Sting e Shaggy in Tour a Taormina. Accoppiata musicale vincente

Nello splendido scenario del Teatro Antico di Taormina gremito, Sting e Shaggy, come dire ruoli e spazi assegnati alla coppia musicale più inaspettata dell’anno 2018. NEG_7286 (Copia)

Il duo ha fatto tappa in Italia con una straordinaria serie di concerti nelle location più suggestive del nostro Paese: il 26 luglio alla Forte Arena di Santa Margherita di Pula (CA), il 28 all’Auditorium Parco della Musica (Cavea) a Roma, il 29 all’Arena di Verona, il 30 all’Etes Arena Flegrea di Napoli, per finire il 1 agosto al Teatro Antico di Taormina. Sia in coppia, che singolarmente sul palco, i due artisti hanno presentato alcuni brani dal loro comune album dal sapore reggae “44/876” e che portano in tour mondiale.

I due artisti sono stati accompagnati in tour rispettivamente dalla band di Sting formata da Dominic Miller (storico chitarrista), Josh Freese (batteria) e Rufus Miller (chitarra) e dai musicisti di Shaggy, Monique Musique (corista), Gene Noble (corista) e Kevon Webster (tastiera).

NEG_7161 (Copia)Dopo l’acclamato disco uscito nel 2016 – 57th & 9th – che segna per l’artista un ritorno al pop/rock dopo oltre un decennio, Sting ha pubblicato assieme a Shaggy un album dal sapore reggae dal titolo 44/876 (uscito in  aprile su etichetta Interscope/Universal), facendo anticipare il CD dal primo singolo “Don’t Make Me Wait”, un pezzo caratterizzato dai suoni caraibici che hanno influenzato entrambi gli artisti, presentato in Italia nella seconda serata della 68° edizione del Festival di Sanremo.

31086778_10155584256030292_3523654477456343040_oGordon Matthew Thomas Sumner di Wallsend – Newcastle (RU), conosciuto come Sting rocker dei Police, e Orville Richard Burrel, conosciuto con lo pseudonimo Shaggy, cantante e rapper giamaicano naturalizzato statunitense, quest’anno hanno collaborato all’album 44/876, dal nome dei codici di chiamata internazionali per i rispettivi paesi.

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Il Concerto

Sting e Shaggy sono riusciti a portare nelle vecchie mura di Taormina sonorità che mescolano perfettamente ritmi caraibici tradizionali e moderni con artigianato pop ed energia rock. Ottimo il sistema illuminante del palco e dell’orchestra.

NEG_6890 (Copia)Si parte quasi alle 22.00 con la famosa cover di Sting Englishman in New York, con Shaggy che all’occorrenza diventa uomo Jamaican e il pubblico in piedi a ballare già da subito. Sul palco i due sono in perfetta armonia, con grande affiatamento, senza far mancare tra un brano e l’altro note goliardiche, proprie dei 17 anni d’età che li separano.
Un grande feeling trasmesso alla gente che straripava il Teatro Antico, con un Fratello Shaggy ballerino per tutto il palco, braccia al cielo e mani battute a tempo, e uno Sting in grande forma, che curava i propri spazi condivisi.

Per Shaggy pietre miliari musicali come Angel, It Wasn’t Me, Strength of a Woman, Hey Sexy Lady, anche quando potrebbe sembrare sacrileghe, nel finale, le note di Roxanne mixate con la Shaggy-rappiana Boombastic, e rafforzata dal black-rapper corista Gene Noble.  NEG_7305 (Copia)

Tanti brani cover dei Police, che ci fanno capire come lo stesso trio fosse già reggaeniano da sempre:  Every Little Thing She Does Is Magic, Message in a Bottle, Walking on the Moon, So Lonely, Every Breath You Take.

Interessanti anche i brani di Sting presentati in cover durante il concerto: Love Is the Seventh Wave, Fields of Gold, If You Love Somebody Set Them Free, Shape of My Heart, Desert Rose.

NEG_7405 (Copia)La serata è andata avanti in un crescendo di festa, pubblico in delirio, Shaggy imprevedibile e sorprendente, Sting in autentico spolvero.

Il chiamato bis con Desert Rose appunto (Sting cover), It Wasn’t Me (Shaggy cover), Every Breath You Take (The Police cover), per finire con la bellissima e sdolcinata Jamaica Farewell, cover di Harry Belafonte, e la toccante Fragile di  Sting.

Teatro Antico pieno come non mai, un successo con un organizzazione perfetta.

NEG_7358 (Copia)Sting e Shaggy sono entrati in contatto grazie a Martin Kierszenbaum, attuale manager di Sting e ex responsabile A&R di Shaggy. I due hanno deciso di entrare in studio insieme dopo aver ascoltato un nuovo brano su cui Shaggy stava lavorando. In un primo momento il featuring prevedeva soltanto la registrazione di “Don’t Make Me Wait” ma i ritmi, i testi e le melodie hanno iniziato a fluire rapidamente tra i due esperti musicisti e il risultato è stato l’emergere di ulteriori nuove canzoni.

Sting, parlando dell’album a Helen Leicht prima del concerto di Philadelphia del 20 settembre: “È davvero una conversazione tra Shaggy e me. È una conversazione tra due ragazzi provenienti da parti del mondo completamente diverse, da culture completamente diverse, ma che si preoccupano delle stesse cose“. “La cosa bella di Shaggy – aggiunge Sting – è la sua spontaneità, il modo in cui può scrivere canzoni sul momento. Sono molto più riservato e cauto. Mi ha incoraggiato ad essere più spontaneo. E lo incoraggio a cantare di più, ha una bella voce! “. NEG_7335 (Copia)

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