Sicilia, nuovi percorsi terapeutici per il tumore al seno

Nasce una rete sinergica di collaborazione nella nostra regione, con lo scopo di ideare percorsi terapeutici innovativi per le pazienti affette da cancro alla mammella. 

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Dopo anni di trepidante attesa anche la Sicilia presenta il “Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale” per le donne che si ammalano di tumore al seno e stabilisce un modello univoco per il trattamento di questo tipo di neoplasia, che avrà validità sul territorio nazionale nella sua interezza. Nasce così una rete sinergica di collaborazione nella nostra regione, con lo scopo di ideare percorsi terapeutici innovativi per le pazienti e di potenziare le strutture che si occupano di diagnosi precoce e di monitoraggio di uno dei tumori con maggiore tasso d’incidenza sulla popolazione femminile. Si offrirà alle pazienti la possibilità di curarsi nella propria città, con la certezza di essere supportate e monitorate da eccellenti professionisti del settore e con i medesimi percorsi diagnostico-terapeutici messi in atto nel resto dell’Italia.

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Evitare la cosiddetta “mobilità passiva” che rappresenta un non indifferente esborso di denaro non solo per le pazienti e per le loro famiglie ma anche per la regione Sicilia è uno degli scopi principali del PDT che lancia l’hashtag #maipiùviaggidellasperanza.


La Sicilia si adegua dunque ai parametri nazionali, colmando il divario con le altre regioni d’Italia che vedeva l’Isola come l’unica a non aver attivato un percorso efficace ed omogeneo.

A livello siciliano la creazione del PDTA è il risultato dell’impegno della commissione designata dall’Assessore alla Salute Ruggero Razza e guidata da Francesca Catalano, direttrice dell’Unità di Senologia del Cannizzaro di Catania.
Proprio da parte di quest’ultima ci è stata gentilmente concessa una breve intervista, al fine di chiarire alcuni punti di questo meraviglioso traguardo sanitario, raggiunto dalla nostra regione.

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Dott.ssa Catalano, definisca in maniera semplice la peculiarità del PDTA

“Il PDTA deve essere il medesimo in tutta Sicilia ma anche a livello nazionale ed oltre, in modo da garantire assistenza alle donne affette da tumore al seno al fine di curare tale patologia, anche nella propria regione di provenienza con la sicurezza di ottenere assistenza e supervisione da parte di un personale esperto e qualificato e con protocolli condivisi”.

Oltre al Cannizzaro quante e quali altre strutture in Sicilia sono state identificate nel territorio siciliano come HUB per le patologie mammarie?

“I Centri HUB di eccellenza della rete senologica sono sette, alcuni nell’ambito della chirurgia generale dei presidi ospedalieri l’ARNAS Civico di Palermo, l’Azienda Villa Sofia-Cervello di Palermo; l’Azienda Policlinico di Palermo; il Policlinico di Catania, l’Ospedale Cannizzaro di Catania e i presidi ospedalieri di Taormina, Gela e Ragusa. Ma saranno individuate altre strutture, identificabili negli SPOKE e nei centri privati convenzionati”.

Cosa si intende per Centri SPOKE?

“I centri SPOKE sono delle strutture che possono erogare delle prestazioni, anche di carattere diagnostico strumentale, alle pazienti che spontaneamente si presentano presso i nostri centri per effettuare un esame mammografico, ecografico oppure un approfondimento. A loro volta possono essere collegati con i precedentemente citati centri HUB per condividere la casistica ma anche in casi più particolari, che richiedono una maggiore attenzione come ad esempio il delicato tema della ricostruzione mammaria”.

A quanto ammonta la media annuale delle donne che si ammalano di tumore al seno nel territorio siciliano?

“La media annuale è pari a 3500 nuovi casi l’anno in tutto il terriotorio ed a tal proposito l’obiettivo dell’Assessorato alla Salute è quello di offrire delle cure complete alle donne che si ammalano di tumore al seno, per evitare la cosiddetta “mobilità passiva” che rappresenta un non indifferente esborso di denaro non solo per le pazienti e per le loro famiglie ma anche per la Regione Sicilia che chiaramente deve coprirne i costi”. 

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