SIAE, il Famigerato Calderone sta per esplodere! Pergolani’s Letter

SIAE, il Famigerato Calderone dei diritti economici sta per esplodere ed affondare! 

L’ARTISTA DEVE POTER VIVERE DEL SUO LAVORO. IN QUESTO STA IL PROGRESSO DI UN PAESE. LA SIAE SI DEVE FARSI PORTATRICE INSIEME A LOCALI E MEDIA DI QUESTA CHE NON E’ UNA SEMPLICE ISTANZA MA UN DIRITTO FONDAMENTALE ED UN SEGNO DI CIVILTA’.

Michael Pergolani
(Ideatore, autore e conduttore DEMO – RadioRai1)

 

Lettera a SIAE adulta: Rivedere lo Statuto, la tipologia delle Elezioni, le esose Iscrizioni e debellare la Casta dei ricchi ”fortunati”.
Questo scritto che segue è l’accorato appello agli autori ed editori, musicisti, scrittori, ecc.., del grande Michael Pergolani, autentico e raro pezzo di Storia Musicale della nostra radioTV e carta stampata.


SIAE – IL FAMIGERATO CALDERONE
…diamo battaglia a cominciare dall’iscrizione!

La SIAE è un’associazione che attualmente salvaguarda solo i ricchi editori ed i ricchi autori. Un migliaio di associati ‘rapinano’ quotidianamente gli altri 90.000 e passa, sia a livello di “governance”, di garanzie e salvaguardie, sia a livello di denaro…

La cosa divertente (se non fosse tragica) è che la SIAE nasce originariamente per difendere i diritti degli Autori e solo successivamente degli Editori. 
Questo è il suo scopo statutario.
Tenendo questo nel cervello ci si chiede come mai di 90.000 e passa iscritti solo una piccola minoranza
gode e stragode, mentre tutti gli altri piangono miseria stressati e depressi come nessuno. Bene, di ingiustizie ce ne sono un’infinità in SIAE ma per quanto riguarda la musica la più ingiusta e biecamente truffaldina tra tutte è quella che viene comunemente chiamata ‘del CALDERONE’

La truffa è semplice ma molti dei ragazzi con cui sono entrato in contatto in questi 11 anni di DEMO non sapevano e continuano a non sapere cosa sia il CALDERONE… quindi ecco svelato il mistero (si fa per dire).
Immaginatevi un pentolone (il Calderone appunto) ed immaginate che nel pentolone finiscano i soldi di tutti quei locali che fanno live e programmazione normale, di tutte quelle radio private piccole e grandi (e sono un botto), di tutti i negozi, i centri commerciali, eccetera eccetera che con la SIAE hanno un accordo a forfait per l’uso della musica ovvero della mia, della tua, della sua, delle nostre canzoni…
Il bello viene adesso… dove finiscono i tantissimi milioni raccolti in tutt’Italia dagli agenti della SIAE che quando si tratta di riscuotere sono assai solerti e onnipresenti? Indovinato! Finiscono nel PENTOLONE/CALDERONEe dove vanno ‘sti milioni, chi se li asciuga? In base a quale regolamento? 

 Vediamone i punti:
1 – vanno agli autori e agli editori in base al censo. Più guadagni più affondi le mani nel pentolone. Così chi si porta a casa qualche milione maturato in diritti, raddoppia gli introiti affondando e mani nel Calderone (le notorie mani-a-pala-meccanica). 
2 – Tutto questo è stato permesso da regolamenti scritti dai vertici e dal consiglio della SIAE, ovvero dagli ELETTI…e chi sono gli ELETTI?… sempre loro, i ricchi e gli straricchi, forse 1000 su 90.000 iscritti. Sono loro che hanno creato anche l’ultimo ‘STATUTO CANAGLIA’ ovvero la legge interna che da una parte legalizza il latrocinio e dall’altra non permette l’elezione di un consiglio che possa cambiare le regole del gioco. 

 QUESTO LO STATO DELLE COSE…
… ma io prima di addentrarmi nella zona “canagliesca” della SIAE che in estrema sintesi riguarda Statuto/Elezioni e Calderone, vorrei pensare a tutti i ragazzi e le ragazze che in questi 11 anni di trasmissione sono passati a “DEMO l’acchiappatalenti”, artisti che con la loro musica ci hanno permesso di fare un ottimo programma musicale, di diventare un cult e di avere successo. Qui a Radio 1 facciamo i borderò per legge, il che significa sempre, accuratamente e per ogni brano mandato in onda… ma io penso anche che la SIAE oltre alle sue funzioni amministrative dovrebbe essere al servizio degli autori che sono all’inizio, di chi ha talento ma magari guadagna così poco da non potersi neanche permettere l’esosa iscrizione…
 

PER COMINCIARE SI PUO’ LOTTARE PER QUESTO…

1 – al momento per iscriversi alla SIAE si paga 281,54 Euro tra tassa istruttoria e contributo anno, poi ogni anno la cifra è di 151,81 Euro. Tutto questo deve cambiare: al momento dell’iscrizione la cifra deve essere di 25 Euro tra tassa istruttoria e contributo anno, poi di 20 Euro il secondo anno, di 30 il terzo, di 40 il quarto e di 50 il quinto anno. Dopo 5 anni si dovrà pagare l’intera cifra perché o con la musica si guadagna ormai abbastanza oppure conviene cambiare strada…

2 – occorre costringere i LOCALI CHE FANNO MUSICA LIVE (e che ora pagano un forfait che va nel pozzo chiamato “calderone”) a fare i borderò nominali, canzone per canzone… una seccatura ma si potrebbe venire loro incontro facendo pagare solo il 50% del valore dei diritti d’autore… il locale paga la metà, il musicista prende dei soldi e… si vive più contenti.
Altre forme di incentivi e contro incentivi possono essere studiate per rendere la cosa fattibile. Se poi i locali venissero pizzicati a fare i live senza fare i borderò o a truccarli… multe e chiusura.

3 – bisogna costringere LE RADIO PRIVATE che vivono di musica o “anche di musica” a fare i borderò come la Rai. Basta forfait, ma anche qui è fondamentale uno sconto significativo a cominciare dal 50% sui diritti da pagare. Un nuovo listino va trovato per le radio a secondo se sono nazionali, regionali, locali e a secondo dei loro introiti. Anche qui possono essere studiati ulteriori e più efficaci incentivi (e contro incentivi) per rendere l’obbligo di borderò fattibile e trasparente. Se questo non dovesse succedere… multe e chiusura.

  

Le Elezioni. Il Commissario straordinario Gian Luigi Rondi, secondo quanto previsto dallo Statuto Siae approvato con DPCM del 9 novembre 2012, ha convocato, per il giorno venerdì 1° marzo 2013, l’Assemblea degli Associati, con inizio alle ore 11.00, a Roma, presso il Palazzo dei Congressi in viale della Pittura 50.

 

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