Stancanelli, Messina e Bonaccorsi rispondono alle accuse del Sindaco Bianco

Il tema è quello del bilancio, del debito che, a Catania, supera il miliardo di euro, una conferenza di presentazione blindata, uno scollamento sempre più evidente tra la città e Palazzo degli Elefanti. L’accusa che il debito sia stato ereditato dalla precedente gestione non può che sollevare le reazioni dell’ex sindaco Stancanelli che rompe il silenzio degli ultimi anni per dire la sua e per rispondere alle accuse.

messina stancanelli

Una conferenza stampa indetta da Manlio Messina, capogruppo Fratelli d’Italia, che invita l’ex sindaco, l’avvocato Raffaele Stancanelli e l‘ex assessore al bilancio Roberto Bonaccorsi a rispondere alle accuse lanciate dall’attuale sindaco Enzo Bianco durante la conferenza di presentazione del bilancio della scorsa settimana con l’assessore Giuseppe Girlando. L’assessore ieri ha presentato i dati alla Corte di Conti di Palermo: “Presentiamo e difendiamo i nostri numeri anche se sono stati generati dalla precedente amministrazione”. 

“I numeri che presentiamo oggi non sono sicuramente degni di un comune virtuoso, ma non possiamo dimenticarci del passato“, commenta Girlando. “La macchina che ci è stata consegnata – continua l’assessore spingendosi in un paragone automobilistico – era senza benzina, con le gomme a terra e col motore quasi fuso. Certamente non può diventare una Ferrari in pochi giorni”.

La conferenza di questa mattina, dai toni moderati ma molto decisi, ha visto tornare a parlare l’ex sindaco Stancanelli chiamato in causa dall’assessore Girlando.

Non voglio parlare di aziende partecipate, di piani commerciali, di piano regolatore, del Tondo Gioeni, che già i catanesi hanno ampiamente e chiaramente commentato, ma sono qui, dopo anni di silenzio, per rispondere a delle accuse che né io né la mia giunta meritiamo”. Esordisce così Stancanelli che torna a Palazzo degli Elefanti dopo le ultime diatribe con l’attuale amministrazione.

“Noi la macchina l’abbiamo lasciata con il motore nuovo, le ruote gonfie, e abbiamo persino fatto benzina. Ma la macchina bisogna anche saperla condurla non solo esibirla!” attacca Stancanelli.

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“I comunicati del sindaco sono solo propagandistici: il sindaco dipinge una ringhiera; vestito da ciclista sul lungomare liberato; mentre inaugura semafori. Ma essere sindaco di una città significa amministrarla e non solo esibirla. Perché non era ieri alla Corte dei Conti accanto all’assessore Girlando a difendere questi numeri che stanno tanto esibendo?” continua.

Accuse chiare, dure e dirette che rompono un silenzio lungo tre anni. E di cose Stancanelli ne ha da dire: “Il sindaco che chiede collaborazione da parte di tutte le parti politiche perché demonizza  e criminalizza chi osa avanzare proposte ed idee diverse da quelle della giunta? Perché ci sono dipendenti comunali legati alla mia amministrazione, accusati di “collaborazionismo”, che oggi non possono più entrare a Palazzo degli Elefanti?”

“Noi siamo sempre stati disponibili alla collaborazione per l’interesse della città tutta” conclude.

Anche l’ex assessore al bilancio Roberto Bonaccorsi, come sempre con i modi pacati che lo contraddistinguono, rispedisce al mittente le accuse: “Non voglio fare una sterile guerra di numeri e cifre. Ma non è possibile affermare che questa situazione è figlia solo del 2013. Quando ci siamo insediati già c’era un gravissimo dissesto economico che abbiamo tentato in tutti i modi di risanare e in parte riuscendoci”.

Una guerra di numeri e un rimpallo di responsabilità che continueranno ad alimentare polemiche.

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