Spanish paradox. Una nuova ipotesi per spiegare il paradosso mediterraneo

Una nuova ipotesi per spiegare il Paradosso Mediterraneo.
Tante le differenze di mortalità coronarica.

 

Il Paradosso Spagnolo è un termine coniato per spiegare le differenze nella mortalità coronarica che si osservano nei diversi paesi europei, in particolare in Spagna, in Francia e in altri paesi del Mediterraneo. Numerosi studi se ne sono occupati e sono state avanzate molte ipotesi per spiegare tale fenomeno. L’alimentazione di tipo mediterraneo sembra in grado di diminuire la risposta infiammatoria post-prandiale rispetto ad altri tipi di alimentazione, e ciò contribuirebbe a spiegare la sua efficacia nel ridurre il rischio cardiovascolare (Camargo A, 2011). Altri autori hanno osservato, in un campione di soggetti non-mediterranei, che la Dieta Mediterranea riduce in misura significativa i livelli di proteina C reattiva (PCR) (p=0,03), e conferisce importanti vantaggi rispetto un regime alimentare semplicemente salutare, in particolare esercitando effetti benefici sulla progressione dell’infiammazione (Luciano M, 2011).
Ora, un nuovo lavoro, avanza l’ipotesi che prevede il ruolo essenziale dell’olio d’oliva e la sua interazione con diversi pattern genetici dell’enzima stearoil-CoA desaturasi, uno degli enzimi chiave del metabolismo lipidico. La conferma di quest’ipotesi potrebbe costituire la base per progettare strategie cliniche e di prevenzione di morbilità e mortalità cardiovascolare, nonché di riduzione di importanti fattori di rischio metabolici.

 

La Dieta Mediterranea modula gli effetti di polimorfismi dei geni connessi con l’obesità

Il gene per massa grassa e obesità (FTO) e il gene per il recettore melanocortina-4 (MC4R), sono i due più importanti geni associati al BMI (Body Mass Index) e, dunque, connessi con l’obesità. Per verificare se la dieta (in particolare la Dieta Mediterranea, DM) e l’attività fisica possono modulare l’associazione di polimorfismi a livello dei geni MC4R e FTO con il peso corporeo, e studiare la loro relazione con l’alcol e l’assunzione di cibo, sono stati valutati 7.052 soggetti ad alto rischio cardiovascolare, tramite questionari validati e determinazione dei geni MC4R rs17782313 e FTO rs9939609.

È stato altresì osservato che, in soggetti con 3 o 4 alleli a rischio, una più elevata aderenza al modello alimentare mediterraneo era in grado di modulare la predisposizione genetica (p = 0,502) e mostravano un minor BMI (p = 0,021) rispetto ai loro omologhi con minore aderenza alla DM. L’attività fisica e un’alimentazione di tipo mediterraneo sono dunque in grado di modulare gli effetti sull’obesità di polimorfismi dei geni FTO e MC4R.

(extract Nutrition & Health Journal Club – Salute)

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