In sviluppo un micro-robot che sarà capace di operarci

  • Somiglia nell’aspetto al batterio che veicola la malattia del sonno, ma si propone di essere un supporto straordinariamente efficace e rivoluzionario al mondo medico.

  • microbo
  • Sviluppato presso il Politecnico di Losanna in stretta collaborazione con il Politecnico di Zurigo un prototipo di micro-operatore, radiocomandato magneticamente, dalle fattezze di un microbo, permetterà a chi lo direziona di inviare medicine ed effettuare piccole operazioni, tutto dall’interno del corpo ospitante; così il futuro della chirurgia è sempre più vicino, ed ha un aspetto così piccolo che solo un microscopio sarà in grado di farcelo notare; quello che prima sembrava solo fantascienza da grandi blockbuster americani o da cartoni animati per bambini ora esiste e porta con sé delle aspettative non indifferenti. Questo piccolo gioiello di tecnologia è ancora un prototipo da testare, ma un prototipo a tutti gli effetti funzionante: lo riferiscono le immagini (in movimento) fornite dal Politecnico Federale di Losanna (Epfl) in collaborazione con il Politecnico di Zurigo (Ethz) su Nature Communications. I due centri di ricerca svelano il frutto della loro ricerca, un corpicino della grandezza di un batterio, un piccolo robot dalle dimensioni infinitesimali, tanto da poter essere accolto tra i nostri globuli e le nostre piastrine, all’interno delle arterie.

1920x1200

  • Il micro-robot sarà in grado di navigare nelle arterie grazie ad una tecnologia che non necessita di motori, bensì riesce ad essere radiocomandato dall’esterno tramite delle onde magnetiche che interagiscono con dei ricettori posti all’interno del microscopico corpicino di “idrogel“, un materiale non intrusivo per l’organismo che i due istituti definiscono soffice e leggero; per la forma ed i movimenti del loro piccolo chirurgo gli scienziati hanno preso come ispirazione il batterio che causa una malattia infettiva, la tripanosomiasi africana, meglio nota come malattia del sonno: con il suo gemello organico il robottino condivide non solo le movenze e le dimensioni, ma anche dei tratti caratteristici, un esempio è il meccanismo di sopravvivenza in corpi ospiti chiamato “flagello“, una coda retrattile che potrà essere comandata grazie al riscaldamento del robot tramite un laser. Il robot, riferiscono i ricercatori dei due istituti di Losanna e Zurigo, potrà essere incaricato di portare a termine “consegnedi medicinali che gioveranno all’organismo ospitante in settori specifici grazie ai radiocomandi e potrà anche ricoprire un ruolo di vero e proprio “chirurgo dall’interno” riuscendo a liberare le arterie da coaguli e altri problemi che bloccano la corretta affluenza del sangue.

    I progressi e gli utilizzi che la recente scoperta porterà a beneficio della sanità globale sono intuitivamente infiniti ma restano ancora molte incognite che vanno calcolate prima dell’effettivo utilizzo in campo medico: la compatibilità con i corpi organici e l’assenza totale di effetti collaterali sono gli obiettivi del team che è al lavoro sul prototipo; si è quindi ancora lontani dal gridare al miracolo ma i passi in avanti verso la nascita di un nuovo tipo di micro-chirurgia sono notevoli.
    Non ci resta che impugnare il microscopio e seguire con entusiasmo le imprese del micro-robot dalla forma di batterio, il piccolo prototipo porta sulle sue microscopiche spalle le grosse aspettative non solo dei suoi “genitori” scienziati ma anche di tutto il mondo medico e scientifico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *