Torna in Italia “Ottobre Africano”, 13a edizione del festival

Dall’ 1 al 31 ottobre 2015 il calore magico e travolgente dell’Africa arriva in Italia

per la tredicesima edizione del festival “Ottobre Africano”

“Sapere” è la parola chiave di questa 13/ma edizione di “Ottobre africano”, che dall’1 al 31 ottobre torna ad animare con il suo fitto calendario di eventi alcune fra le principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Varese, Reggio Emilia, Parma, Bologna e Napoli): “sapere” come conoscenza, tolleranza e incontro, ma anche come gusto, sapore e cibo.

Spiega Cléophas Adrien Dioma, direttore dell’evento: “In questo preciso momento storico, in cui tutti i giorni si riversano sulle coste italiane migliaia di clandestini in fuga dalla povertà e dalle guerre, il festival “Ottobre Africano” vuole imporre un messaggio positivo. Per sconfiggere il razzismo e per costruire una società multietnica ci sono ancora molti passi da compiere, ma grazie alla cultura possiamo dimostrare che le barriere che impediscono l’incontro e la conoscenza tra i popoli si possono, anzi si devono, abbattere”.

Sapori & Saperi” è quindi il sottotitolo di questa nuova edizione, e si parlerà di tradizioni, di arte e di identità culinarie con l’intento dichiarato di aprire una finestra sulle culture dei Paesi africani e promuovere un dialogo su temi delicati quali l’integrazione razziale, la solidarietà, l’immigrazione.

Niente meglio della cultura può avvicinare le persone”, sottolinea Fiorella Mannoia, madrina della manifestazione, “e soprattutto del cibo e della musica, perché non hanno bisogno di parole. Viviamo a stretto contatto con persone di etnie diverse, alcune lavorano nelle nostre case, ma raramente ci soffermiamo a chiedere cosa si cucina in Burkina Faso o in Eritrea, che tipo di libri si leggono e quali sono le abitudini in casa. È fondamentale invece iniziare ad ascoltare il nostro vicino”.

E proprio per favorire la conoscenza dell’altro e accendere la curiosità, anche quest’anno la chiusura di “Ottobre africano” è affidata all’evento “Se solo mi guardassi”, due giornate (30-31 ottobre), nate dall’idea della cantautrice italiana e che prendono il nome dalla sua prima canzone per scoprire tra artigianato locale, piatti tipici, incontri, tavole rotonde e musica dal vivo, colori, tradizioni e sapori a noi ancora lontani.

Tra i tanti appuntamenti previsti in calendario, che spaziano dalla musica al cinema, passando per la letteratura, la fotografia, l’arte e la moda. Particolare risalto verrà dato alle identità culinarie delle comunità straniere, con un concorso dal titolo “IncontroCucina”: un “Master chef” in salsa etnica, realizzato in collaborazione con Slow Food e il Genovino d’oro. I partecipanti sono chiamati a proporre un piatto tipico del proprio Paese d’origine. Durante la serata finale, prevista a Roma, sarà presente Fati Niang, fondatrice di “Black Spoon”, la prima realtà di street food afro-europea in Francia. I finalisti verranno giudicati, oltre che sulla bontà del piatto realizzato, sulla base della creatività e del legame con la tradizione culinaria della propria terra natia.

Di grande interesse sociale ed economico la conferenza “ItaliAfrica, tra cooperazione, cultura e business”, organizzata in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e le ambasciate africane. Muovendo dagli argomenti emersi nel corso del convegno svoltosi al termine della 12/ma edizione di Ottobre africano 2014, l’incontro affronta le questioni del ruolo degli immigrati nei processi di sviluppo nei paesi di origine e di residenza, del contributo imprenditoriale dei nuovi italiani e degli italiani di seconda generazione, con una riflessione sul lavoro del CNA World (la sezione CNA per gli imprenditori immigrati).

Si parla di identità e di pluralità culturale con Henri Lopès, già primo ministro del Congo Brazzaville, alto funzionario internazionale dell’Unesco, membro della Organizzazione Internazionale della Francofonia, rappresentante del Congo in seno all’Unione Europea e oggi ambasciatore a Parigi, oltre a essere un punto di riferimento della letteratura africana degli ultimi decenni; si danza sulle note di Baba Commandant, mentre la scrittrice Noo Saro Wiwa – figlia di Ken Saro-Wiwa, l’attivista ucciso per essersi schierato contro le multinazionali del petrolio – presenta il suo libro d’esordio “In cerca di Transwonderland” (66thand2nd); diversi incontri rendono omaggio al “Che Guevara africano” Thomas Sankara, primo presidente del Burkina Faso (1983-1987) e teorico del panafricanismo.

Ottobre africano” è il festival dedicato alle culture e alle voci più rappresentative dei Paesi dell’Africa. Muove i suoi primi passi nel 2002 a Parma da un’idea di Cléophas Adrien Dioma, Presidente dell’associazione di promozione sociale Le Réseau. Negli anni l’evento si è imposto per dimensioni e spessore come uno degli appuntamenti principali in Italia con la cultura afro. E non solo per il valore dei contenuti proposti, ma anche, e soprattutto, per il progetto ambizioso che lo sostiene, volto a raggiungere traguardi sempre più importanti.

Ottobre Africano” è organizzato da Le Réseau in collaborazione con le associazioni Renken, Nakiri, Piemondo, AfriCoeur, ABREER, Africa&Sport. È finanziato da MoneyGram, Legacoop Sociali, Fondazioni4Africa, Cognac OT e Eyewear, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Expo Milano 2015, Francofonia Italia, Iniziativa “Italia Africa”, Collegio degli ambasciatori Africani a Roma, Roma Capitale, OIM, UNAR. È inserito negli eventi dell’Anno Europeo per lo Sviluppo. 

Alla realizzazione contribuiscono inoltre: Institut francais Saint Louis de Rome, Institut Francais Italia, Festival della Fiction Francaise, Alliance Francaise di Torino, AMREF, Redani, Migrantour, SlowFood-Terra Madre, QuestaèRoma, Genovino D’Oro, Circolo Culturale il Monk, AfriCoeur, 66thand2nd, Edizioni Nottetempo, Summer School, Africa e Affari.

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