THE YELLOWJACKETS. Rhythm & Jazz’ d’autore allo Sheraton Concert Hall di Catania

A RISE IN THE ROAD Tour 2013
THE YELLOWJACKETS .. sotto le ali dei ‘Calabroni’ del Jazz 
Rhythm & Jazz’ d’autore allo Sheraton Concert Hall di Catania 

 Con più di quattordici album alle spalle, oltre un milione di copie vendute, centinaia di concerti in tutto il mondo, gli Yellowjackets, vincitori di tanti Jazz Grammy Awards, sono la più longeva e creativa fusion band della storia. 

Il Concert Hall dello Sheraton Hotel di Acicastello (Catania) ha ospitato una delle più longeve jazz-fusion-band del nostro secolo. Rimaneggiamenti strutturali, conferme e sostituzioni, hanno portato nel golfo di Catania gli americani Yellowjackets.

Russell Ferrante, al piano/keyboards, Bob Franceschini al sax, Felix Pastorius, electric bass, e William ‘Will’ Kennedy, drums, sono stati in Sicilia per la stagione 2013 di Catania Jazz, organizzazione di Pompeo Benincasa. Per questa tournèe lo stagionato sassofonista Bob  Franceschini, ha sostituito lo storico sax di Bob Mintzer.

l gruppo, inizialmente nominato The Robben Ford Group, fu fondato nel 1977 da Robben Ford, Russell Ferrante, Jimmy Haslip e Ricky Lawson.

Nel 1981 il gruppo prese il nome Yellowjackets ed era orientato al R&B con la chitarra di Robben in grande evidenza. Nel 1986 Lawson abbandonò il gruppo per seguire Lionel Richie. Quando Ford lasciò la band subentrò Marc Russo al sax e la band assunse sonorità del tutto originali, con il tastierista Russell Ferrante, il bassista Jimmy Haslip, il batterista William Kennedy, avvicinandosi alla fusion con composizioni originali che ricordavano le melodie di Joe Zawinul.

Negli anni ’90 Russo decise di unirsi definitivamente ai Doobie Brothers, ed al suo posto subentrò Bob Mintzer (sax tenore e clarinetto). Questo passaggio avvicinò ulteriormente il gruppo alle sonorità jazz.

Nel maggio 2008 gli Yellowjackets incisero il loro ventesimo disco, Lifecycle (HeadsUp International), con ospite il chitarrista Mike Stern (dopo 15 anni di assenza dai loro dischi di un chitarrista, l’ultimo nel 1994 fu Run For Your Life con Robben Ford). L’album fu proposto nel 2009 ai Grammy Awards nella categoria Best Contemporary Jazz Album.

 

Timeline li ha consacrati nel 2011 per ’30 anni insieme’. Nell’album Russell Ferrante, tastiere, Jimmy Haslip, basso, Bob Mintzer, sax e clarinetto basso, Will Kennedy, batteria e tastiere; ospiti Robben Ford (chitarra in Magnolia) e John Daversa, tromba (in Tenacity e Like Elvin). 

 

Il concerto dello Sheraton

L’atmosfera è quella delle grandi produzioni, bella gente, giusta locations, ottimo service audio/luci ben diretto da Vito Torrisi and crew. Presentatore d’eccezione, Enzo Motta.
Avevo visto in passato la band esprimersi, a Paternò (CT), in un concerto Fusion&R’nB abbastanza accattivante, per cui ero tanto curioso di vedere questa ultima line-up di impronta più jazzy.

Will ‘bacchetta e accarezza’ una meravigliosa e rara Pearl lucida; Felix Xavier, trentenne figlio del grande bass-man Jaco Pastorius (John Francis Anthony Pastorius III, scomparso nell’87 per i gravi postumi di un brutale pestaggio), indossa un basso sei corde di estrema precisione, forgiato da sei legni pregiati, preparato apposta per lui dalla Mayones Guitars Basses (accompagnato da corde D’Addario e da un caldo Aguilar amp).

Più di ottanta album è il curriculum partecipativo di studio per il sax di Bob (Mike Stern, Paul Simon, Victor Wooten, Celine Dion, Tito Puente …), nato a New York da genitori portoricani, il cui cognome tradisce avi della penisola italiana: il calore del suo sax Yamaha affascina i pensieri di un attento pubblico.

 

 

 

 

 

E poi il maestro Russell Ferrante, californiano doc, figlio del direttore del coro della Chiesa di San Jose (certo che il cognome invita a progenie dello ‘stivale’). L’ambientazione compositiva nella Concert Hall ha reso magica l’interpretazione al piano dei brani eseguiti dal quartetto. 

Sofficità e velluto jazz le caratteristiche della performance di Russell, una goduria per i musicofili e musicisti più attenti (il pianista pop-jazz Antonello Tonna in prima fila) e per i seguaci degli Yellowjackets (ed erano in tanti). 

Il repertorio, abbastanza attuale, incentrato sulle ultime produzioni, è il marchio di fabbrica dei ‘calabroni’ Yellowjackets. Suono compatto e raffinato per un gusto jazz&fusion preciso e nello stesso tempo godibile: il drumming di Will marchia il tempo nelle riletture dei successi del gruppo.

Brani come Timeline (dall’omonimo album), Tenacity, An informed decision, Claire’s Closet, Green House, Geraldine, Why is it, Spirit of the West documentano tutte le sperimentazioni continue, linguaggi, fusioni e contaminazioni che hanno permesso alla band, nel tempo, di rivedere il proprio orizzonte espressivo, anche alla luce delle nuove acquisizioni stilistiche (cambiando personaggi della musica internazionale sempre all’altezza).

Infatti arrivati al bis, risentire le note strumentali di Revelation (pubblicato in Shades nell’86, con la voce di Lorraine Perri), ha fatto sì da rispettare, nel pubblico, quella soglia mistica che giustificava l’essere stati partecipi a quelle vere buone sensazioni che ci aiutano a ricordare il tempo, ed ad essere magari un po’ più felici.

Così siamo usciti dal concerto …tutti felici e contenti!

 Dal mondo web

Il 30 gennaio 2012, Felix Pastorius aveva già annunciato sul sito di facebook che sarebbe stato, per circa un anno, il sostituito di Jimmy Haslip, bassista originale degli YJ.
…è ufficiale, sono un Yellowjacket!, Haslip sta bene, è felice e voleva solo prendere l’anno di pausa per concentrarsi su altre cose …“.

 

 

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