Sogno e immagine in un interessante libro

Lo psicanalista Ferdinando Testa approfondisce la ampia tematica sul filone junghiano: presentazione sabato 14 dicembre alla Biblioteca Civica di Catania

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Per parlare dell’ultimo libro del Professore Ferdinando Testa, “La clinica delle immagini, sogno e psicopatologia”, Moretti e Vitali editore, bisogna prima capire chi è l’autore. Ci si aspetterebbe di trovare un dottorone intriso di mutria e scienza universitaria imbastita di arroganza e perbenismo accademico: invece Ferdinando, detto Nando dagli amici, Testa è persona allegra, cordiale, brillante nella sua napoletanità creativa miscelata alla lunga permanenza in Sicilia, che ha forgiato nell’alambicco alchemico una personalità multiforme e densa dei filoni fecondi “delle Sicilie”, per dirla con la storia degli ultimi due secoli. Psicanalista junghiano e conosciuto a livello internazionale per i suoi studi e gli incontri pubblici sul significato del Sogno nelle patologie comuni dei pazienti che cura in modo pedissequo e intenso, così egli descrive il suo libro: “Questo volume, nasce dalla mia passione e dalla conoscenza per il mondo della Psiche, dall’incontro con la sofferenza dei pazienti e dal non senso che ogni disagio psicologico comporta, ma anche dai germogli di vita nati e cresciuti lungo il processo dialogico, dialettico, con la consapevolezza che ogni sofferenza racchiude una perla di arricchimento interiore e collettivo.”

L’indagine si fa vissuto, nel dialogo, nella scoperta anzi ri-scoperta della coscienza del Sè, quella parte oscura che per i seguaci di Freud ha un solo sbocco mentre nella corrente mistica ed esoterica della filosofia di Carl Gustav Jung, come del suo allievo James Hillman -a cui esplicitamente si rifà il percorso dello studioso e scienziato Testa- è ampliata nella lettura dei Sogni come catarsi psicopatologica realizzata nelle immagini. Una paziente del nostro psicanalista porta un gomitolo di lana, in una seduta: da lì si dipana un filo, la cui corrente è lo scopo del grande Viaggio, che il volume in questione non svolge perchè suggerisce, al lettore che vorrà, di compiere. Chi infatti s’immette in genere nella lettura di un libro lo fa con la coscienza di compiere un viaggio, lungo o breve che sia, per conoscere qualcosa dell’altro, che è a noi ignota. Indi un percorso dalla tenebra alla luce.

nando testa

Naturalmente l’indagine della natura onirica dell’Uomo è antichissima, già nei templi sacri ad Esculapio essa si svolgeva, con la conseguenza che dormire all’interno di essi (uno ve ne è ancora in quel della vecchia Girgenti) e sognare un cane, equivaleva alla catàrsi salvifica a cura del Dio. Mòrti e apparentemente sepolti per sempre gli antichi dèi (“o Egitto o Egitto”, cantava il Corpus Hermeticum, “i tuoi dèi sono abbattuti e più non torneranno sulla terra, ma la loro voce resterà”) il Cristianesimo che vi si sovrappose, ha nei primi secoli accolto il Sogno come mandàla, come lettura: salvo poi respingerla in quanto pericolosa deriva eretica verso una non comprovata coscienza e gestione di essa. Solo l’Uomo libero però, e con esso la Donna che lo completa (affermava un saggio che fu l’ultima vittima della Santa Inquisizione) può scegliere il cammino. Solo chi ama può abbattere i “muri” interiori (l’assenza di dialogo, il non riconoscere un sentimento che mai tramonta…), perchè solo chi ama è veramente libero.

Vero è, come recentemente ci si disse, che non tutti i Maestri sono lieti di assistere e aiutare gli allievi nel miglioramento e a volte, ostacolano il percorso: ma codesti, Maestri non sono, mentre chi segue Amore anche a distanza, anche nel chiuso del proprio tempio, ha raggiunto la Luce e può vederla riverberata nel cuore dell’Altro\Altra, in pieno segreto che è poi il midollo della realtà mistica.       E lo spartiacque dello scrittore e psicanalista Jung, accompagnato da molti amici, tra coloro vi fu anche l’insigne Hermann Hesse, non rimane solo nel sogno e letteratura ma nel focalizzare l’intiera impostazione dei problemi del “paziente”, per comprenderne la portata onde guarirlo. Altrimenti si tornerebbe ai sogni biblici di Giuseppe, venduto dai fratelli e poi da essi venerato come da profezia, in seguito alla sua elevazione a Visir da parte del Faraone d’Egitto.

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Così dichiara Ferdinando Testa a proposito della spirale, uno dei simboli archetipici che accompagnano la trama del volume: ”L’immagine della spirale richiama a quel movimento, lento, armonico della psiche, di salire e di scendere, di ripercorrere l’eterno cammino con la consapevolezza psichica dell’elemento trasformativo che si presenterà. In questo senso ciò permette di recuperare la fiducia nell’immagine della Sigizia, l’unione di Anima e Animus, esperienza che permette al terapeuta di essere, deo concedente, l’abile nocchiero di una nave in un mare tempestoso.”

Il libro sarà presentato dall’autore nonché dal Presidente della Associazione Mani Amiche ONLUS, Dottor Salvatore Pulvirenti, insieme alla direttrice delle Biblioteche Riunite “Civica e Ursino Recupero” Dottoressa Rita Angela Carbonaro, nel refettorio piccolo dell’ente, in via Biblioteca a Catania, sabato 14 dicembre alle ore 9,30.

                                                                                         

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