TaorminaFilmFest – Vittoria Puccini: Io, ragazzina, salvata da Elisa di Rivombrosa

TAORMINA (ME) – Continuano le grandi interviste per la grande rassegna tutta taorminese

Scoperta a vent’anni anni da Sergio Rubini che l’ha voluta in “Tutto l’amore che c’è”, dopo due anni approda ad una fiction che è già entrata nella storia della televisione italiana per popolarità ed ascolti. “Ho capito che sarei diventata attrice il primo giorno di sempre“. Vittoria Puccini, venticinque anni, ci parla di sè alla Tao Class del Taormina Film Fest.

Una carriera veloce e fortunata, per questa figlia nata da famiglia borghese, che al suo primo provino preparava l’esame di giurisprudenza .”Ho cominciato per divertimento, ma poi, quando interpretavo Giulia nel film con Rubini, avevo capito che questa sarebbe stata la mia strada: mi sono trasferita a Roma e fui scritturata per la fiction “Elisa di Rivombrosa” di Cinzia Th. Torrini, una vera e propria palestra, perché lavoravo ogni giorno, per dieci mesi“.

Durante le riprese della serie tv, nessuna vita privata, dice lei, dimenticando – forse – che il suo compagno di allora, Alessandro Preziosi, che nella fiction interpretava Fabrizio, era sul set giornalmente accanto all’attrice, dalla quale ebbe anche una figlia, Elena.

Timida e inibita da piccola, non ebbe però troppi problemi a spogliarsi quando Rubini le chiese di girare una scena d’amore “Da piccola non amavo stare troppo al centro dell’attenzione e durante le feste rimanevo in disparte: davanti alla gente ero molto timida, ma sul set caddero le inibizioni e mi lasciai andare. Gli attori portano una maschera che li protegge – continua -. Il fatto di non riconoscersi allo specchio durante una prova costume, è segno che sta andando tutto bene, che si sta creando un personaggio nuovo: quando ho interpretato il ruolo di una maîtresse in “Altri Tempi”, il film per la tv di Marco Turco, ho tirato fuori la mia versatilità e creatività, mi sono fatta guidare dal personaggio“. Sempre per lo stesso regista, la Puccini ha interpretato Margherita in “C’era una volta la città dei matti”.  “Quello di Margherita era un ruolo drammatico – spiega -. Bisogna comunque trasmettere credibilità agli spettatori, anche se sono convinta che certi ruoli non possono essere  interpretati da tutti“.

Strano a dirsi, perché solitamente si ritiene che un buon attore debba essere capace di vestire maschere diverse!

Il segreto del successo di “Elisa di Rivombrosa”? Probabilmente la capacità di arrivare con una storia in costume romantica al cuore di tanta gente che l’ha premiata con gli ascolti. “E pensare – dice l’attrice – che la RAI non voleva farlo uscire“.

Tra i suoi progetti futuri, vestirà i panni di Oriana Fallaci, “Dovrò tirare fuori la mia aggressività per interpretare il ruolo della scrittrice“.

Staremo a vedere, tanto l’attrice si allena ogni giorno con la lotta greco-romana.

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