Silvio Berlusconi condannato a tre anni per corruzione

Silvio Berlusconi e l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola condannati  a tre anni per concorso in corruzione nell’ambito del processo sulla presunta compravendita di parlamentari che causò la caduta del governo Prodi nel 2008. Il cavaliere:“Prendo atto di una assurda sentenza politica al termine di un processo solo politico costruito su un teorema accusatorio risibile”  

 

Luglio di sfiga per Berlusconi che già un anno fa di questi tempi, sebbene assolto maldestramente per fatti gravi, era già dal punto di vista giudiziario un condannato definitivo, quindi incandidabile.

E per giunta in attesa del processo di Napoli che arriva proprio in queste ore.

L’ex premier è stato condannato a tre anni di carcere per corruzione in concorso con Valter Lavitola, condannato alla stessa pena. Il collegio ha deciso anche una pena accessoria di 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per entrambi.

Una sentenza che “farà giurisprudenza perché è il primo caso in cui si affronta il tema della corruzione parlamentare“ ha sottolineato Il pm Fabrizio Vanorio.

Decisione presa dai giudici della I sezione penale del Tribunale di Napoli, nell’ambito del processo sulla presunta compravendita di senatori che causò la caduta del Governo Prodi nel 2008. Capo d’accusa del processo il presunto  versamento dell’ex presidente del Consiglio di tre milioni di euro per comprare il senatore Sergio De Gregorio con l’obiettivo di indebolire o far cadere il governo Prodi.

De Gregorio, eletto con l’Idv di Di Pietro e poi passato nel centrodestra proprio mentre diventa presidente della Commissione Difesa con i voti del centrodestra, vota “no” alla fiducia alla legge finanziaria e confessa la verità: “Due milioni li ho avuti in nero, il resto come sostegno al mio movimento“. «Ho accettato un patto scellerato che non rifarei più». Intermediario e “postino“: Valter Lavitola.

Una confessione che ha permesso a De Gregorio di evitare il carcere e di patteggiare la pena ad un anno e otto mesi di reclusione. Un processo che ha visto sfilare numerosi politici dell’epoca. 

Berlusconi condannato a risarcire i danni al Senato della Repubblica che si era costituito parte civile dichiara: “Prendo atto di una assurda sentenza politica al termine di un processo solo politico costruito su un teorema accusatorio risibile. Resto sereno, certo di aver sempre agito nell’interesse del mio Paese e nel pieno rispetto delle regole e delle leggi, così come continuerò a fare “immagine di protagonista della politica”. E aggiunge: “Non commento le sentenze. Prendo atto delle sentenze”.

E’ una sentenza che riteniamo clamorosamente ingiusta e ingiustificata” -commentano Ghedini e Carabona, legali del cavaliere-   “che cadrà in prescrizione il 6 novembre 2015”. Considerati i 90 giorni previsti per il deposito delle motivazioni e i 45 per l’impugnazione in appello, il verdetto non diventerà mai esecutivo. Anche se gli avvocati sottolineano che proporranno appello chiedendo ai giudici di secondo grado una assoluzione nel merito.

Le dichiarazioni:

Il pm Alessandro Milita:

Una vicenda che resterà nei libri di storia e servirà come monito per il futuro. Qui abbiamo potere economico che acquistare le persone per sfruttarne le funzioni e dirigerne il voto

Lavitola: “Sono stato corriere inconsapevole. Mi si accusa di avere portato mezzo milione di euro a De Gregorio in un pacchettino. Io ho dato questi soldi black, ma sono stato solo un postino, non conoscevo la ragione del pagamento”.

Romano Prodi: “Se ne parlava, ma io non sono mai stato informato, C’erano delle voci, ma, come dissi al giudice, non ne sapevo nulla. Se lo avessi saputo sarei ancora presidente del Consiglio”.

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