“Sicilia mia che ogni volta che ti dipingo gli occhi mi brillano”

Sabato 23 febbraio al CENTRO DIURNO ANZIANI di San Gregorio di Catania taglio del nastro  dell’ Assessore-Vice Sindaco Sebastiano Sgroi per la mostra “Il calore del colore”

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La mostra di dipinti ad acquarello di Rossana Motta è stata inaugurata con grande compartecipazione dei presenti sabato 23 febbraio al CENTRO DIURNO ANZIANI di San Gregorio di Catania con il Taglio del nastro da parte dell’ Assessore-Vice Sindaco Sebastiano Sgroi.

La mostra ha richiamato l’attenzione di chi vive il mondo in modo empatico, intenso, creativo, di chi riesce a porre l’accento sull’importanza stessa del valore di ogni essere umano.

Non a caso l’artista, Rossana Motta ,con il sostegno del Vice- Sindaco Seby Sgroi ha organizzato il vernissage nel centro diurno per anziani, un modo per coinvolgere attraverso l’arte e i suoi colori chi ormai vive di ricordi, chi probabilmente ha ingiallito la propria memoria ed ha bisogno di una ventata di energia di vita.

Questa mostra rappresenta anche un caso in cui la politica non diventa dibattito ma unione di intenti, proposte sociali atte a sostenere il prossimo anche attraverso l’aiuto dell’arte e della cultura, come sostiene il Vice-Sindaco Seby Sgroi sensibilmente interessato alle tematiche sociali.

Parliamo un po’ dell’Artista …

Rossana Motta è nata e vissuta a Catania 43 anni fa, la sua formazione è prevalentemente classica e giuridica. Le sue passioni principali sin da giovanissima sono lo sport, la musica e il contatto con la gente, è una donna che si definisce sociale e spontanea, e proprio per questo non è riuscita ad integrarsi al meglio nel paese dove vive da cinque anni con suo figlio, ovvero Stoccolma.
Ha scoperto l’amore per la pittura da adulta e sin dal principio ha usato la tecnica dell’acquarello su Canvas per esprimersi . La sua esigenza di artista nasce dal fatto che insegnando a scuola a bambini speciali con autismo, tra cui sui figlio Stelio, ha sviluppato l’idea di rendere il mondo attraverso i suoi dipinti più comprensibile ai bambini affetti da autismo.

Rossana Motta intende manifestare attraverso i suoi quadri un pensiero di positività utilizzando colori vivaci, luminosi, allegri che avvolgono l’animo di chi li osserva.

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Qual è la definizione che daresti di te stessa come pittrice?

Per me è facile dipingere in modo chiaro e comprensibile, quando dipingo esprimo me stessa e non ho mai avuto problemi ad essere spontanea e diretta in ciò che penso, dico, scrivo ed esterno attraverso la mia arte. L’esigenza di dipingere regolarmente, fino a organizzare 3 mostre a Stoccolma e adesso qui nel mio paese di origine (che pur con tutte le pecche che lo caratterizzano, amo immensamente), è nata da una mancanza di relazioni interpersonali, dovuta alla differenza di cultura tra la Svezia e il nostro paese, dunque dalla voglia di colmare un vuoto nel quotidiano.

Cosa vuoi trasmettere con la tua arte?

Dipingere è anche un modo per trasmettere ai miei interlocutori un modo ottimista di vivere la vita, nonostante tutte le difficoltà ed ostacoli che essa presenta. La scelta di usare i colori forti è probabilmente dovuta al mio lavoro e quotidianità insieme a bambini e ragazzi speciali, che hanno bisogno di una comunicazione visiva ad immagini colorate dai contorni ben definiti.

Ti consideri una pittrice naif?

Non mi sono mai definita una pittrice naif, anzi quando le prime persone che ho interpellato a dare un parere ai miei quadri, affermavano che lo stile è quello del naif. mi dispiacevo, perché a me non piacciono le categorizzazioni. Che strano eh? Proprio io che avendo a che fare con l’autismo da circa 13 anni, di categorie ne ho insegnate tante al mio bambino.

C’è un dipinto di cui vai particolarmente fiera?    

In realtà di tutti i miei dipinti vado orgogliosa, perché ognuno di essi ha la sua storia, è legato a un particolare periodo della mia vita e esprime i miei sogni in continua evoluzione. Forse i quadri in cui ho messo più cuore sono quelli che rappresentano la mia terra, le mie radici, la Sicilia. Sono due ed il secondo è accompagnato da alcuni versi che parlano di me in relazione alla mia terra.

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Vivendo nella fredda Stoccolma quanta nostalgia riportano i tuoi quadri?

Più che nostalgia si tratta più di disadattamento e voglia di ritorno continuo, forse permanente. C’è stanchezza a volte e voglia di equilibrio, anche se poi ho capito che la parola equilibrio è un concetto atipico per quanto riguarda me e la vita con mio figlio.

“Sicilia mia
che ogni volta che ti dipingo gli occhi mi brillano,
Sicilia delle mie radici
di mio figlio i natali,
Sicilia degli amori sbagliati degli amici veri,
l’Etna che la terra fa tremare, che tutti spaventa e che poi si riaddormenta,
Terra mia verde 
di agrumi e di vino,
Città antiche, 
barocco, gotico,etrusco, .
ogni stile un assaggio, 
di tutti i popoli sei stata terra di passaggio,
Sicilia in musica, tradizioni ancora da scoprire,
Terra di canti popolari, mulini al vento, ombrelloni da aprire,
Sole che illumina,
che la mia vita ha da sempre riscaldato,
Sicilia delle mie crisi più urlate,
che per disagio mi hai costretta a partire,
Sicilia in cui torno e da cui puntualmente me ne devo andare,
Sicilia da migliorare, da cambiare,
Sicilia un libro aperto con le pagine vuote tutte da riempire”.

 

 

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