Sociale, dispersione scolastica e disagio socio-economico, al via a Catania il progetto “C’Entro – Anch’io a scuola”

Contro la dispersione scolastica e l’emarginazione sociale di migliaia di giovani in gravi condizioni di disagio il progetto “C’Entro – Anch’io a scuola”. Il Consorzio Il Nodo capofila, 32 partner tra cui 11 istituti scolastici e 8 comuni della provincia di Catania

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Verrà presentato a Catania, giovedì 14 febbraio, ore 11, nella Sala Giunta di palazzo degli Elefanti Il progetto C’ENTRO – Anch’io a scuola, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile” e vede il coinvolgimento di 32 partner, tra cui 11 istituti scolastici e 8 comuni della provincia etnea con il Consorzio Il Nodo ente capofila.

Saranno presenti, il sindaco di Catania Salvo Pogliese, gli assessori comunali Giuseppe Lombardo, ai Servizi Sociali, e Barbara Mirabella all’Istruzione, il presidente del Consorzio Il Nodo, ente capofila, Fabrizio Sigona, il direttore del progetto Gabriele Spina, i referenti delle quattro aree territoriali Luigi Gravina (Polo Calatino), Agata Lopes (Polo SudSimeto), Glauco La Martina (Polo Catania 2), i sindaci dei comuni partner.

Il progetto C’entro – Anch’io a scuola avrà una durata di 30 mesi, durante i quali metterà in campo, con il sostegno di 200 insegnanti delle scuole e 35 operatori, una serie di azioni destinate a 2500 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, appartenenti a famiglie in condizioni di povertà assoluta o relativa, minori immigrati di prima e seconda generazione e minori stranieri non accompagnati e 300 famiglie con specifiche peculiarità di disagio segnalate dai servizi sociali (famiglie disgregate, monoparentali, genitori disoccupati o in stato di detenzione).

Il Progetto Centro – Anch’io Scuola, individua quattro poli di intervento: Catania 1 e 2, che comprendono i quartieri Barriera, Canalicchio, Librino, San Giovanni Galermo e il quartiere Piazza Dante di Acireale, i poli Sud Simeto e Calatino, che riuniscono i territori di Paternò, Belpasso, Biancavilla, Ramacca, Palagonia e Castel di Iudica.

Territori in cui emerge chiaramente la forte correlazione tra povertà materiale ed educativa che determinano forme di marginalizzazione sociale, dove si riscontra l’alta incidenza del fenomeno della dispersione scolastica, che si attesta intorno al 26%, e l’insistenza di grosse difficoltà socio-economiche che incidono negativamente sul livello di qualità della vita, soprattutto dei giovani.

Più d’uno gli obiettivi specifici: dal ridurre la dispersione scolastica e garantire l’inclusione sociale, all’integrare il ruolo educativo della famiglia e della scuola intervenendo sui problemi comportamentali, relazionali, emotivi e cognitivi che provocano difficoltà di apprendimento. Coinvolgere le famiglie nel percorso scolastico dei figli significa rafforzare il loro ruolo educativo e più in generale rafforzare la “comunità educante” composta da famiglie, scuola e le altre figure coinvolte nella crescita dei ragazzi.

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