TaoFilmFest-Matt Dillon: la gente, il documentario e la musica cubana

Le interviste di Globus Magazine per TaoFilmFest continuano. Oggi la parola a…Matt Dillon

 

Alla sua terza volta a Taormina, nota quanto siano cambiate le cose in Sicilia: “Prima c’erano gli orologi adesso siete tutti muniti di cellulare per controllare l’ora. Ma ciò che rimane immutato di voi siciliani è l’ospitalità e il calore” così Matt Dillon saluta i giornalisti durante la conferenza stampa del palacongressi per la sessantesima edizione del Taormina film Fest.

Figlio di immigrati irlandesi, nato a New York nel ’64, diventa celebre con “I ragazzi della 56ª strada (“The Outsiders”) e  Rustybil selvaggio (Rumble Fish), entrambi diretti da Francis Ford Coppola, “mentre Francis girava “I Ragazzi della 56 esima strada” pensò subito di realizzare “Rumble fish”, “Coppola era un Dio per noi attori giovani – afferma l’attore “Lui mi ha dato un iniezione di fiducia“.

Come si è evoluto il tuo personaggio da ‘ figlio di James Dean’  al poliziotto cattivo di “Crash”?

“Sono entrambi personaggi molto forti, ma diversi: mi ritengo fortunato perché sono cresciuto coi miei film; un buon attore deve trovare un personaggio, che non deve essere per forza ‘buono’ ma interessante. Io stesso studio il mio ruolo che deve intrigare lo spettatore, per questo incoraggio i giovani attori a studiare ed esercitarsi sempre. In ‘Crash’,  per esempio, il personaggio macho subisce un’evoluzione diventando buono, riscoprendo se stesso. Ma non è sempre così: spesso i personaggi non scoprono mai loro stessi, lasciando al pubblico il compito. Per me diventare attore significava proprio questo: girare lo specchio verso lo spettatore, non ho intrapreso questa carriera per esibizionismo, ma per versatilità.”

“Factotum” (2005 ,diretto da Bent Hamer)  è basato sul romanzo omonimo di Charles Bukowski, come ti sei approcciato a questo personaggio un po’ particolare?

 “Girando il film mi sono accorto che Bukowski era sensibile e aveva delle ambizioni: non era un  ubriacone debosciato come lo si descrive. La scoperta che un attore fa di un personaggio da interpretare è sempre personale e ricca di sorprese. Bukowski per me era una persona eccezionale e sensibile. Avere a che fare coi produttori spesso non ti fa accorgere che si crea un personaggio concentrandosi solo sulla parabola e basta, ma osservando dalla prospettiva dello spettatore si realizzano molte cose a prima vista futili.”

 L’attore ha appena finito di girare una serie di telefilm del regista M.Night Shymalan, considerato il nuovo David Lynch di Hollywood. ” Wayward Pines” , che sarà trasmessa nel 2015 dalla Fox, rievoca   “I segreti di Twin Peaks” ed è una trasposizione del romanzo del 2012 ” I misteri di Wayward Pines  di Blake Crouch.  Wayeard Pines è una serie televisiva statunitense che sarà trasmessa in midseason nel 2015 dalla Fox. La serie, rievocativa de I segreti di Twin Peaks, è una trasposizione del romanzo del 2012, I misteri di Wayward Pines (Pines) di Blake Crouch.

 Adesso l’attore si può dedicare anima e corpo al suo documentario “El grand Fellove”, dedicato all’omonimo musicista afro/cubano: “Un individuo dal talento brillante che ha cominciato a cantare jazz americano dell’epoca proprio come Ella Fitzgerald, spiega Dillon. “Andai 10 anni fa città in Messico con un amico per filmare, e spero di riprendere quelle immagini. Il lato positivo del documentario e’ che lo puoi cominciare, accantonare per un po’, abbandonarlo per poi riprenderlo”.

 “Conosci qualche regista italiano contemporaneo? Cosa pensi de ‘La grande bellezza?’

Sono molto amico con Pappi Corsicato e Gabriele Muccino, che stimo entrambi, e del film di  Sorrentino, ho apprezzato la frase di Tony Servillo in cui afferma di essersi reso conto che alla sua età, non può perdere tempo a fare cose che non gli vanno”.

 

Da questo attore, un tormentone: “Nei miei film, l’uomo è la cosa più importante

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *