi che dall’Agorà al Gymnasium hanno condotto gli spettatori fino al Teatro Greco con le seguenti rappresentazioni:

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Partendo dall’Agorà con “Castore e Polluce, i Tindaridi”, spettacolo diretto e con Luca Fiorino e Gemma Lo Bianco (preceduto da “C’era una volta Tyndaris” a cura di Cristina Acacia - Archeo Me).

A seguire nel Gymnasium “Marco  Aurelio, Discorso ai Siciliani” di e con Elio Crifò (preceduto da “Tyndaris, tutte le strade della storia”,  a cura di Francesco Tirrito - Archeo Me) sino a giungere allo spettacolare Teatro Greco con “Ifigenia in Aulide” di Euripide, rielaborazione drammaturgica e regia di Cinzia Maccagnano, con, in conclusione, “Tyndaris, un teatro di emozioni”, a cura di Carmen Morabito - Archeo Me.

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Così l’autore ed interprete Luca Fiorino, dalle note di regia, introduce il primo momento teatrale “Castore e Polluce, i Tindaridi”:

“Divinità Propiziatrici, protettori di Tindari, dei marinai e patroni dell'arte poetica, della danza e della musica: Sono gemelli, indissolubilmente legati tra loro, pronti a sacrificarsi l'uno per l'altro in qualsiasi istante, portatori di fratellanza vera, autentici testimoni di somiglianza e diversità al tempo stesso. In questo monologo che da voce a Castore, il gemello nato mortale, si racconta non solo il  legame che i due Dioscuri hanno con Tindari, ma si racconta soprattutto del loro legame di fratellanza, del loro amore viscerale e imprescindibile, del loro essere insieme fino alla fine che li ha portati, come racconta il mito, a diventare due stelle, insieme. Due stelle luminose, propizie, due stelle di buona sorte, due buone stelle insomma. E di buone stelle, oggi più che mai, ne abbiamo davvero un grande bisogno”.

Elio Crifò - Marco Aurelio

Per il secondo momento “Marco Aurelio, Discorso ai Siciliani” dell’avvincente Elio Crifò, che lo ha magistralmente interpretato all’ingresso principale del monumentale  Gymnasium, è lo stesso autore a darne una definizione: “E’ un Marco Aurelio rappresentato in tutta la sua augusta romanità e in tutta la sua intimità filosofica che mette in evidenza la stretta dipendenza tra la grandezza di un Impero e la grandezza di ogni singolo cittadino dell’Impero”.

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E per “Ifigenia In Aulide” di Euripide, il terzo momento delle rappresentazioni culminate al Teatro Greco, nella cornice dello splendido scenario naturale dell’infinito orizzonte del mare, dalle note alla regia, Cinzia Maccagnano, nonché curatrice dell’adattamento: ”Questa è la tragedia che indaga nella profondità dell’umanità, svelatasi in tutta la sua fragilità. Euripide ci offre un caleidoscopio di emozioni, di guizzi in una interiorità tormentata, in cui l’eroicità cede al turbamento della decisione. Agamennone è sicuramente il protagonista della tragedia: incarna  l’ossimoro dell’amore paterno, il negare il futuro di una figlia. Non eroi, quindi, ma uomini, padri, madri e giovani che incarnano purezza e giustizia”.

Incisive le musiche di Salvo Nigro che ben sottolineano le atmosfere e l’imponenza dei luoghi, con appropriata creatività e miscellanea di ritmi mediterranei e della fascia balcanica, esaltando anche la forza espressiva  dei suoni orchestrali classici. Interessante anche il taglio che Gemma Lo Bianco imprime alle coreografie sulle antiche danze orientali.

Ci piace allora concludere proprio con il fil rouge di questa bella e singolare terza edizione di Tyndaris Augustea 2020 (che in era post Covid19 bisogna applaudire a scena aperta per il bell’impegno), un fil rouge che ben rende l’atmosfera di magico incanto creata e particolarmente sentita dal numeroso pubblico presente"Gli dei abitano questa terra: la loro presenza è vicina, invisibile nella superba bellezza di queste mura. Niente qui si lascia né dire, né dipingere: qui nella terra degli dei si esulta...Fu destino che nessuno in questa terra sfuggì mai al suo incanto”.

locandina - Tyndaris Augustea 2020

Programma:

Ore19.30 - 21.30

Agorà: 

  • “C’era una volta Tyndaris” a cura di Cristina Acacia - Archeo Me
  • “Castore e Polluce, i Tindaridi”, liberamente tratto da Giovanni C. Sciacca, da Apollonio Rodio ad Igino, spettacolo diretto e con Luca Fiorino e Gemma Lo Bianco

Gymnasium:

  • “Tyndaris, tutte le strade della storia”, a cura di Francesco Tirrito - Archeo Me
  • "Marco  Aurelio, Discorso ai Siciliani", di e con Elio Crifò. Regia di Elio Crifò

Teatro Greco:

  • “Tyndaris, un teatro di emozioni”, a cura di Carmen Morabito - Archeo Me
  • “Ifigenia in Aulide” di Euripide, rielaborazione drammaturgica e regia di Cinzia Maccagnano con David Coco (Agamennone), Antonio Silvia (Menelao), Cinzia Maccagnano (Clitennestra), Marta Cirello (Ifigenia)Andrea Maiorca (Achille)Gemma Lo Bianco (Deus ex Machina).

Coreografia e performance dal vivo Gemma Lo Bianco

Musiche di Salvo Nigro eseguite dal vivo dall'autore

Introduzioni storico archeologiche Cristina Acacia, Francesco Tirrito, Carmen Morabito - Associazione culturale Archeo Me

Costumi Sartoria Pipi

Attrezzeria scenica Enza Mondello

Disegno luci Antonio Barone. Fonica Salvo Barone di Arka Service

Idea e progetto Anna Ricciardi

Organizzazione e public relations Marianna Bonsignore

Tindari Teatro Greco 2

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