Silvia Nicoloso, musical performer: talento siciliano oltreoceano

La redazione ha intervistato Silvia Nicoloso, catanese, interessante attrice e performer nei teatri americani, protagonista nel suo ultimo spettacolo USA, Monster Stomp. S.Nicoloso

Uno dei nostri più grandi crucci è sempre stato quello di vedere talenti nostrani volare in paesi stranieri. Molto spesso ci chiediamo perché i nostri giovani sono spesso propensi ad avventurarsi altrove pur di seguire il loro sogno.

Lo abbiamo chiesto a Silvia Nicoloso, catanese, promessa del teatro musicale, che ha deciso di lasciare la Sicilia nel Novembre del 2013, per seguire il sogno di diventare attrice di musical o per la precisione: Musical Theatre Performer.

Grazie alla collaborazione con la “New York Film Academy​”, dopo la laurea a Catania, si è specializzata direttamente nella grande mela per realizzare il suo sogno!

S.N.4Cosa ti ha spinto a lasciare la Sicilia per gli Stati Uniti D’America?

Sicuramente l’ amore infinito che nutro per il teatro musicale, tanta forza di volontà e tanto coraggio. Amo la mia terra, è meravigliosa, piena di meraviglie e talenti. Ma quando si tratta di opportunità purtroppo ho dovuto fare i conti molto spesso con produttori non disposti a pagare per il mio servizio.
Si perché intrattenere, così come ogni altro lavoro, è un servizio che noi attori svolgiamo con passione, dedizione e disciplina. Ogni performance è frutto di sacrifici ed ore di prove, sia che si tratti di un concerto che di uno spettacolo musicale. Così ho deciso di voler intraprendere questa carriera a livello professionale. S.N.3
Negli Stati Uniti c’è un sindacato per gli attori chiamato Actors Equity, una volta entrati a far parte della Union gli attori vengono tutelati e devono ricevere un minimo salario per ogni servizio offerto.
Questa è una delle motivazioni che mi ha spinto a volare oltreoceano: il fatto che essere un attore qui viene considerato un lavoro e rispettato in quanto tale. Poi ovviamente altre motivazioni sono da ricercare nella mia assoluta passione nel viaggiare e voler imparare da altre culture.
Essere fluente in due lingue non è sicuramente semplice ma mi ha aiutato a guardare la vita di tutti i giorni sotto una diversa prospettiva. Mi ha fatto riflettere su come determinate cose che magari vengono date per scontato, non lo sono per nulla. La pronuncia di determinate parole in inglese, i diversi accenti nella stessa lingua inglese, quello slang che si utilizza per determinate espressioni colloquiali.IMG_4836

Raccontaci come è stata la tua esperienza di integrazione nella culture americana.

Devo dire che la culture americana è completamente diversa da quella europea e nonostante abbia sempre nutrito ammirazione nei confronti di quest’ultima, devo dire che mi sono trovata bene nel corso della mia avventura americana.
Gli americani, sono un popolo che in confronto a noi può avere meno bagaglio storico, artistico e culturale ma sicuramente sa cosa vuol dire lavorare sodo e premiare chi ha talento e investe tutto se stesso in qualcosa.
La strada ovviamente è tortuosa, ma se hai talento e sei disposto a lavorare sodo le opportunità arriveranno e così le soddisfazioni. Una cosa che mi ha sempre stupito inoltre è che la gente qui non si spaventa a promuovere e creare il proprio lavoro.
Mi spiego, nel campo artistico, gli artisti emergenti che creano lavoro originale sono moltissimi, e ai loro progetti, seppur nuovi e sconosciuti, viene sempre data una opportunità.
TeamPer quanto riguarda la lingua, per quanto possa sembrare semplice “parlare inglese”, posso sicuramente affermare che c’è una bella differenza nel saper intrattenere una informale conversazione ed essere in grado di avere a che fare con la lingua di ogni giorno, sbrigare faccende, ed essere in grado di comunicare in un ambiente formale.
Io l’ho scoperto sulla mia pelle, ma se si è disposti ad affrontare la sfida i risultati daranno soddisfazioni e adesso posso finalmente dire di essere bilingue.

IMG_4837Quali sono le esperienze artistiche che piú ti hanno dato soddisfazioni?
E perché?

Onestamente ogni esperienza artistica merita riconoscimento seppur breve. Ma sicuramente ci sono tre lavori che mi hanno formata e aiutato a crescere come artista e persona: lo spettacolo In The Heights, la promozione di Hairspray Live e il mio ultimo lavoro come protagonista Mary Jane in Monster Stomp.
In The Heights è uno spettacolo (andato in scena a Brooklyn) che racconta la storia di un particolare quartiere di New York chiamato Washington Heights dove la maggioranza degli abitanti è di nazionalità sud americana. È dunque la storia di una comunità di immigrati di prima e seconda generazione, è anche la storia di lotte contro il pregiudizio e celebrazione della propria cultura.
Questo spettacolo mi ha formato tantissimo perché è stato la mia prima esperienza professionale negli Stati Uniti. La prima volta in cui ho avuto l’onore di esibirmi con artisti che adesso sono in Hamilton (il fortunato musical) o in produzioni nazionali.
Non solo mi sono ritrovata ad essere parte di una meravigliosa storia da raccontare ma ho imparato cosa vuol dire lavorare in un ambiente professionale.
HairsprayHairspray Live è stata una delle esperienze più divertenti in assoluto. Promuovere uno spettacolo del genere in TV mi ha fatto aprire gli occhi su come il mondo della televisione è diverso dal teatro.
Mi ricordo di aver danzato sulle note delle stessa coreografia fino a quando i miei piedi erano completamente distrutti!
IMG_4838E per quanto riguarda Monster Stomp, che dire, sicuramente una esperienza che mi ha aiutato ad acquistare fiducia in me stessa per riuscire a tenere il palco da protagonista. Ho avuto la fortuna di incontrare un meraviglioso cast creativo e tecnico, con cui mi sono trovata completamente a mio agio.
Ho avuto l’opportunità di cantare canzoni stupende e sicuramente tecnicamente molto complicate, recitando e ballando allo stesso tempo. Sicuramente una esperienza che rimarrà indelebile.

Un ultimo consiglio per chi si cimenta nel teatro musicale.

Che siate in Italia, Europa o America, un consiglio che posso dare è non smettere mai di imparare. Ogni giorno è un’ opportunità per provare un nuovo stile di danza, o approfondire e consolidare la tecnica vocale in cui ci sentiamo più sicuri. E tanta tanta pratica, dedizione, e positività.

S.Nicolosi2Salutiamo Silvia, che avevamo conosciuto nella splendida performance siciliana del musical su Evita, con la speranza di rivederla presto in Europa e perché no, anche in Italia, non solo da turista, magari attrice di un bel film o protagonista nel Fantasma dell’Opera di Gaston Leroux, nella versione musicale di Lloyd Webber …a gentile richiesta! 

SilviaBioHistory

Silvia Nicoloso, catanese, ha frequentato l’Istituto Classico Mario Cutelli ed Economia presso l’Università di Catania.
Ha mosso i primi passi come vocalist e musical dancer, diplomandosi poi, con l’Accademia Internazionale del Musical di Catania (Evita, Cabaret, …), con la supervisione del M° Enrico Sortino, per poi trasferirsi in USA nel 2013 per frequentare il college universitario del Broadway Dance Center, New York.
Attualmente è Lead vocalist presso Busch Gardens Williamsburg. Interna presso A Corona Works e FINI DANCE. Performer presso The Kimmel Center for the Performing Arts.

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Keith Jones presentatore televisivo di NBC10 (Emmy regionale e premio Edward R. Murrow) con Silvia alla presentazione dell’evento di Hairspray Live sul canale regionale, prima di andare in TV nazionale su NBC.

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