TaoFilmFest – Valeria Solarino: “Io tra cinema, teatro e tennis”

TAORMINA (ME) – Proseguono le interviste con le grandi star all’interno della 60^ edizione del Taormina Film Fest, Valeria Solarino

Il mio lavoro? E’ molto duro e se non hai una personalità molto forte ti schiacciano facilmente: se il regista non ti sceglie ti senti scartata non solo come attrice ma anche come persona. Ecco perché bisogna avere sempre i piedi per terra.” L’attrice venezuelana trapiantata in Italia, Valeria Solarino classe ’67, ci parla della sua vita di attrice e compagna di Giovanni Veronesi, presentando la Tao Class di Domenica 15 Giugno al palacongressi di Taormina, in occasione della 60 edizione del Taormina film fest. 

Ho cominciato a maturare l’idea di fare l’attrice nel 2000, ma inizialmente l’ho preso per gioco, pensando di studiare e recitare per diletto, così ho provato alla scuola del teatro stabile di Torino e mi hanno scelta. Studiavo 8 ore al giorno, imparando la tecnica di recitazione, esercitandomi su come portare la voce, o quale atteggiamento tenere in palcoscenico, e solo allora ho capito cosa volevo veramente fare nella vita. Mi sono formata come persona e come donna dai 20 ai 23 anni, e solo a questa età ho capito che era questa la mia strada.”

Paolo Villaggio dice che gli attori sono coloro che saltano sul tavolo da bambini recitando poesie e cercando di attirare l’attenzione….

Saltare sui tavoli proprio no non l’ho mai fatto– scherza la Solarino ma è normale che per fare questo lavoro ci vuole una buona dose di esibizionismo. Io imitavo mio fratello, così è nato in me l’estro della creatività.”

Tu sei molto sportiva e un’appassionata di tennis, secondo te questo sport quali assonanze ha con la recitazione?

Andrò a Wimbledon la settimana prossima, sono follemente innamorata di tutto ciò che è terra battuta rossa: il tennis ha molti punti in comune con la recitazione, ovvero il rapporto tra grandi registi e pubblico;  e’ molto simile perché c’è il controllo delle emozioni, c’è lo sforzo fisico e il sudore. Federer, per esempio ha lo stile più grande senza mai sudare, così l’attore ci fa sentire la sua fatica fisica senza sudare. Ma preferisco  Nadal, io sono per metà siciliana quindi posso solo tifare per un atleta neolatino“.

Cosa di siciliano hai?

Mio papà e di Modica ed è presente in sala: di donna del sud ho i colori, l’aspetto, l’orgoglio della terra e verso me stessa, ma ho vissuto sempre a Torino quindi ho entrambi i caratteri di donna del nord e donna mediterranea“.

Il film ‘Viola di Mare’, parla di un argomento complesso come l’omosessualità, come lo hai vissuto?

Parla di una storia d’amore tra 2 donne e l’ho affrontato con molta coscienza,  ma mentre camminavo sul tappeto rosso al festival del cinema di Roma ebbi paura e pensai: “Chissà quale sarà l’impatto col pubblico per un tema così delicato e trattato in quel modo’. Ma in generale, cerco sempre di abbandonarmi al piacere di essere attrice: se un regista mi chiede una cosa, lo accontento, perché voglio arrivare al punto che vuole lui, e così mi abbandono. C’è molta più verità nel palcoscenico che non nella vita reale. Il personaggio ti da una scusa per vivere un’emozione“.

Deve il suo successo non solo alla sua tenacia e bravura ma anche al suo maestro, Mauro Avogrado che la incoraggio’ molto nella sua carriera.

Mi è capitato anche di compiere degli sbagli, o la contrario di avere scansato degli errori non accettando dei ruoli, ma ” preferisco non parlarne perché non è elegante nominare un film in cui una collega ha accettato il ruolo scartato da me“.

Insomma, molto elegante e sincera l’attrice col suo abito nero, semplice, quasi timida nell’elogiare troppo se stessa. Se dovesse scegliere tra le doti della memoria o capacità fisiche, sceglierebbe di sbagliare…

Un mio amico mi disse  dopo una mia recitazione “Bene, adesso è tutto prefetto, però ora sporcalo. A scuola si imparano le cose in modo diligente “poi si devono stravolgere“, dice lei con lo sguardo materno della Cardinale mischiato alla determinatezza della Bolkan.

Qual è il tuo rapporto con la tv?

Anita Garibaldi” girato nel 2012 da Claudio Bonivento, è un personaggio storico quindi funziona sempre, “La grande famiglia 2 “è stata una bellissima esperienza, Riccardo Milani e’un regista che stimo molto. Il problema e’ che in tv si girano tante scene ogni giorno, i tempi sono stretti mentre in al cinema si gira una sola scena in un pomeriggio e si ha così più tempo per perfezionare il ruolo“.

Secondo te perché il cinema d’autore non trova grande spazio tra il pubblico rispetto al cinema  di facile consumo?

Non condivido il distinguo. Secondo me ci sono anche film che hanno successo lentamente e col passaparola, penso che il pubblico se coinvolto, possa apprezzare tutto, basta trasmettere emozioni durante la recitazione“.

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