Il Sindaco Pogliese al convegno sullo sbarco in Sicilia: “Rilanciare il turismo storico, ricchezza della nostra terra”

Il nuovo Sindaco di Catania Onorevole Salvo Pogliese, ha inaugurato alle Ciminiere -ove sorge il Museo dello Sbarco in Sicilia, voluto da Nello Musumeci allora Presidente della Provincia- il convegno sul 75° anniversario della “Operazione Husky”

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“Rilanciare il Museo dello Sbarco, una delle realtà più belle che abbiamo, e inserirlo nel circuito del turismo a Catania ed in Sicilia, particolarmente il turismo storico militare che conta molti interessati: non è pensabile un numero di cinquemila visitatori annui per questa bella struttura, escludendo le scolaresche, quando il museo di Caen in Normandia ne conta oltre trecentomila: Catania come Comune e città metropolitana farà la sua parte col mio impegno personale per costruire un cammino di grande valorizzazione turistica che va oltre anche questo importante evento di oggi e quelli che seguiranno”.

Con queste parole, vibranti di entusiasmo (anche per la passione personale per la Storia che lo caratterizza), il nuovo Sindaco di Catania Onorevole Salvo Pogliese, ha inaugurato alle Ciminiere -ove sorge il Museo dello Sbarco in Sicilia, voluto da Nello Musumeci allora Presidente della Provincia- il convegno sul 75° anniversario della “Operazione Husky”, ossia lo sbarco degli Anglo-Anmericani nell’Isola che costituisce pagina essenziale della seconda guerra mondiale. Fortemente voluto da Pogliese (che cinque anni fa per il settantesimo ha organizzato analoga manifestazione), il convegno ha visto la partecipazione dell’Assessore al Turismo della Regione Siciliana Sandro Pappalardo, del Magnifico Rettore dell’Università di Catania prof. Francesco Basile, del Comandante dell‘Esercito in Sicilia Generale Minghetti, del giornalista e storico Ezio Costanzo (il quale con le sue pubblicazioni ha promozionato molto la struttura e divulgativamente dato un importante contributo, che continuerà in modo concreto), nonché autorità civili e militari, molti esponenti della giunta comunale ieri insediatasi, il Comandante del CEDOC di Catania Colonnello Privitera, associazioni combattentistiche e d’arma (Aeronautica, Associazione Nazionale del Fante di Catania  e altre),  gli storici Lucio Villari e Andrea Ungari i quali hanno nei loro interventi apportato elementi essenziali per la comprensione e l’inquadramento storico del fatto; così il breve video curato dal collega Costanzo ha mostrato quanto le coste tra Gela e Licata siano altresì ricche di costruzioni militari italo-tedesche abbandonate ma che devono essere riprese e curate per costituire volano di lancio per la conoscenza storica del territorio siciliano.

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“Il Museo dello Sbarco in Sicilia”, ha proseguito Pogliese, “sarà presente con uno stand a Milano al convegno sui musei storici: vogliamo impegnarci con una scelta prioritaria perché si devono individuare dei settori specifici che il turista può e deve conoscere al massimo, come accade a Malta, che è un esempio in quanto piccola isola ma che conta ben 14 milioni di turisti: noi dobbiamo impallidire se paragoniamo il nostro immenso patrimonio artistico culturale, che tutti ci invidiano, cercando come amministrazione di dare il massimo perché il turista si fermi e apprezzi le nostre ricchezze”.    Sullo stesso tono l’intervento dell’Assessore Pappalardo, che ha assicurato la sinergia completa della Regione Siciliana al fine di cooperare per il rilancio del turismo in questo settore, rivendicando “come un obbligo che non esige ringraziamenti, perchè è specifico compito della Regione” il contributo anche economico al rilancio del Museo e delle attività connesse; “La Regione”, ha precisato Pappalardo, “sta riaprendo tutti gli infopoint a Catania, il prossimo all’aeroporto, i quali erano stati inspegabilmente chiusi: ciò faremo con grande determinazione, non si può chiedere informazione turistica al tabaccaio, deve essere l’ente pubblico a darla”.

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Approva ed è in consonanza l’Università, con la parola del Rettore Basile: “È una opportunità non frequente di essere sulla stessa linea di pensiero tra Comune, Regione e Università”, ha egli affermato, “per cui proporrò un gemellaggio tra i nostri siti storici e museali e il Museo dello sbarco, affinché non solo gli studenti, di cui sono il referente, ma anche i turisti possano conoscerne al meglio e apprezzarne le potenzialità”.

Ricordiamo che la cosiddetta “Operazione Husky” del dieci luglio 1943, con lo sbarco in Sicilia di oltre cento ottanta mila uomini americani inglesi canadesi australiani e delle colonie, costò molto sangue agli allora nemici (l’Italia faceva parte dell’Asse) poiché le quasi eguali forze italiane e germaniche, contrariamente alle previsioni del Premier inglese Churchill e del Presidente USA Roosevelt, contrastarono incisivamente, dopo la facilità degli approdi nelle coste gelesi, licatesi ed ad Avola e Pozzallo, l’avanzata delle truppe Alleate (le quali commisero diversi errori anche di ubicazione dei siti poiché molti militari morirono anche per motivi futili): se entro il luglio la linea Patton avanzò a Palermo conquistandola (e ivi nacque il primo quotidiano dell’Europa libera, “Sicilia Liberata”, diretto da giovani giornalisti del POW, tra cui un ebreo che poi diverrà famoso, Ugo Stille) verso Catania la facile “camminata” alleata si infranse al Ponte di Primosole, ove la tenacissima resistenza del Regio Esercito Italiano (tra gli ufficiali che pugnarono l’allora Maggiore Nino Bolla, poi capo ufficio stampa del governo brindisino; giornalista monarchico, nel dopoguerra scrisse un fondamentale resoconto della battaglia) e della divisione Goering della Wermacht, solo ai primi di agosto ritiratisi su per le strade dell’Etna da Bronte a Randazzo, permisero l’occupazione di Catania; furono salvati oltre centomila militari attraverso lo stretto di Messina mentre la battaglia doveva infuriare sul Continente. L'”Operazione Husky” fu politicamente il colpo mortale che permise, alla Monarchia italiana già convinta, la caduta del regime fascista e l’avvento del governo tecnico del Maresciallo Pietro Badoglio, che ci porterà all’armistizio e a salvare il nucleo fondante dello Stato, schierandosi con la compagine Anglo-Americana.

Gli eventi del Museo dello Sbarco continueranno con mostre fotografiche, esposizione di mezzi storici, di modellismo, presentazione di foto inedite e libri, da luglio a dicembre.

                                                                                   

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